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“Ma ha a Strina”: Savelli riscopre il suo canto di fine anno tra tradizione e comunità

Musica, tradizione e comunità unite in un evento che valorizza il borgo e le sue radici

Savelli riscopre una delle sue tradizioni più autentiche, la Strina, e la rilancia in chiave contemporanea. Nel pomeriggio del 30 dicembre, il borgo silano si è animato di voci, musica e convivialità grazie a “Ma ha a strina”, iniziativa che ha riportato al centro della vita comunitaria l’antico canto augurale, simbolo di condivisione e buon auspicio per l’anno nuovo.

Un tempo erano i suonatori a spostarsi di casa in casa, accolti con cibo tipico e vino locale. Oggi quello stesso spirito rivive in una formula moderna ma fedele alle radici, capace di coinvolgere residenti ed emigrati savellesi in un unico grande momento di festa.

La Strina 2.0 promossa dalla Pro Loco di Savelli

A promuovere l’evento è stata la Pro Loco di Savelli, in collaborazione con Misericordia, Protezione Civile e Centro Sai, con il coordinamento di Davide Rotundo. Una sinergia che ha dato vita a una vera e propria Strina di Savelli 2.0, esempio concreto di come le tradizioni possano essere valorizzate attraverso il lavoro di squadra.

Il corteo musicale ha attraversato il paese seguendo un percorso prestabilito: partenza da via Marconi, passaggio lungo via Roma e arrivo in piazza Precone, trasformando le strade del borgo in un palcoscenico diffuso.

Strina di Savelli tra musica, degustazioni e commercio locale

Il momento conclusivo si è svolto davanti alla tradizionale hocara, il grande falò dove la musica ha lasciato spazio a una degustazione collettiva di piatti tipici savellesi. Un’occasione di incontro resa possibile anche dal coinvolgimento delle attività commerciali del borgo, che hanno accolto i suonatori donando i propri prodotti, rinnovando un gesto antico e carico di significato.
“È stata un’iniziativa capace di scaldare il cuore dei residenti e dei savellesi emigrati – spiegano il volontario Damiano Iozzi e il coordinatore Davide Rotundo – e che dimostra come la collaborazione tra associazioni sia una scelta vincente per i piccoli centri”.

La Strina di Savelli come motore di comunità

Soddisfazione anche da parte dei commercianti locali. “Siamo stati felici di aver ricevuto i suonatori – racconta Giuseppina Gentile, titolare dell’omonima macelleria – perché è un modo concreto per dimostrare che crediamo nelle iniziative del territorio e le sosteniamo”.

“Ma ha a strina” si conferma così non solo come recupero della Strina di Savelli, ma come occasione di valorizzazione sociale ed economica del borgo. Un evento capace di unire passato e presente, rafforzando il senso di appartenenza e dimostrando che, anche nei piccoli centri, la comunità resta il motore più forte del cambiamento.