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Facoltà universitarie a Crotone, la proposta di Paideia/Acli
Crotone, la sede distaccata del corso di Medicina delle università di Cosenza e di Catanzaro

Il presidente Luigi Bitonti sollecita l’Università della Calabria e le istituzioni all’avvio di corsi legati al territorio

CRONACA – Aprire alcune facoltà universitarie a Crotone, legate alle peculiarità del territorio e in grado di offrire opportunità formative e occupazionali agli studenti locali. È la richiesta avanzata da Luigi Bitonti, presidente dell’associazione socioculturale Paideia/Acli, in una nota indirizzata al rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al presidente facente funzione della Provincia di Crotone Fabio Manica e al sindaco di Crotone Vincenzo Voce.

Secondo Bitonti, l’attivazione di corsi universitari nel capoluogo pitagorico rappresenterebbe una risposta concreta alle difficoltà di molti giovani crotonesi che, per motivi economici, non possono sostenere i costi di un trasferimento a Rende per frequentare l’Unical. Nella richiesta viene richiamata l’esperienza già vissuta in passato con l’apertura a Crotone delle facoltà di Ingegneria gestionale e di Scienze del servizio sociale, considerate un precedente positivo per il territorio.

Nel dettaglio, nella proposta vengono indicate alcune facoltà ritenute coerenti con le caratteristiche del territorio e con possibili sbocchi lavorativi: Lettere e Beni culturali, Ingegneria per l’ambiente e la sicurezza del territorio, Conservazione e Restauro dei Beni culturali, Scienze turistiche, Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, Ingegneria dell’ambiente, Scienze e tecnologie per le attività motorie e sportive, Filosofia e Storia.

Bitonti sottolinea inoltre come la presenza dell’università possa contribuire a una crescita complessiva della comunità, non solo sotto il profilo culturale e formativo ma anche sociale. Nel documento si fa riferimento alle trasformazioni subite negli ultimi decenni dal territorio crotonese, interessato da numerosi insediamenti industriali nel settore energetico e dei rifiuti, una situazione che ha alimentato un diffuso disagio e che è stata più volte al centro del dibattito pubblico regionale.