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Il Centro Hera, cuore della polis magnogreca

Nel locali dell’ex plesso scolastico San Francesco l’analisi dei reperti con attrezzature all’avanguardia

Lì dove un tempo si studiava tra i banchi e poi si chiusero i cancelli per l’emergenza ambientale, presto si analizzeranno reperti millenari con microscopi elettronici e laser scanner. La metamorfosi dell’ex complesso scolastico San Francesco, in via Giovanni Paolo II, è il simbolo di una città che prova a riscattarsi attraverso la propria storia. Il progetto ha ora un volto definito e un nome che richiama il mondo antico: Centro Hera, acronimo di Centro per la conservazione, documentazione, gestione e valorizzazione del patrimonio archeologico regionale.

La visione progettuale

A delineare le linee guida di questa trasformazione è il Progetto di fattibilità tecnica ed economica, primo tassello per colmare un vuoto strutturale in Calabria. L’obiettivo è creare un polo unico capace di gestire l’intera filiera dell’archeologia – dallo scavo alla musealizzazione – evitando che il patrimonio venga trasferito altrove. Il complesso, all’interno di un’area recintata di quasi 10.000 metri quadrati, diventerà il cuore operativo del programma Antica Kroton: non solo un deposito, ma un luogo di ricerca, formazione e innovazione tecnologica.
La scelta dell’ex scuola non è casuale. Costruito negli anni ’80, il plesso venne chiuso nell’ottobre 2008 dopo l’inchiesta “Black Mountains”, che portò alla luce la presenza di conglomerato idraulico catalizzato (Cic), scarti industriali pericolosi, nell’area di pertinenza. Dopo anni di degrado, l’immobile è stato oggetto di un intervento di riqualificazione finanziato dal Comune. Oggi quello stesso edificio è pronto a rinascere, trasformandosi da simbolo di abbandono a presidio per la conservazione della memoria storica.

Le dotazioni

Lo sviluppo del progetto, definito nel Pfte, prevede un allestimento altamente specializzato che darà forma a una struttura unica nel panorama regionale. Una parte consistente degli investimenti riguarda la dotazione tecnologica: sistemi di archiviazione compattabili motorizzati e computerizzati, necessari per trasformare i depositi in archivi ad alta densità; attrezzature informatiche avanzate, strumentazioni diagnostiche. Sono inoltre previsti laboratori di restauro specializzati per ceramica, lapidei, metalli, carta e materiali organici, ciascuno dotato di apparecchiature, impianti di aspirazione localizzata e presidi di sicurezza. Un sistema organico, insomma, che fa del Centro Hera una struttura conforme agli standard dei più moderni centri di restauro europei.

I laboratori di restauro

La distribuzione funzionale degli spazi, illustrata dai progettisti, separa nettamente le attività operative da quelle gestionali. Nel corpo principale dell’ex scuola, il piano terra – circa 1.300 mq – diventerà il regno della scienza applicata. Qui sorgeranno i laboratori di restauro per ceramica, metalli e lapidei, insieme al laboratorio di diagnostica dotato di strumenti ad alta tecnologia. Vi troverà posto anche il centro di catalogazione digitale, mentre una sala dedicata ospiterà un grande plastico 3D in scala 1:700 della città e degli interventi di Antica Kroton.
Il primo piano diventerà invece il centro direzionale con uffici, segreteria tecnica, sala riunioni e un’aula magna multimediale destinata anche alla formazione. La vecchia palestra cambierà radicalmente funzione: gli spogliatoi lasceranno spazio a un polo logistico con deposito attrezzato, soppalchi climatizzati e aree per il primo trattamento dei reperti provenienti dagli scavi.

Fabbrica di cultura

L’obiettivo finale non è solo creare un deposito moderno, ma una “fabbrica di cultura” capace di generare conoscenza, indotto economico e nuove opportunità per l’imprenditoria giovanile nei settori turistico e culturale. Crotone si prepara così a trasformare una delle pagine più difficili della sua storia recente in un capitolo di eccellenza scientifica, restituendo alla comunità un luogo che custodisce, studia e valorizza ciò che la città ha di più prezioso: le sue radici millenarie.