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Dimissioni consiglieri Petilia: Consiglio comunale senza minoranza

Contesto istituzionale “non idoneo a un esercizio pieno, efficace e responsabile del mandato”

PETILIA  POLICASTRO – Sono arrivate, come annunciato sull’edizione del 25 novembre de il Crotonese, le dimissioni dei consiglieri di minoranza che sarebbero dovuti subentrare ai quattro dimissionari di ‘Insieme per Petilia’. Il Consiglio comunale di Petilia Policastro resta così senza minoranza.
Nella seduta del 27 novembre, i quattro consiglieri neo-proclamati a seguito delle surroghe – Stefano Pace, Francesca Camigliano, Francesco Daniele e Fabio Carcea – hanno annunciato le proprie dimissioni irrevocabili nel momento stesso dell’ingresso in aula, rifiutando di fatto l’assunzione della carica. Una scelta maturata “in coerenza” con la decisione dei colleghi dimissionari Giovambattista Scordamaglia, Carmine Mangano, Antonella Ierardi e Marinella Cistaro, che avevano lasciato l’incarico la settimana precedente.

Le motivazioni dei subentranti

Nella loro comunicazione, i quattro consiglieri dimissionari definiscono l’attuale contesto istituzionale “non idoneo a un esercizio pieno, efficace e responsabile del mandato”, evidenziando la perdita di ruolo del Consiglio come sede del confronto democratico e la mancanza di chiarezza su episodi che hanno segnato la comunità.
Nel documento depositato dai consiglieri insieme alle dimissioni, viene denunciata la situazione di Petilia Policastro: “La persistente difficoltà del Consiglio Comunale di svolgere il proprio ruolo di sede del confronto democratico e la mancata assunzione di posizioni chiare su episodi che hanno interessato la comunità, hanno determinato un quadro che non consente una partecipazione consiliare conforme ai principi di trasparenza, correttezza istituzionale e responsabilità verso i cittadini”.

Critiche sulla gestione dell’emergenza acqua

Tra i punti critici citati, anche la gestione della non potabilità dell’acqua: “Siamo particolarmente preoccupati per l’atteggiamento del Sindaco, in qualità di responsabile dell’Ufficio Sanitario, che ha mostrato una scarsa assunzione di responsabilità, cercando di attribuire ad altri la colpa del ritardo con cui sono state comunicate ai cittadini le informazioni riguardanti la non potabilità dell’acqua. Questa situazione ha messo a rischio la salute dei cittadini, delle imprese e, in particolare, dei nostri bambini.

Chieste le dimissioni di tutti i consiglieri di Petilia

La presa di posizione apre un vuoto politico destinato a incidere sull’intera consiliatura. Gli ex consiglieri auspicano un “cambiamento totale” dell’assetto del Consiglio, “attraverso le dimissioni dell’intero organo, al fine di ripristinare la fiducia della comunità nelle istituzioni”.

Origini della crisi: il Consiglio del 14 novembre

La vicenda affonda le radici nel teso Consiglio comunale del 14 novembre, durante il quale tensioni nella maggioranza e scontri con l’opposizione hanno fatto esplodere un conflitto già latente. Le frasi pronunciate in aula da Scordamaglia, giudicate “inaccettabili” dalla maggioranza, hanno portato il gruppo “Petilia Rinasce” e il sindaco a chiederne le dimissioni.

La replica non si è fatta attendere: l’intero gruppo “Insieme per Petilia” ha rassegnato le dimissioni, denunciando un Consiglio ormai privo di credibilità e reazione, citando anche il silenzio istituzionale seguito alla comparsa in città dei manifesti di cordoglio dell’amministrazione comunale per la morte di Rosario Curcio, condannato per essere stato uno degli assassini di Lea Garofalo.