Naufragio di Cutro, familiari e sopravvissuti al governo: vi siete dimenticati di noi
Alla vigilia del processo arriva la lettera dei parenti delle vittime e dei superstiti della strage
CROTONE – “Ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi”. È un grido d’accusa straziante quello che arriva dai familiari delle vittime e dai superstiti del naufragio di Cutro nel quale il 26 febbraio 2023 morirono 94 persone oltre a decine di dispersi. Una lettera, diffusa attraverso il collettivo Carovane Migranti, che rompe il silenzio per chiedere conto al governo italiano delle promesse fatte e mai mantenute, proprio mentre la macchina della giustizia, a tre anni dalla strage, segna subito una battuta d’arresto.
Il documento, infatti, giunge alla vigilia del processo che vede imputati quattro militari della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di Porto, rinviati a giudizio per naufragio colposo ed omicidio colposo plurimo.
Naufragio di Cutro, rinvio processo per i mancati soccorsi
La prima udienza, prevista per il 14 gennaio, si risolverà infatti in un nulla di fatto. Si procederà, infatti, ad un mero rinvio ad altra composizione collegiale. La causa è il cambio del collegio giudicante, che passa da quello presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio a quello guidato dal giudice Alfonso Scibona. Un rinvio che si auspica sia breve per evitare altri ritardi nella ricerca della giustizia.
“Difficile vivere senza giustizia”
In questo contesto si inserisce la lettera firmata “Noi, i familiari delle vittime del massacro di Cutro. Noi, i sopravvissuti della Summer Love”, pubblicata su il Crotonese in edicola martedì 13 gennaio. “È difficile vivere senza giustizia” scrivono i familiari denunciando l’assenza di “fatti concreti” seguiti alle promesse istituzionali, in particolare quelle della premier Giorgia Meloni fatte direttamente ai superstiti ricevuti a Palazzo Chigi. Una iniziativa, quella della premier, per rimediare alla brutta figura fatta in occasione del Consiglio dei ministri svolto a Cutro che, per festeggiare il compleanno di Salvini, non andò a rendere omaggio alle vittime nella camera ardente del Palamilone. “Alle promesse del vostro Primo Ministro non sono seguiti fatti concreti – è scritto nella lettera -. I ricongiungimenti familiari in cui abbiamo creduto e che abbiamo sperato non si sono realizzati. Nessuna delle altre promesse che i politici ci hanno fatto in questi anni è stata mantenuta. Ci fa più male di tutto la sensazione che vi siate dimenticati di noi”.
In attesa che inizi il processo nel quale si sono costituite parte civile, sopravvissuti e familiari delle vittime della strage di Cutro annunciano: “Con le unghie e con i denti, con l’amore per la verità, faremo in modo di tornare a Roma nei luoghi delle promesse infrante. Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: Perché vi siete dimenticati di noi?”.
Il collettivo Carovane Migranti invita chiunque voglia supportare l’appello a scrivere all’indirizzo carovanemigranti@gmail.com .


