Vertenza aCapo, Comune e sindacati scrivono al sindaco di Roma
Da Crotone è partita una lettera indirizzata al sindaco capitolino con la quale si chiede il ritiro in autotutela o la sospensione della gara per il ‘ChiamaRoma 060606’
CROTONE – Da Crotone è partita una lettera formale indirizzata al sindaco di Roma, a sostegno della vertenza dei lavoratori del call center aCapo, con la quale si chiede a Roberto Gualtieri il ritiro in autotutela o almeno la sospensione della gara ad invito avviata dal Comune capitolino per l’affidamento del servizio ‘ChiamaRoma 060606’, servizio al momento appaltato proprio ad aCapo. A firmare la richiesta il Comune di Crotone congiuntamente alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Confial.
Chi ha sottoscritto la lettera
La richiesta di ritiro e/o sospensione della gara è stata inviata anche al dipartimento Monitoraggio qualità dei servizi e comunicazione istituzionale del Comune di Roma, alla Prefettura di Crotone, all’Autorità nazionale anticorruzione e alla ‘aCapo contact’. La lettera è stata sottoscritta nella sala Giunta del Municipio di Crotone nella mattinata di oggi, venerdì 2 gennaio, dal sindaco Vincenzo Voce, da Maria Pupa per la Cgil, da Salvatore Federico per la Cisl, da Giuseppe Palmieri per la Uil e da Fabio Tomaino per la Confial. Alla sottoscrizione era presente anche il vicesindaco Sandro Cretella.
Le contestazioni sollevate
Al centro della contestazione del Comune e dei sindacati crotonesi, vi è una clausola del bando che attribuisce un punteggio premiale significativo alle imprese che dispongano di una sede operativa principale nel Comune o nella provincia di Roma. Una previsione che, secondo l’Amministrazione comunale e le parti sociali, risulta “irragionevole, discriminatoria e in potenziale contrasto con i principi di libera concorrenza, parità di trattamento e con la clausola sociale prevista dal capitolato, che impone il riassorbimento del personale attualmente impiegato”.
A rischio 150 posti di lavoro
La società aCapo, attuale affidataria del servizio, opera infatti con una sede a Crotone, garantendo occupazione a circa 150 lavoratori del territorio, in un’area già fortemente segnata dalla crisi occupazionale. L’attuale impostazione della gara rischia di compromettere seriamente la continuità lavorativa di questi addetti, nonostante l’evoluzione tecnologica consenta da anni l’erogazione del servizio anche a distanza.
Evitare discriminazioni territoriali
Quest’ultima nota spedita a Roma, segue la delibera del Consiglio comunale del 30 dicembre 2025 con la quale è stato dato mandato al sindaco di attivare ogni iniziativa a tutela dei lavoratori, inclusa la richiesta di un tavolo istituzionale presso la Prefettura e il coinvolgimento dell’Autorità nazionale anticorruzione. “L’appello a Roma Capitale – si afferma in una nota stampa diffusa dall’ufficio comunicazione del Comune di Crotone – è fondato sul rispetto della legalità dell’azione amministrativa e sul principio di leale collaborazione tra istituzioni, con l’obiettivo di salvaguardare il diritto al lavoro e prevenire discriminazioni territoriali incompatibili con l’ordinamento nazionale ed europeo”.



