Specie aliena
|Pesce Scorpione nello Ionio: nuova cattura a Praialonga e allarme per il Mediterraneo
La segnalazione dell’associazione Isola Ambiente Apnea: catturato durante battuta di pesca professionale con reti da posta
PRAIALONGA – Nelle acque dello Ionio si accende nuovamente l’allerta per la diffusione del Pesce Scorpione nello Ionio, una specie aliena invasiva proveniente dal Mar Rosso. Durante una battuta di pesca professionale con reti da posta, a circa 14 metri di profondità, lo scorso 10 novembre, è stato catturato un esemplare di Pterois miles al largo di Praialonga.
La segnalazione è stata eseguita dai sub dell’associazione Isola Ambiente Apnea, che hanno prontamente informato l’Università della Calabria e l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – secondo il protocollo ufficiale per le specie aliene marine.
Pesce Scorpione nello Ionio: una specie invasiva che minaccia l’ecosistema
Il Pesce Scorpione nello Ionio è una presenza sempre più frequente e preoccupante. Secondo il rapporto della ISPRA aggiornato a marzo 2025, le segnalazioni di Pterois miles nel Mediterraneo sono 1.840, con lo Ionio tra le aree più vulnerabili.
Lo studio del CNR-IRBIM già nel 2017 aveva documentato la comparsa di questa specie lungo le coste italiane, segnalando un’espansione rapida favorita dal riscaldamento delle acque e dall’assenza di predatori naturali.
Questa specie, appartenente alla famiglia Scorpaenidae, è dotata di aculei velenosi sulle pinne dorsali e anali. Il contatto può causare dolore intenso, nausea e difficoltà respiratorie. Il veleno del pesce scorpione agisce sulla trasmissione neuromuscolare e richiede immediato intervento medico in caso di puntura.
Caratteristiche della specie e rischi per l’ambiente
Originaria del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, Pterois miles è appartenente alla famiglia degli Scorpaenidae ed è nota per la presenza di aculei velenosi sulle pinne dorsali e anali. Il pesce scorpione è facilmente riconoscibile: corpo striato con tonalità che variano dal marrone chiaro al rosso, grandi occhi neri e pinne dorsali a ventaglio dotate di aculei veleniferi.
Nonostante la sua pericolosità, le carni del pesce scorpione sono commestibili, ma la manipolazione deve avvenire con estrema cautela.
La specie predatrice è particolarmente pericolosa sia per gli ecosistemi marini — dove può alterare drasticamente la composizione delle comunità ittiche — sia potenzialmente per la salute umana, qualora ci sia un contatto accidentale.
Prima cattura riportata su il Crotonese nel 2023
Su il Crotonese ne avevamo già dato notizia nel giugno 2023 quando a Le Castella, “dopo il polpo coperta ed il granchio blu, una nuova specie aliena è stata ritrovata (…) Si tratta di un esemplare di pesce scorpione o leone”. In quell’occasione venne trovato un esemplare lungo circa 17 centimetri ad una ventina di metri di profondità. Anche in quale caso l’associazione Isola Ambiente Apnea ha segnalato la presenza… all’ISPRA…”. Questo conferma che l’attenzione nella zona ionica è alta e che l’intervento associativo è già operativo.
L’importanza della segnalazione e del monitoraggio
La cattura a Praialonga da parte dei sub dell’Isola Ambiente Apnea assume un rilievo particolare: non solo conferma la presenza della specie nello Ionio, ma attiva anche il protocollo di segnalazione e di monitoraggio previsto per le specie aliene invasive. È infatti fondamentale che ogni avvistamento o cattura venga comunicata agli enti competenti, in modo da integrare i dati e permettere una risposta tempestiva. Esiste anche
Gli studi scientifici sottolineano che l’invasione di Pterois miles nel Mediterraneo è favorita dalla mancanza di predatori naturali e dalle mutate condizioni termiche che rendono lo Ionio area ad alto rischio. ejournals.epublishing.ekt.gr+1
Pesce Scorpione nello Ionio: cosa fare in caso di avvistamento
La diffusione del Pesce Scorpione nello Ionio e di altre specie aliene, richiede la collaborazione di tutti gli operatori del mare. Pescatori, subacquei e cittadini sono invitati a segnalare tempestivamente ogni cattura o avvistamento agli enti competenti, come ISPRA e le Capitanerie di Porto.
La segnalazione, come aveva spiegato ad agosto scorso il circolo Ibis, è fondamentale per alimentare la banca dati nazionale sulle specie aliene marine e permettere interventi rapidi di monitoraggio e controllo.
È inoltre importante non toccare mai un esemplare sospetto: gli aculei del pesce scorpione possono restare velenosi anche dopo la morte dell’animale. In caso di puntura, è consigliata l’immersione della parte colpita in acqua calda e la consultazione immediata di un medico.
I prossimi passi da fare
La cattura del pesce scorpione nello Ionio, e precisamente a Praialonga, rappresenta un segnale che non può essere ignorato: la specie invasiva è realtà anche lungo le nostre coste. Il ruolo dell’associazione Isola Ambiente Apnea è stato decisivo nel rilevare e segnalare l’evento, offrendo un contributo concreto alla tutela del mare ionico.
È ora essenziale che tutti gli attori — istituzioni, comunità marine e cittadini — collaborino per arginare il fenomeno e salvaguardare l’equilibrio dell’ecosistema marino. Iniziando con il rafforzare la rete di segnalazione: pescatori, subacquei e operatori marini devono essere sensibilizzati e formati per riconoscere il pesce scorpione. E’ necessario Attivare interventi di rimozione controllata, dove possibile, per contenere la popolazione invasiva nelle zone critiche.
Si deve incrementare la ricerca locale per comprendere la densità di Pterois miles nello Ionio e l’impatto su fauna e pesca. Importante informare il pubblico — in particolare i bagnanti e chi pratica immersioni — circa la pericolosità legata agli aculei velenosi della specie.


