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Amianto Crotone, Cittadini liberi: ‘degrado e ritardi agli ex mercati generali’

Sopralluogo dell’associazione nell’area sulle sponde dell’Esaro: “bonifica ferma, rischi per la salute”

CROTONE – Dovrebbe essere una zona interdetta, invece appare frequentata e addirittura abitata, nonostante il grave pericolo rappresentato dalla presenza di amianto: si tratta dell’area degli ex mercati generali di Crotone, dove domenica 4 gennaio 2026 l’associazione Cittadini Liberi ha svolto un sopralluogo. L’obiettivo era denunciare i ritardi nell’azione di bonifica che, lo scorso novembre, il Comune ha annunciato di aver avviato in danno alla società proprietaria dell’area.

Il luogo è quello dei famigerati capannoni situati sulle sponde del fiume Esaro tra il quartiere Vescovatello e Tufolo. Queste strutture, con tetti in eternit, rappresentano una vera bomba ecologica nel centro della città. Nonostante diversi sequestri (nel 2015 e nel 2022) e altrettante diffide alla proprietà (nel 2020 e nel 2022), non si è mai proceduto concretamente con la bonifica dell’area, che comprende anche un ampio spiazzo attualmente coperto da rifiuti di ogni genere, incluso altro amianto proveniente da bonifiche esterne.

Emergenza Amianto Crotone: degrado e accessibilità dell’area

L’area si presenta come una zona decisamente poco salubre. Oggi sono visibili graffiti, alcuni recenti, che testimoniano la frequentazione di un luogo dove si respira amianto Crotone; uno dei ruderi adiacenti ai capannoni risulta addirittura abitato, visto che sono presenti oggetti di vita quotidiana. Nel piazzale si trovano inoltre rifiuti “freschi” abbandonati di recente. Tutto questo conferma che l’area, sebbene di proprietà privata, è facilmente accessibile a chiunque.
A peggiorare la situazione interviene il vento, come quello che ha soffiato domenica 4 gennaio, capace di disperdere le mortali fibre di amianto per tutta la città.

Amianto Crotone: la vicenda giudiziaria e i ritardi

Il capannone e l’area vennero sequestrati nel gennaio 2015 dalla Forestale, che denunciò il proprietario per omessa bonifica. Il sequestro fu poi rinnovato nel 2022 dalla Procura della Repubblica di Crotone, che aveva indagato il proprietario, Gregorio Ciliberto, per l’omessa bonifica a seguito dell’inottemperanza alle ordinanze del commissario straordinario del 12 giugno 2020.

Nei mesi scorsi è arrivata la sentenza di condanna che ha accertato la responsabilità penale nei confronti del titolare della Ciliberto Spa, l’imprenditore ottantasettenne Gregorio Ciliberto, per la mancata bonifica del capannone nel quartiere Vescovatello. Ciliberto è stato condannato dal Tribunale di Crotone a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di una multa di 13 mila euro. A seguito di quella sentenza, a novembre 2025, il Comune di Crotone – che a febbraio 2022 aveva già diffidato la proprietà – ha annunciato l’avvio della procedura di bonifica in danno per risolvere l’emergenza.

I rischi per la salute legati all’amianto a Crotone

Da quell’annuncio sono passati due mesi, ma non c’è alcuna novità sostanziale. “Non sappiamo cosa è stato fatto” dice Giuseppe Trocino, presidente di Enpa, ma anche esponente del comitato Movimentando che nei mesi scorsi ha lanciato una battaglia contro la presenza di amianto a Crotone.
“Sono venti anni che polveri e fibre di amianto si disperdono nell’aria, suolo ed acqua, impunemente e senza alcun monitoraggio. Qui vicino ci sono quartieri, centri sportivi e scuole dove le persone sono messe a rischio da queste fibre di amianto. Non è accettabile che nel 2026 si continui a dover subire questa situazione e mettere a repentaglio la vita delle persone”.

La preoccupazione è alta anche per Giuseppe Pirillo, presidente di Cittadini Liberi: Siamo in una bomba ad orologeria, attiva da venti anni, da cui si liberano fibre di amianto che attraverso eventi meteo finiscono nell’aria, suolo ed acqua”. Pirillo lancia un chiaro allarme sulla situazione amianto Crotone: “Il pericolo amianto non è da oggi. Crotone è dal 2016 evidenziata dall’Associazione europea dell’ambiente come una delle città a maggior rischio amianto d’Italia. C’è uno studio del 2018 che raccoglie i dati sulla dispersione dell’amianto a Crotone che ha restituito la presenza di fibre per litro da 0,16 a 0,01. Non sono piccoli numeri perché non si conosce una soglia al di sotto della quale si può dire che il rischio è nullo. L’amianto è una piaga silenziosa. Il mesotelioma ha un periodo di incubazione lungo che sviluppa anche dopo 50 anni per cui i problemi di quello che respiriamo oggi ce li ritroveremo tra qualche decennio”.

Le richiesta dell’associazione Cittadini Liberi

Per questo motivo il presidente di Cittadini Liberi chiede un intervento immediato: I ragazzini qui entrano per fare i graffiti, questa zona deve essere quantomeno interdetta e resa inaccessibile. Invece si entra tranquillamente. Chiediamo al Comune di fare un intervento veloce e di far seguire i fatti ai proclami”.

Trocino conclude ricordando le promesse mancate: “Nel 2022 è stata fatta una conferenza stampa in questo luogo con le associazioni ed il sindaco che promise un immediato intervento per risanare questo inquinamento. Invece la situazione si è aggravata. Oggi ci sono rifiuti che prima non c’erano, segnale che la gente continua a venire qui ad abbandonare rifiuti di ogni tipo come alcune lastre di amianto lasciate in questa zona”.