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San Giovanni in Fiore, finirà in Parlamento la nomina ad assessore del marito della Succurro

La deputata M5S Vittoria Baldino annuncia un’interrogazione parlamentare sulla nomina ad assessore del marito dell’ex sindaco Succurro.

ROMA – La deputata M5S Vittoria Baldino annuncia un’interrogazione parlamentare sulla nomina ad assessore del Comune di San Giovanni in Fiore del marito dell’ex sindaco Succurro.

La nomina contestata

“Quello che sta emergendo sulla gestione del Comune di San Giovanni in Fiore è un fatto politicamente e istituzionalmente molto serio, che merita attenzione e verifiche puntuali”. Lo dichiara la deputata M5S Vittoria Baldino, commentando le notizie relative alla nomina ad assessore del marito dell’ex sindaca Succurro, dopo la decadenza di quest’ultima. Il caso citato dalla deputata pentastellata è quello di Marco Ambrogio, marito appunto dell’ex sindaco Rosaria Succurro, appena decaduta dalla carica dopo l’elezione a consigliere regionale nella lista civica collegata a Forza Italia, ‘Occhiuto Presidente’. Il nuovo vice sindaco facente funzione di San Giovanni in Fiore, Claudia Loria, nominata dalla Succurro prima di lasciare il Municipio, ha quindi successivamente nominato Ambrogio assessore con le stesse deleghe che la moglie avrebbe seguito personalmente da primo cittadino: Lavori pubblici, Urbanistica, Bilancio e Personale.

Baldino: rispetto per le regole!

“In quale Paese normale – sottolinea Baldino – una sindaca decaduta, già presidente della Provincia e oggi consigliera regionale, può continuare a esercitare un’influenza diretta sull’amministrazione comunale, arrivando di fatto a far trasferire deleghe e potere all’interno del proprio nucleo familiare? È una domanda che non riguarda solo l’opportunità politica, ma il rispetto delle regole, della trasparenza e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Interrogazione al ministro dell’Interno

Secondo la parlamentare pentastellata, “le ricostruzioni riportate dalla stampa e le denunce pubbliche di esponenti che fino a ieri facevano parte della maggioranza descrivono una gestione che rischia di apparire opaca e fortemente personalistica”.  “Per queste ragioni – annuncia Baldino – intendo interrogare il ministro Piantedosi e scrivere al prefetto di Cosenza affinché si valuti la vicenda sotto il profilo della legittimità degli atti e della correttezza istituzionale. Non si tratta di uno scontro politico, ma della necessità di ristabilire un principio semplice: le istituzioni non sono proprietà privata, né possono essere gestite come una dote di famiglia”.

“Un Comune non è un feudo”

“San Giovanni in Fiore – conclude la deputata calabrese – non merita di essere trascinata in dinamiche di potere che non troverebbero spazio in nessun contesto amministrativo sano. Legalità, trasparenza e rispetto delle istituzioni non sono optional: sono il minimo indispensabile per restituire dignità a una comunità che ha una storia importante e che non può essere trattata come un feudo”.