Consiglio comunale
|Crotone, mozione bonifiche: Pingitore chiama Stato e Eni
Documento dell’opposizione: denuncia per omessa bonifica, ruolo pieno dello Stato e monitoraggio ambientale permanente
CROTONE – Una mozione che chiede tre azioni chiare e non più rinviabili: l’assunzione di responsabilità da parte di chi aveva e ha l’obbligo giuridico di bonificare, a partire da una denuncia nei confronti di Eni per omessa bonifica; un richiamo netto allo Stato affinché eserciti fino in fondo il proprio ruolo nei Siti di interesse nazionale; l’istituzione di un sistema di monitoraggio ambientale permanente, trasparente e pubblico, con particolare attenzione alla qualità dell’aria, allo stato dei suoli e alla possibile dispersione di sostanze radioattive, attraverso un’équipe di professionisti locali in collaborazione con gli enti competenti, tra cui Arpacal.
È il contenuto della mozione presentata in Consiglio comunale da Iginio Pingitore, capogruppo di “Stanchi dei soliti”, primo firmatario del documento sottoscritto anche dai consiglieri di opposizione Enrico Pedace, Cristian Prisma, Chiara Capparelli, Antonio Manica, Ernesto Ioppoli, Giuseppe Fiorino, Salvo Riga, Anna Maria Cantafora e Andrea Devona.
Rinvii e silenzi
“La città non può più aspettare”, afferma Pingitore, ricordando come da oltre vent’anni Crotone viva una contraddizione definita intollerabile: riconosciuta come area di emergenza ambientale di rilevanza nazionale, continua a essere trattata come un territorio sacrificabile, dove le bonifiche si annunciano ma non si realizzano e la salute dei cittadini resta subordinata a rinvii e silenzi.
Il Sito di interesse nazionale di Crotone–Cassano–Cerchiara, si legge nella mozione, non è un’eredità del passato ma una crisi ancora aperta. Le recenti sospensioni dei lavori, dovute al rinvenimento di ulteriori materiali pericolosi e radioattivi, dimostrano come la contaminazione non sia stata risolta e continui a riemergere, mettendo in discussione le rassicurazioni fornite negli anni.
Stato discontinuo
Per i firmatari non è più accettabile una prudenza solo apparente che produce immobilismo. Nei Sin la responsabilità primaria delle bonifiche è dello Stato, ma a Crotone questa responsabilità è stata esercitata in modo discontinuo e inefficace, lasciando il territorio in una condizione di emergenza permanente, con pesanti ricadute ambientali, sanitarie, sociali ed economiche.
Da qui l’appello al Consiglio comunale a una scelta chiara: limitarsi a prendere atto dell’ennesimo rinvio o assumere una posizione netta, richiamando aziende e Stato alle proprie responsabilità. Chiedere una denuncia per omessa bonifica, pretendere un monitoraggio ambientale permanente e pubblico ed esigere tempi certi e risposte verificabili viene indicato come un atto dovuto, non come estremismo, per restituire al territorio condizioni di sicurezza e salubrità.



