Un inserto allegato al giornale per raccontare la rinascita della colonia magnogreca
C’è una immagine, presa in prestito dal cinema, che descrive meglio di qualunque altra la condizione attuale di Crotone. In Upside Down, il film di Juan Solanas del 2012, due mondi vivono uno sopra l’altro: quello superiore, luminoso ma fragile, attinge alla vitalità di quello inferiore, ricco e invisibile. Anche noi abbiamo due città sovrapposte: la Crotone di oggi e quella di ieri, divise da pochi metri di terra. Una città antica che dorme sotto i nostri passi e una città moderna che fatica a riconoscersi, a ritrovare un’identità, a immaginare un futuro.
Oggi, dopo decenni di attesa, quel diaframma si sta finalmente assottigliando. Il grande cantiere di Antica Kroton, oltre sessanta milioni di euro di investimenti frutto di una programmazione lunga e complessa, sta trasformando questa metafora in una prospettiva concreta: riunire il mondo di sopra e il mondo di sotto, ricucire storia e presente, fare della memoria un motore di rigenerazione urbana. Questo inserto mensile nasce proprio per accompagnare i cittadini dentro questo viaggio. Racconterà i cantieri, i progetti, gli studi e le visioni che stanno cambiando il volto della città, dando voce ai ricercatori, agli urbanisti, agli archeologi, ai protagonisti istituzionali e culturali. Antica Kroton, nella visione del suo dirigente, Antonio Senatore, non è soltanto un intervento, è un processo, un nuovo modo di pensare Crotone.
A Crotone si è sempre scavato. Ma quasi mai gli scavi sono stati pensati per essere restituiti alla città. Venivano aperti, studiati, pubblicati e infine ricoperti. Per la prima volta accade l’esatto opposto: si scava per lasciare tutto visibile, per rendere i ritrovamenti parte integrante dello spazio urbano. Nasce così l’idea, rivoluzionaria per il territorio calabrese, di trasformare Crotone in un grande parco archeologico urbano, un laboratorio a cielo aperto in cui la città contemporanea cammina dentro la sua polis antica. Gli atti amministrativi che sostengono questo progetto hanno definito un quadro unitario che oggi, finalmente, si traduce in lavori concreti: dal parco urbano tra Pignera e lo stadio, al recupero del quartiere centrale, fino al grande asse che collega il Castello, il porto e la costa verso Capo Colonna. È un’operazione culturale complessa, partecipata, che coinvolge istituzioni, studiosi e associazioni. Un progetto che, se portato a compimento, può trasformare la storia in lavoro, la ricerca in economia, la cultura in energia sociale.
La forza di Crotone sta nella sua continuità di vita. Poche città italiane possiedono una stratificazione simile: otto secoli di storia greca, l’impianto romano, le trasformazioni medievali, le fortificazioni moderne, le espansioni del Novecento. È un palinsesto urbano unico, continuamente riscritto, ma anche ferito da decenni di sviluppo disordinato, da una mancata riconversione industriale e da un centro storico che fatica a ritrovare vitalità. Antica Kroton parte da qui: dalla necessità di trasformare vuoti, ferite e abbandoni in luoghi di conoscenza e rigenerazione, integrando i ritrovamenti architettonici nella vita quotidiana. Le aree marginali diventano corridoi verdi e percorsi culturali; la storia antica si intreccia con la Crotone dei quindici minuti, da vivere a piedi o in bicicletta; il rapporto con il mare torna a essere un elemento centrale, identitario, economico.
Le città vivono se si trasformano, e muoiono quando restano immobili. I sessanta milioni di euro destinati al progetto non rappresentano soltanto una spinta per la tutela del patrimonio, ma una leva per ripensare la città nella sua interezza. La mobilità, l’accessibilità, la difesa e la valorizzazione della fascia costiera, il riuso degli edifici dismessi, la creazione di centri di ricerca e innovazione, lo sviluppo di tecnologie intelligenti e la ricucitura del rapporto tra Castello, porto e centro storico diventano tasselli di un’unica visione. Rigenerare significa molto più che costruire: significa dare forma a una città nuova senza consumare altro suolo, restituendo senso e funzione agli spazi esistenti. Per questo Antica Kroton non può essere considerato un intervento spot, ma un vero e proprio progetto di trasformazione urbana. Ogni grande progetto ha però bisogno anche di un orizzonte simbolico. Antica Kroton Futura nasce proprio con questo scopo: trasformare un intervento materiale in un motore di identità, orgoglio e crescita culturale.
L’idea è quella di un distretto capace di mettere in rete musei, gallerie, centri espositivi, residenze artistiche e spazi di produzione creativa, in modo che la cultura non sia soltanto fruita, ma prodotta, condivisa e messa in circolo. È un brand identitario che ambisce a raccontare Crotone oltre i confini regionali, a inserirla nelle reti mediterranee, ad attirare competenze e investimenti. Non sarebbe un fenomeno nuovo: se la Scuola pitagorica è fiorita qui, lo ha fatto anche grazie al contesto, alla luce, al clima, all’accoglienza. Sono attrattori ancora oggi potenti, se messi al centro di una strategia contemporanea. Questo inserto seguirà da vicino il cantiere più importante della Crotone moderna, raccontandone le evoluzioni, gli avanzamenti, le scoperte, le difficoltà e le ricadute. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: mostrare ai cittadini la città che sta nascendo dalla sua storia. Perché, come nel film di Solanas, il mondo di sopra può ritrovare luce solo se riconosce il valore del mondo di sotto.