Crotone, per i lavori della nuova ‘106’ è allarme su scarsità di materie prime
I lavori delle grandi opere come la nuova strada statale 106 potrebbero dover fare i conti con la scarsità delle materie prime necessarie in Calabria.
CROTONE – I lavori delle grandi opere che finalmente sono pronti a partire in Calabria, come l’ammodernamento della strada statale 106 anche nel tratto crotonese, potrebbero dover fare i conti con la scarsità delle materie prime necessarie con possibili aumenti dei costi e di ritardi nei tempi di esecuzione. E’ questo l’allarme lanciato dalla Fillea Cgil regionale, la federazione sindacale che rappresenta, tra gli altri, i lavoratori dei settori edilizia e dell’industria estrattiva.
Le cave autorizzate insufficienti
“Si fa presto a dire grandi opere. Ma in Calabria, oggi, mancano cave, materie prime e semplificazione amministrativa”. E’ quanto afferma Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, in vista dell’apertura dei nuovi cantieri infrastrutturali che nei prossimi mesi interesseranno la nostra regione. Sintetizza la questione una nota sindacale: i progetti sono pronti e le risorse stanziate, eppure mancano spesso le condizioni materiali per avviarli e completarli nei tempi previsti. “Le cave attualmente autorizzate sono numericamente e logisticamente insufficienti a coprire il fabbisogno di materie prime necessario per la realizzazione delle opere strategiche già finanziate”, spiega Simone Celebre.
Vincoli sulle aree estrattive
”La Calabria – aggiunge il segretario generale della Fillea Cgil Calabria – possiede potenzialità naturali importanti, ma è anche un territorio complesso, segnato da una forte eterogeneità ambientale e da numerosi vincoli che limitano drasticamente l’individuazione di nuove aree estrattive”. “Proprio per questo – sottolinea sempre il sindacalista della Fillea Cgil – le aree idonee e non soggette a vincoli devono essere considerate strategiche per lo sviluppo regionale. Non possiamo permetterci di trattarle come semplici pratiche amministrative”.
Ritardi burocratici cronici
A queste criticità si aggiungono, a dire del numero uno della Fillea Cgil calabrese, i cronici ritardi della macchina burocratica e la carenza di competenze tecniche in molti enti locali. Tali lacune allungano i tempi di gestione, scoraggiano gli investimenti e complicano la programmazione delle imprese. Il rischio concreto, per la Fillea Cgil, è che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi fuori regione. “Uno scenario insostenibile – evidenzia il segretario Celebre – perché comporterebbe un aumento considerevole dei costi, con ricadute dirette sia sulle aziende che sui cittadini. Inoltre, priverebbe la Calabria di una delle poche occasioni concrete di crescita economica e occupazionale, traducendosi in una perdita di valore, ricchezza e posti di lavoro”.
Le grandi opere finanziate
Il sindacalista Celebre chiama in causa anche le associazioni datoriali: “Su questo tema devono mobilitarsi insieme a noi e sollecitare tutte le aziende che si sono aggiudicati i lavori dei tratti della 106 tra Corigliano- Rossano e Coserie, tra Catanzaro e Crotone e per il raddoppio della galleria Santomarco. La legalità, la trasparenza e la disponibilità delle materie prime sono condizioni essenziali per lo sviluppo e per garantire una concorrenza leale e un’occupazione di qualità”.
Tavolo di confronto regionale
In conclusione, la Fillea Cgil Calabria, con il suo segretario generale, chiede l’apertura urgente di un tavolo regionale che coinvolga la Regione, le imprese, i sindacati e gli enti locali, per affrontare e risolvere un problema che rischia di paralizzare l’intero settore. “Parlare di grandi opere senza affrontare il tema delle cave è come progettare una casa senza avere i mattoni”, conclude Simone Celebre.


