Logo

Temi del giorno:

Crotone celebra i Virtuosi Calabresi: omaggio a Rino Gaetano, Mino Reitano e Mia Martini

Un recital musicale con l’orchestra Orfeo Stillo. L’attore Francesco Pupa interpreta i testi di Bruno Palermo

CROTONE – Un viaggio nell’identità regionale attraverso le voci di tre icone della musica italiana. Non è stato solo un concerto, ma un atto d’amore verso la propria terra e i suoi figli più illustri. Lo scorso 6 dicembre, l’auditorium dell’istituto Pertini ha registrato un prevedibile “sold out” per l’esibizione dei “Virtuosi calabresi”, un evento che ha saputo toccare le corde più profonde dell’anima popolare rendendo un solenne omaggio a Rino Gaetano, Mino Reitano e Mia Martini.

La serata, svolta il 6 gennaio ed inserita nel cartellone della 45esima stagione concertistica “L’Hera della Magna Grecia” organizzata dalla società Beethoven Acam, si è trasformata in un inno alla memoria collettiva, celebrando tre artisti che, seppur diversi per stile e vocazione, restano indissolubilmente legati dalle comuni radici calabresi.

Un viaggio tra musica e parole

Sul palco, la magia musicale è stata tessuta dall’Orchestra ‘Orfeo Stillo’, guidata dalla sapiente bacchetta del maestro Fernando Romano. Le note, impreziosite dal pianoforte di Vincenzo Cipriani e dalla voce intensa di Benedetta Marcianò, non sono rimaste isolate. La serata ha assunto i contorni di un vero e proprio recital: un dialogo costante tra la musica e la narrazione.

A fare da collante tra i brani immortali dei tre virtuosi calabresi sono stati i testi scritti dal giornalista Bruno Palermo, interpretati magistralmente dall’attore Francesco Pupa. La sua voce recitante ha accompagnato il pubblico in un percorso di riscoperta, sottolineando quanto l’arte di questi “figli di Calabria” abbia inciso non solo nel panorama musicale nazionale, ma anche nella definizione di un’identità culturale forte e orgogliosa.

Tre virtuosi calabresi, un’unica anima

Come sottolineato dalla direttrice artistica Maria Rosa Romano, l’obiettivo era celebrare un’eredità “pesante e preziosa”. Il tributo ha saputo bilanciare le diverse anime dei protagonisti: l’ironia graffiante e la denuncia sociale di Rino Gaetano; la melodia popolare e i valori sinceri di Mino Reitano; la potenza interpretativa e la dolorosa autenticità di Mia Martini.

Il messaggio finale: “Insieme siamo la Calabria”

Il momento di massima commozione è arrivato in chiusura, con un monologo finale scritto da Palermo e affidato all’interpretazione di Pupa. Un testo che ha condensato nostalgia e speranza: “Cosa mi manca di Rino? La sua visione, l’immagine di lui seduto su un muretto o sulle spiagge di Capocolonna a incantarsi per le cose belle. Vorrei che la sua città lo ricordasse sempre, che fosse una festa continua come quella di stasera. Vorrei che la mia gente fosse orgogliosa di questa terra baciata dagli Dei, orgogliosa di essere conterranea di artisti e pensatori come Telesio, Versace o Corrado Alvaro”.

L’attore ha poi concluso con un appello accorato alla responsabilità collettiva: “Vorrei che liberassimo insieme questa terra dall’ignoranza e dal malaffare. Vorrei che ognuno di noi si sporcasse le mani, mai la coscienza, per una nuova narrazione della Calabria, per dare una possibilità a chi vuole tornare e a chi vuole restare. Queste cose si possono ottenere in mille modi, anche con la musica e la cultura, ma dobbiamo essere consapevoli che da soli non siamo nessuno, insieme siamo… la Calabria”.