Si trova all’Oasi Rifugio di Crotone e cerca una famiglia che lo adotti.
Si chiama Pio, lo è di nome e di fatto. È un giovane meticcio, avrà all’incirca 5-6 mesi o poco più. È dolcissimo, molto intelligente, ama stare in mezzo alla gente. Basta poco per capire che, fino a un certo punto, qualcuno l’ha tenuto con sé. Per poi abbandonarlo, però. Lui non ha perso il suo spirito positivo e neppure la sua allegria, anzi. E fa una cosa molto particolare: Pio canta. Se può unirsi a un coro, ancora meglio. Ora si trova all’Oasi Rifugio Crotone onlus. Chi lo adotterà – perché succederà, resistergli è impossibile – dovrà tener conto di questa sua passione per la musica. E fargliela ascoltare almeno una volta al giorno, intesi?
Fortunatamente è stato possibile accogliere Pio nella nuova struttura dell’Oasi, nonostante l’elevato numero di ospiti a quattro zampe. Adesso è al sicuro, ma ha rischiato molto. Avrebbe potuto essere avvelenato o massacrato di botte. A prendersi cura di lui, finché ha potuto, è stata Irene Iuliano, ex commissario della Polizia di Stato che vive a San Mauro Marchesato.
“Ha cominciato a girare in paese – racconta – un paio di mesi fa. Abbiamo pensato subito a un abbandono, perché si lascia avvicinare con facilità e capisce subito i comandi. Chiaramente, è abituato alle persone. È buono, socievole. Mi sarebbe piaciuto molto adottarlo, ma ho già diversi cani. Così, mi sono rivolta a Rosamaria Cozza. Mi auguro trovi casa al più presto, perché è davvero un cagnolino splendido. Da ogni punto di vista”.
L’hanno picchiato, forse più di una volta: “Per un periodo, zoppicava. Adesso si è rimesso completamente”. Ed è energia allo stato puro, Pio: “Un giorno – continua Irene – ero in centro e l’ho visto andar dietro a un bambino in bicicletta. Scodinzolava, pieno di entusiasmo. Voleva giocare con lui”.
Insieme alla sorella, Irene cerca di assistere i randagi che circolano in paese. Danno loro da mangiare, li tengono d’occhio, provano a diffondere il passaparola nella speranza che qualcuno li prenda con sé. E quando la situazione si fa critica, si rivolgono ai volontari nell’Oasi: “Soltanto nell’ultima settimana, ne abbiamo portati lì tre. Uno ha il microchip, quindi a sua volta è stato abbandonato”.
Questi cani tendono a stare un po’ distanti dal cuore del centro abitato; non mancano le eccezioni come Pio, che spesso si faceva vedere dalle parti del corso principali. Tutti, comunque, trascorrono molto tempo in una zona prossima alla campagna: “Alcune delle persone che abitano lì – spiega Irene – sono parecchio insofferenti. Si lamentano della loro presenza, anche se sono del tutto innocui. Dicono che non li fanno dormire. La loro soluzione? Avvelenarli, o perlomeno provarci. Hanno minacciato di farlo anche con Pio. Ed è stato questo che mi ha ulteriormente spinto a rivolgermi al rifugio”.
Ma adesso viene una parte bellissima di questa storia. Che commuove, riempie il cuore e fa pure sorridere. Adesso torniamo alla passione di Pio per la musica. Irene ha assistito personalmente a una scena indimenticabile: “Si stava celebrando la Santa Messa delle 11 alla Chiesa di San Giovanni, a un tratto lui è entrato. C’è stato chi si è subito lamentato, però don Luca ha detto di lasciarlo stare. Sottolineando, giustamente, che anche lui è una creatura di Dio. E non stava dando alcun fastidio. Durante i canti, si è messo a ululare. E sembrava proprio che stesse cercando di seguire il ritmo”. Non è stata un’occasione isolata. Se potesse, Pio si unirebbe stabilmente al coro della chiesa.
“Nessuno ha pensato di fare un video, di riprenderlo. Nelle chiese, del resto, i cellulari è meglio lasciarli da parte. Però mi dispiace, perché è stato un momento incredibile”.
Essere fortunato come un cane in chiesa: ricordate questo antico detto? Indicava persone con la sorte avversa, perché un tempo era assolutamente impensabile che i cani potessero varcare la soglia di una chiesa. Grazie a don Luca, possiamo considerare l’adagio definitivamente smontato. Questa esperienza ha regalato grandi emozioni a Pio e a tutti coloro che hanno assistito alla dimostrazione del suo talento.
Il peggio è passato, il meglio deve ancora venire e ci auguriamo venga presto. Pio cerca casa. Ama la vita, ama gli esseri umani. Merita tanto amore. Si affida in regola con vaccino e microchip, arriva in tutto il centro e nord Italia con staffetta autorizzata. Previo preaffido con esito positivo, ovvio. Chi desidera ricevere informazioni più dettagliate, può scrivere una breve presentazione su WhatsApp al numero 351-0337442 oppure inviare una mail all’indirizzo oasirifugiocrotone@yahoo.it
Contribuiamo alla diffusione di un messaggio importante, di cui si fa voce Rossella, una dei volontari dell’Oasi Rifugio Crotone: “Non sempre riusciamo ad aiutare o prendere i cani, ma facciamo tutto il possibile. La collaborazione dei cittadini è fondamentale: non si prende un cane per poi lasciarlo al rifugio. Non possiamo accoglierli tutti. Però se i cittadini, a loro volta, fanno la loro parte e si assumono le loro responsabilità, ancor di più hanno il nostro supporto”.