Sindaco aggredisce consigliere a Crotone: i dissidi politici tra Voce e Ioppoli per via Israele
La lite tra Voce e Ioppoli avvenuta durante una riunione che doveva risolvere il problema di via Israele
CROTONE – Il sindaco che aggredisce un consigliere. Una brutta pagina di cronaca politica quella scritta tra il 27 ed il 28 ottobre a Crotone che ruota intorno alla controversa vicenda della realizzazione di 24 alloggi popolari in via Israele.
Il progetto in via Israele
Un intervento di oltre 5 milioni di euro che erano originariamente destinati al programma di Agenda Urbana, ad altri interventi di edilizia popolare: inizialmente, il progetto prevedeva lo smantellamento del ghetto di Acquabona e la distribuzione delle famiglie in vari quartieri della città per evitare nuove concentrazioni sociali a rischio. Tuttavia, la delibera approvata dall’Amministrazione comunale a Pasqua ha spostato parte dei fondi, destinandoli alla demolizione di due edifici a Fondo Gesù e al trasferimento delle famiglie Rom in un nuovo condominio da costruire proprio in via Israele.
Vincoli e criticità
Il progetto prevede 24 unità di edilizia sociale. L’idea del Comune è stata contestata dal Comitato Tufolo-Farina e dai residenti in quanto la presenza di nuove unità abitative in una zona già densamente popolata e trafficata avrebbe peggiorato la vivibilità della zona.
Peraltro, sulla zona c’erano diversi vincoli (verde pubblico) dal piano di lottizzazione del Consorzio Montedison e numerose criticità.
Le osservazioni dei residenti non sono state considerate dall’Amministrazione che ha inteso andare avanti anche per non perdere il finanziamento di 5 milioni di euro che deve essere utilizzato entro il 31 dicembre di questo anno.
Lo scopo della riunione alla Provincia
Proprio dal tentativo di superare questo termine temporale nasce la riunione che era stata convocata da presidente della Provincia, Sergio Ferrari, prossimo consigliere regionale. In virtù del suo nuovo ruolo a Ferrari era stato chiesto di poter verificare la possibilità di dare al Comune una proroga sul finanziamento in modo da trovare un’area diversa dove realizzare il progetto. Con queste buone intenzioni era nata la riunione.
Le tensioni tra Voce e Ioppoli
Perché il sindaco aggredisce il consigliere? Proviamo a ricostruire il clima con il quale si è arrivati alla riunione per cercare una spiegazione. Sulla vicenda degli alloggi popolari di via Israele tra il consigliere di maggioranza Ernesto Ioppoli (eletto nella lista di Tesoro Calabria e componente del gruppo consiliare Grande Centro di Mario Megna) si era schierato apertamente contro l’Amministrazione. Ioppoli abita nel quartiere e conosce le difficoltà di vivibilità della zona. Aveva per questo appoggiato la protesta dei cittadini e, anche se non l’aveva firmata, anche la petizione contro il progetto degli alloggi popolari.
La rottura con Voce era stata anche dal punto di vista politico considerato che Ioppoli, nelle recenti commissioni consiliari sull’argomento via Israele, aveva espresso la sua determinazione ad uscire dalla maggioranza e pare avesse anche contribuito nella colletta per il ricorso al Tar presentato dal Comitato Tufolo-Farina.
Dal confronto allo scontro
Mosse che avevano infastidito Voce il quale, così, avrebbe visto erodersi ancora il numero dei suoi consiglieri dopo i vari passaggi nei banchi dell’opposizione (certo ci sono stati anche percorsi al contrario). Attualmente su 32 consiglieri la maggioranza può contare su 17 (con Cavallo e Marrelli a supporto), mentre l’opposizione ne ha – compreso Ioppoli – 13. Numeri che, nonostante diversi scricchiolii nei Consigli comunali, tenevano comunque tranquillo Voce. Sarà volata qualche parola di troppo e la situazione è improvvisamente degenerata. Certo è che la reazione del sindaco ha trasformato quello che doveva essere un confronto per risolvere un problema in uno scontro che ha dato di Crotone una pessima immagine.
Disarmare le parole
Pessima immagine che è anche quella che si continua a dare sui social: è vero che la libertà di espressione è un diritto inviolabile, ma è altrettanto vero che in troppi usano questo diritto senza pensare, offendendo ed insultando su ogni tipo di argomento. Lo hanno detto anche gli ultimi due Pontefici, Francesco e Leone XIV: bisogna disarmare le parole per disarmare il mondo. Si può criticare ma per costruire, non per demolire. E questa è una lezione che ancora non abbiamo imparato.




