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Incidente a Crotone, “mio padre Lino morto per una strada abbandonata”

La denuncia dei familiari di Lino Leto, vittima di un incidente stradale avvenuto sulla vecchia SS 106

CROTONE – È trascorso un mese dalla tragica scomparsa di Lino Leto, vittima di un incidente stradale avvenuto sulla vecchia SS 106 oggi strada provinciale nel tratto che attraversa la frazione Margherita. A distanza di trenta giorni, con una lettera inviata a il Crotonese da Vanessa Leto, figlia di Lino, la famiglia rompe il silenzio e denuncia pubblicamente le gravi condizioni di sicurezza di quel tratto stradale, definito “abbandonato e pericoloso”.

Secondo quanto riferito dai familiari, la strada si presenterebbe priva di illuminazione, con segnaletica assente o poco visibile e senza adeguate misure di sicurezza. Una situazione che, denunciano, si protrae da anni: asfalto irregolare, mancanza di interventi di manutenzione e nessun sistema di rallentamento del traffico.

“Non si può parlare di fatalità”, è il messaggio che accompagna la denuncia. La morte di Lino Leto viene indicata come l’ennesima conseguenza di uno stato di incuria che mette quotidianamente a rischio l’incolumità di chi percorre quella arteria, fondamentale per i residenti e per i collegamenti del territorio.

Resta inoltre aperta la questione delle responsabilità. Non è chiaro, secondo la famiglia, a quale ente spetti intervenire tra Comune, Provincia ed enti competenti, ma viene ribadito con forza che “qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità”. I continui rimpalli istituzionali, viene sottolineato, non possono giustificare il perdurare di condizioni di pericolo.

La denuncia assume così una valenza collettiva, che va oltre il dolore personale. “Se non si interviene con urgenza – avvertono i familiari – altre persone rischiano di perdere la vita e altre famiglie di vivere lo stesso dramma”.

Da qui l’appello diretto alle istituzioni affinché si proceda immediatamente con interventi di messa in sicurezza e manutenzione. “Nessun cittadino è di serie B – si legge – tutti hanno diritto a strade sicure, illuminate e adeguatamente manutenute”.

Il ricordo di Lino Leto diventa quindi una richiesta di cambiamento concreto: “Non deve essere solo un nome da ricordare, ma il punto di partenza per una presa di coscienza reale”. Un appello che si chiude con un’accusa netta: “Non può esserci sviluppo, civiltà o sicurezza in una città che lascia le periferie al buio, nell’incuria e nel silenzio”.