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“Sonic, Sound of Novelty”, musica e cinema contro la povertà educativa

Un pomeriggio di musica, storie e condivisione che ha dato voce a chi spesso non ne ha una

CROTONE – Si è concluso con entusiasmo il progetto “Sonic, Sound of Novelty”, iniziativa che attraverso musica e cinema ha coinvolto gli utenti di Sabir, A Casa di Iulia e i minori non accompagnati del Centro di accoglienza straordinaria (CAS) , offrendo loro un’occasione concreta di crescita culturale e personale.

L’incontro di chiusura del progetto, che ha reso visibili i risultati raggiunti durante il lavoro di un anno, si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Crotone alla presenza dell’assessore alle Politiche Sociali, Filly Pollinzi, di Manuelita Scigliano presidente di Sabir, di Piermarta Castagnino psicologa di ‘A Casa di Iulia’, della riabilitatrice psichiatrica di ‘A Casa di Iulia’ Teresa Raimondo e del musicista Mario Nunziante. Il progetto fortemente voluto dalle tre associazioni in rete è stato supportato dal Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo. Erano altresì presenti il direttore sanitario dell’Asp di Crotone, Luigi Rossi, Marco Musella professore di Economia politica all’università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Anna Elia professoressa di Sociologia dell’ambiente all’Unical e la musicoterapeuta Sonia Falcone. Ha moderato l’incontro, la giornalista Francesca Caiazzo.

Il laboratorio musicale

Il laboratorio musicale, guidato dal maestro Mario Nunziante e dalle professioniste di Sabir e Casa di Iulia, ha permesso ai ragazzi di mettersi alla prova con piccole performance canore e brevi spettacoli. Tra i momenti più emozionanti, la mini performance teatrale realizzata da un gruppo di giovanissimi sulle note di “Sogna ragazzo sogna” di Roberto Vecchioni: un inno alle opportunità, ai sogni e al riscatto sociale.

La lettera del giovane della Costa d’Avorio

Tanta emozione si è respirata in sala quando un giovane della Costa d’Avorio, arrivato a Crotone lo scorso aprile e ora impegnato nello studio dell’italiano, ha letto una lettera scritta di suo pugno. Un racconto intenso, che ripercorre il viaggio affrontato per lasciare un Paese in difficoltà e la speranza ritrovata grazie all’accoglienza ricevuta in Italia, dove – ha sottolineato – “la nostra vita oggi è meno dura” e dove immagina un futuro fatto di lavoro e famiglia.

Ad arricchire l’evento anche l’esibizione dei più piccoli di Casa di Iulia, che davanti a genitori e amici hanno cantato con grande emozione “Supereroi” di Mr. Rain.

Un pomeriggio di musica, storie e condivisione che ha dato voce a chi spesso non ne ha una, dimostrando ancora una volta quanto l’arte possa diventare strumento di inclusione e rinascita.