Macellaio 57enne, spara con fucile a canne mozze all’ex collega di Mesoraca dopo il licenziamento
PETILIA POLICASTRO– Non ha accettato il licenziamento e i dissidi nati dietro il bancone del supermercato, decidendo di farsi giustizia da solo imbracciando un fucile. È questo il motivo che ha portato al fermo di S.F., 57enne di Petilia Policastro, accusato di tentato omicidio a Petilia ai danni di un ex collega.
L’uomo, di professione macellaio presso un supermercato locale, è stato rintracciato dai Carabinieri la sera del 18 gennaio 2026, mentre vagava a piedi sotto la pioggia lungo la statale, poco dopo aver aperto il fuoco contro l’auto della vittima.
Tutto si è svolto nel pomeriggio di domenica 18 gennaio in località Foresta. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i dissidi tra i due andavano avanti da tempo all’interno dell’ambiente lavorativo. S.F., ritenendo il collega responsabile del suo recente licenziamento, lo ha atteso e raggiunto con la propria auto.
La vittima, un 58enne originario di Mesoraca, si trovava a bordo della sua vettura quando è stata affiancata da quella del macellaio. L’aggressore ha esploso un colpo di fucile che ha mandato in frantumi il finestrino posteriore del mezzo. Fortunatamente, l’uomo di Mesoraca è rimasto illeso, mentre l’aggressore si dava a una precipitosa fuga.
Immediata la risposta dei Carabinieri della Stazione locale e del Norm di Petilia Policastro, che hanno cinturato la zona. I militari hanno intercettato S.F. circa un’ora e mezza dopo l’agguato: l’uomo, che stava percorrendo a piedi la Strada Statale 109 tra Petilia e Roccabernarda, aveva chiamato il proprio avvocato, Antonio Ierardi, indicando la posizione per consegnarsi ai carabinieri.
Le indagini hanno permesso di recuperare anche l’auto usata per la fuga, nascosta in un casolare vicino. All’interno del bagagliaio, i Carabinieri hanno trovato l’arma utilizzata per il tentato omicidio: un fucile calibro 28 a canne mozze, risultato rubato, ancora carico e pronto a sparare di nuovo.
S.F. è stato condotto presso la Casa Circondariale di Crotone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il fermo è stato disposto dal Pm Matteo Staccini, con il coordinamento del Procuratore Domenico Guarascio.