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Spettacolare il falò realizzato direttamente sulla spiaggia di Crotone, frutto della sinergia tra i locali Mamma Mia e Bar Giorgio.

CROTONE – Un’atmosfera affascinante, misteriosa quella che si vive ogni 13 dicembre a Crotone dove, con l’accensione del fuoco di Santa Lucia, la devozione incontra la festa e il buio lascia spazio alla potenza del fuoco.
Spettacolare il falò realizzato direttamente sulla spiaggia di Crotone, frutto della sinergia tra i locali Mamma Mia e Bar Giorgio. Inserita ufficialmente nel cartellone delle iniziative natalizie patrocinate dal Comune di Crotone, questa accensione non è stata solo uno spettacolo, ma un vero momento di aggregazione. Sfondo del mare, crepitio della legna e calore della comunità: un trio perfetto che ha reso questa celebrazione indimenticabile.

A Crotone, i Fuochi di Santa Lucia non sono semplici falò, ma vere opere di ingegneria popolare. La legna viene accatastata con cura meticolosa per formare la tradizionale piramide. È il culmine di settimane di lavoro febbrile: gruppi di ragazzi, quartiere contro quartiere, accumulano legna giorni prima, sfidandosi a chi costruirà la pira più alta e maestosa. È una competizione sana che anima la città, trasformando ogni rione in un palcoscenico di luce.

Questa tradizione affonda le radici in un passato lontano, unendo riti pagani di purificazione alla devozione cristiana. Il fuoco rappresenta la luce che vince sulle tenebre, il bene che scaccia il male nel giorno (un tempo) più corto dell’anno.  La tradizione nasce dalla leggenda secondo la quale Santa Lucia portava cibo ai cristiani nascosti nelle catacombe e, per avere le mani libere, usasse una corona di candele sulla testa per farsi luce.
In Calabria questa usanza è così radicata da essere diventata identitaria, tanto da ispirare il cinema contemporaneo: la devozione e la preparazione dei fuochi sono al centro di “Lux Santa”, il film di Matteo Russo presentato al Torino Film Festival, che ha saputo raccontare questa liturgia collettiva al grande pubblico.