Il docufilm Cutro 94 ricostruisce la tragedia del 26 febbraio per non dimenticare
CROTONE – “Questo pezzo di legno ci lascia un messaggio. L’ultimo messaggio di quel caicco. L’ultimo messaggio di quelle persone. L’ultimo — e unico — consiglio da praticare, per salvare questo mondo”. È con queste parole, recitate dall’attore Francesco Pupa mentre stringe tra le mani un frammento del relitto con incisa la scritta ‘Love’, che si chiude idealmente il cerchio di dolore apertosi quel 26 febbraio 2023. Un dolore profondo, che porta alle lacrime ogni volta che la memoria torna a quella data di tre anni fa.
Come accaduto lo scorso 23 gennaio al teatro Apollo di Crotone. Alla riaccensione delle luci, dopo la proiezione di “Cutro 94… and more”, gli occhi lucidi degli spettatori testimoniavano l’impatto di un’opera che racconta il naufragio di Steccato di Cutro.
Il docufilm diretto da Angelo Resta, racconta una strage nella quale ci furono 94 morti accertati, oltre ai dispersi. Uomini, donne e bambini in fuga dai loro Paesi per cercare un futuro di libertà in Europa.
Chi è stato quei giorni in prima linea – soccorritori, volontari, giornalisti – ha rivissuto tutto l’orrore: un sentimento incarnato perfettamente dal pianto di Gaetano Rossi, volontario della Protezione Civile, che nell’intervista a tre anni di stanza si dispera ancora ricordando i bambini morti.
Per chi guarda, il film ‘Cutro 94… and more’ è un pugno allo stomaco che non fa sconti e narra i fatti senza edulcorazioni.
La struttura narrativa di Cutro 94… and more
L’opera nasce da un’idea del giornalista Vincenzo Montalcini, che ha curato la sceneggiatura insieme al collega Bruno Palermo, ad Angelo Resta e a Francesco Pupa. Il documentario ricostruisce con precisione storica gli eventi, grazie alla regia di Angelo Resta che cuce con delicatezza i vari passaggi, utilizzando una vasta mole di filmati originali. Il filo conduttore è affidato al racconto dei giornalisti che arrivarono per primi sul posto: Giuseppe Pipita, direttore de il Crotonese, Francesca Travierso di Video Calabria, e lo stesso Bruno Palermo, all’epoca cronista per Crotonenews.com. Resta sceglie di non tagliare né aggiungere nulla, lasciando che la narrazione serva a far capire e ricordare, mettendo al centro non gli autori, ma la storia di chi cercava una speranza e ha trovato una strage che forse poteva essere evitata.
L’analisi politica e le testimonianze

Il film non entra nelle aule di tribunale, ma spiega chiaramente l’accaduto, evidenziando i ritardi nei soccorsi, attraverso una ricostruzione fatta sugli atti delle indagini. Nel film ci sono le dichiarazioni del ministro Piantedosi (“chi parte con mare forza 7 è irresponsabile”) e quelle a caldo del comandante della Capitaneria di porto Vittorio Aloi che smentiscono il mare forza 7 (“c’era un forza 4”). Vengono mostrate le proteste dei familiari per il trasferimento delle salme e lo stupore della premier Giorgia Meloni a Cutro quando gli si chiede perché non fosse andata alla camera ardente. Il docufilm Cutro 94 assume così un forte valore politico, mettendo in luce le esitazioni della Prefettura e l’offesa arrecata alle vittime dal governo, che evitò la camera ardente al Palamilone preferendo festeggiare il compleanno del ministro Matteo Salvini cantando “La canzone di Marinella”.
A dare spessore al racconto intervengono figure come donRosario Morrone, parroco di Botricello, che invoca la necessità di schierarsi politicamente per l’umanità, ed Emanuele Fadda, professore dell’Unical, che analizza come il linguaggio usato dai rappresentanti istituzionali possa dare o togliere dignità alle persone. Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, testimonia la solitudine del Comune nella gestione dell’emergenza, mentre l’intervento di Giovanni Prestinice, Alfiere della Repubblica, apre uno spiraglio di speranza grazie alla bellezza dell’impegno giovanile per l’accoglienza.
L’opera è impreziosita da scelte musicali non secondarie, con i brani “Lettera dall’inferno” di Edoardo De Angelis e “Ninna africana” degli Astiokena, supportati dalle musiche originali di Hacienda-D (Daniele Sorrentino). La qualità visiva è garantita dalla direzione della fotografia di Tony Iparmina e dal montaggio di David Brassen.
L’eredità di Cutro 94… and more
Quando scorrono i titoli di coda, il silenzio del teatro Apollo si trasforma in un lunghissimo applauso per quelle 94 vittime che Crotone non dimentica. Anche questa volta, la tragedia si trasforma in solidarietà: l’incasso è stato devoluto alla mensa della Caritas di Padre Pio. Una parte dei fondi servirà a realizzare la lapide per la vittima più piccola, identificata finora con la sigla KR46M0. Ora il suo nome è Mohammad Sina Hoseiny, affinché non sia più un numero, ma una persona.



