La querelle senza fine
|Piscina Olimpionica, prima l’accordo e poi il dietrofront della RN Auditore
Per gli atleti agonisti della Kroton Nuoto l’accesso all’impianto resta ancora inibito. Anche pagando
CROTONE – Un dietrofront che azzera i dettagli dell’accordo per riportare in acqua gli atleti della Kroton Nuoto. Un ennesimo tentativo fallito che alimenta tensioni e disagi di una disputa senza fine. E precedenti. Con il Comune che prova a mediare e gli effetti che continuano a ripercuotersi esclusivamente su giovani nuotatori agonisti, ai quali è precluso in quanto gruppo-squadra l’accesso all’impianto. E l’aggravante che stavolta neppure la disponibilità a versare la quota alla società co-gestore è servita per sbrogliare la matassa. La conseguenza? Gli agonisti della Kroton Nuoto esclusi e costretti a viaggiare, la Rari Nantes Auditore che mantiene una posizione dominante e il Comune che fa spallucce. Provandoci, ma senza quella ferocia che servirebbe per tutelare quantomeno i ragazzi e mandare un segnale chiaro.
Il comunicato
E’ la stessa Kroton Nuoto, che attraverso una nota informa l’evoluzione di una vicenda che sembrava avesse preso una piega favorevole, ma improvvisamente stoppata dalla retromarcia dei ‘colleghi’ dell’Auditore. Che continuano in una linea di intransigenza che oltrepassare da mesi i confini della tolleranza, come peraltro ha sottolineato più volte l’amministrazione, al netto di tutte le pendenze giudiziarie. Dispute e controversie che non dovrebbero mai ricadere sui più giovani. E se questo è il messaggio di sport, inclusione e valori verso i più giovani beh, siamo distanti anni luce dalla missione basica che esso declina.
Il messaggio di Voce
“Con un messaggio WhatsApp – scrive il presidente della Kroton Nuoto – il sindaco di Crotone Vincenzo Voce comunica al dirigente e tecnico della Kroton nuoto Roberto Fantasia , il fallimento del tentativo di accordo che lui stesso aveva promosso il 7 ottobre scorso (alla presenza dell’Assessore Bossi, del dirigente comunale Marano e del vicesindaco Cretella ) per consentire ai ragazzi di Kroton Nuoto di allenarsi nell’impianto della propria città. Il motivo del fallimento sono le “valutazioni legali” espresse da Rari Nantes in un incontro successivo di cui Kroton Nuoto non era nemmeno stata informata”.
I termini dell’accordo
“L’accordo – continua la nota -, che Rari Nantes aveva già formalizzato tramite PEC a Kroton Nuoto, prevedeva una condizione paradossale: Kroton Nuoto, pur essendo co-gestore dell’impianto e mandante dell’ATI con pari dignità contrattuale, avrebbe dovuto pagare un corrispettivo imposto da Rari Nantes e versato a favore della stessa per poter accedere a un bene pubblico che ha diritto di gestire. Una condizione umiliante e giuridicamente insostenibile, che trasformava un partner alla pari in un soggetto costretto a pagare un “pedaggio” all’altro partner. Eppure, Kroton Nuoto aveva accettato anche questo pur di far tornare i ragazzi in acqua. Ma nemmeno questa totale disponibilità è bastata”.
Critiche al Comune
“Così, con un messaggio su una chat – chiarisce ancora la nota -, si consuma la resa definitiva dell’amministrazione comunale. L’impianto Piscina Olimpionica Città di Crotone viene di fatto assegnato all’esclusiva disponibilità di Rari Nantes, a discapito di Kroton Nuoto e dei suoi atleti. È paradossale e inaccettabile che un’amministrazione pubblica si inchini alle “valutazioni legali” di un soggetto privato che gestisce un bene pubblico, rinunciando a esercitare i propri poteri e doveri di vigilanza e controllo. Ma ciò che rende la situazione ancora più surreale è che, mentre Kroton Nuoto viene di fatto estromessa dalla gestione e fisicamente impedita ad accedere all’impianto (senza che esista alcuna sentenza che legittimi tale esclusione), continuano ad arrivare PEC dal dirigente comunale che richiedono il pagamento delle bollette. In sostanza, a Kroton Nuoto viene negato ogni diritto di gestione e accesso, ma le vengono puntualmente riconosciuti tutti gli obblighi economici. Un paradosso giuridico che evidenzia l’assurdità e l’iniquità della situazione.
Pari dignità contrattuale
“Kroton Nuoto è, – conclude – ad oggi la mandante dell’ATI che insieme a Rari Nantes si è aggiudicata la concessione dell’impianto. Ha pari dignità contrattuale, pari diritti e pari doveri. Eppure, viene trattata come un soggetto estraneo, a cui si può negare l’accesso a un bene pubblico sulla base delle “valutazioni legali” del partner che dovrebbe essere suo pari. Bambini e ragazzi crotonesi sono costretti ad allenarsi a Catanzaro. Kroton Nuoto valuterà ulteriori azioni legali a difesa dei propri diritti e di quelli dei propri atleti. Continuerà a battersi in ogni sede perché venga ripristinata la legalità e il rispetto dei diritti elementari dei cittadini. Lo sport, i giovani e la città di Crotone meritano ben altro”.
Cosa farà ora il Comune? Perché intanto, per 40 agonisti, i cancelli restano sbarrati. E l’autobus verso Catanzaro è l’unica soluzione per continuare a tenere accesi i loro sogni.


