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|Piscina Crotone, Rari Nantes recede da convenzione: impianto chiuso
L’impianto chiuso dal 5 novembre. Le accuse dell’Auditore a Comune e Kroton Nuoto
CROTONE – La piscina olimpionica di Crotone da mercoledì 5 novembre chiude i battenti. L’Asd Rari Nantes L. Auditore Crotone con un post sulla sua pagina facebook ha fatto di “aver intimato in data 4 novembre 2025 il recesso dalla concessione dell’impianto natatorio “Piscina Comunale”, interrompendo ogni attività“.
I motivi del recesso dalla gestione piscina
La società che ha avuto in gestione l’impianto insieme alla Kroton Nuoto nel 2021 spiega che i motivi del recesso dalla convenzione siglata con il Comune di Crotone sono da trovare: “nella eccessiva onerosità nella gestione dell’impianto, significata invano e reiteratamente al Comune di Crotone che non ha riscontrato alcuna richiesta di riduzione ad equità.
La Rari Nantes Auditore chiama in causa il socio nell’Ati evidenziando le “gravissime inadempienze della ASD mandante Kroton Nuoto venuta meno agli obblighi derivanti dalla partecipazione all’Ati Bludea concessionaria della gestione dell’impianto“.
Infine, la decisione del recesso è spiegato anche per “le preoccupanti inadempienze integrate dall’Amministrazione Comunale, in primis la violazione del dovere di imparzialità nelle vicende interne all’Ati“.
La piscina di Crotone riaperta nel 2022
La gestione della piscina olimpionica era stata assegnata nell’ottobre del 2021 alla Associazione temporanea di impresa Blu Dea il cui 51% è detenuto da Rari Nantes Auditore e il resto dalla Kroton Nuoto.
In seguito alla firma della convenzione con il Comune, la Piscina Olimpionica di via Giovanni Paolo II ha riaperto i cancelli nell’aprile del 2022 dopo 32 mesi di chiusura causata, all’epoca, da molteplici avversità intrecciatesi: dalla indagine della Procura che ad agosto 2019 ha messo la lente d’ingrandimento sulla precedente convenzione sigillando l’impianto, gli effetti dell’emergenza Covid.
Gestione economica complicata
La vicenda della gestione della piscina olimpionica è scoppiata a giugno del 2025 quando sono emersi i problemi economici tra le sue società affidatarie.
La gestione economica finanziaria della piscina di Crotone ha avuto grosse difficoltà che hanno prodotto ‘effetti collaterali‘ nel rapporto tra le due società affidatarie.
Piscina Crotone, costi altissimi
I costi per mantenere l’impianto sono risultati altissimi soprattutto per le utenze (acqua, gas ed elettricità) con Rari Nantes Auditore e Kroton Nuoto finite ai ferri corti ed anche in Tribunale riguardo al pagamento degli ingressi e non solo.
Dal giugno scorso abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente, con tanto di interventi delle forze dell’ordine, che ha penalizzato soprattutto i più giovani atleti causando un clima di tensione palpabile.
Tentativi di mediazione finiti nel nulla
Il Comune, che non aveva competenze per risolvere i problemi privati tra le due società, ha cercato di mediare senza però riuscirci. C’è stato perfino un intervento del ministro dello sport, Andrea Abodi, in visita a Crotone.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbero state le nuove tariffe per l’uso degli impianti sportivi approvate da giunta e Consiglio comunale.
Il Comune ha introdotto tariffe calmierate proprio per la piscina olimpionica comunale, riservate alle società affiliate alla Federazione Italiana Nuoto (FIN) con sede nel territorio crotonese e agli atleti tesserati agonisti.
“Ingressi senza discriminazioni”
Inoltre è stato specificato nel regolamento che “il concessionario dovrà favorire l’utilizzo degli spazi acqua in fasce orarie compatibili con le esigenze dei richiedenti senza alcuna discriminazione”. Un modo per cercare di superare il diniego della Rari Nantes all’ingresso a pagamento di atleti della Kroton Nuoto.
Anche questo tentativo è finito nel nulla visto che, anche alla presenza degli amministratori comunali, non è stata permesso l’utilizzo dell’impianto alla Kroton Nuoto.




