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Alloggi popolari, comitato Tufolo-Farina: ‘Il TAR non dà ragione al Comune’

In riferimento al comunicato diffuso dal Comune di Crotone, con cui è stata resa nota la decisione del Tar Calabria di respingere l’istanza presentata

CROTONE – In riferimento al comunicato diffuso dal Comune di Crotone, con cui è stata resa nota la decisione del Tar Calabria di respingere l’istanza di misure cautelari monocratiche presentata dal Comitato Tufolo-Farina — relativa alla richiesta di annullamento della procedura per la realizzazione dei 24 alloggi in via Israele — il consiglio direttivo del comitato ha fornito le seguenti precisazioni:

“La vicenda è molto più complessa di quanto si voglia far credere e presenta diverse criticità che dovranno essere attentamente valutate dalle autorità competenti – hanno scritto -. Il provvedimento adottato in data odierna non è stato un nuovo ricorso, ma solo un passaggio tecnico per rafforzare quello già presentato lo scorso ottobre. Il Giudice monocratico ha scelto responsabilmente di non bloccare tutto con decisione unilaterale, vista l’importanza dell’interesse pubblico coinvolto, per questo la decisione è stata solo rimandata al collegio dei giudici, che discuterà il caso il 21 gennaio”.

Per il Comitato non c’è nessuna vittoria, ma solo un rinvio

Questa scelta del giudice monocratico, non dà ragione al Comune: non c’è stata alcuna vittoria, ma solo un rinvio, poiché al momento non è stato ritenuto ci fosse un pericolo immediato per i cittadini.
Il problema di fondo resta tutto aperto, ed i motivi di ricorso rimangono inalterati, anzi ulteriormente rafforzati. Ora il punto centrale è capire se e come siano state superate criticità molto gravi, tra cui una gara pubblica basata su un progetto di fattibilità tecnico-economica che la società incaricata per la verifica e validazione aveva giudicato non conforme nel rapporto conclusivo del 2 dicembre. Badate bene, sei non conformità ed una osservazione”.

Il nodo sulla conformità del progetto

Secondo le procedure previste dal nuovo codice sugli appalti, prima di mandare a gara il progetto, questo la stazione appaltante del comune lo sa benissimo, le non conformità andavano chiuse, e le stesse non potevano essere superate internamente – ha precisato il comitato – ma bisognava fare un ulteriore passaggio con la stessa società di verifica già incaricata che avrebbe dovuto emettere un nuovo rapporto conclusivo con esito finale: conforme.
Tutto questo non è avvenuto, lasciando al RUP la possibilità di validare il progetto, con apposito verbale, e dopo una relazione aggiuntiva del tecnico progettista che , a suo avviso, superava le non conformità e l’osservazione sollevata dalla società esterna incaricata.
Il ricorso si basa su documenti e atti ufficiali, non su opinioni, per questo motivo continuiamo ad avere piena fiducia nella giustizia amministrativa, nei nostri preziosi legali, e nel fatto che il tempo ci darà ragione.