Un pubblico numeroso e attento ha partecipato all’incontro del progetto-inchiesta “Parole che pesano” de Il Crotonese, svoltosi giovedì mattina al Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) di Crotone
Un pubblico numeroso e attento ha partecipato all’incontro del progetto-inchiesta “Parole che pesano” de Il Crotonese, svoltosi giovedì mattina al Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) di Crotone. L’iniziativa rientra nel percorso di informazione e prevenzione che la testata sta portando avanti, in collaborazione con il Comune di Crotone, nelle scuole della provincia per raccontare, senza filtri, il fenomeno sempre più diffuso del consumo di droga in città.
L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario, sociale e delle forze dell’ordine: il comandante dei Carabinieri di Crotone Raffaele Giovinazzo, la dirigente medica del Sert Antonella Cernunzio, la psicoterapeuta Daniela Basile, il responsabile del centro Agorà Luigi Barletta, l’assessore comunale alle Politiche sociali Filly Pollinzi e il direttore de Il Crotonese Giuseppe Pipita. Interventi diversi ma legati da un unico filo conduttore: la necessità di affrontare il problema delle dipendenze attraverso una rete che unisca prevenzione, cura, supporto sociale e contrasto penale.
Come spiegato dall’autrice dell’inchiesta Angela De Lorenzo, l’obiettivo del progetto non è quello di creare allarmismo, ma di rendere consapevoli dei rischi reali legati all’uso di sostanze. Un messaggio diretto, basato su dati, esperienze e testimonianze, per aiutare soprattutto i più giovani a comprendere le conseguenze che certe scelte possono avere sulla vita personale e sociale.
Durante l’incontro è stato sottolineato come l’alcol, spesso considerato innocuo, sia a tutti gli effetti una dipendenza e rappresenti frequentemente la prima porta di accesso verso sostanze più pericolose. Alcol, cannabis e cocaina costituiscono un percorso che può diventare rapidamente problematico. Preoccupano in particolare i dati relativi all’aumento degli accessi al pronto soccorso legati all’uso di cannabis e i ricoveri di minori per abuso di sostanze, segnale di un fenomeno sempre più precoce e diffuso.
Dal punto di vista sanitario e psicologico è stato evidenziato come l’uso di droghe comprometta progressivamente il sistema nervoso, incidendo sulla capacità di mantenere relazioni sane, restare inseriti nel contesto sociale ed evitare l’isolamento. Fondamentale, in questo senso, è il ruolo di una rete di supporto che lavori sul rafforzamento dei legami e sull’accompagnamento della persona nel percorso di uscita dalla dipendenza.
Ampio spazio è stato dedicato anche al legame tra droga e criminalità organizzata. Il comandante dei Carabinieri ha ricordato come il traffico di stupefacenti rappresenti oggi una delle principali fonti di finanziamento delle organizzazioni mafiose, sottolineando i rischi penali e personali legati a questi percorsi. Un messaggio forte rivolto ai giovani, invitati a non fidarsi delle cattive compagnie e a fuggire da scelte che possono segnare irreversibilmente il futuro.
Infine, l’attenzione si è spostata sul peso sociale delle dipendenze. L’assessore Filly Pollinzi ha evidenziato come l’emersione di sempre più situazioni di disagio sia legata a una maggiore capacità di intercettarle e non a un loro aumento improvviso. Il costo sociale delle dipendenze resta altissimo, ma esistono possibilità di riscatto, come dimostrano le esperienze di chi, grazie ai servizi e alle comunità, è riuscito a ricostruire la propria vita.
Il messaggio conclusivo è stato chiaro: il problema va affrontato senza paura, guardandolo in faccia, informando e facendo rete. Progetti come “Parole che pesano” dimostrano quanto sia fondamentale continuare a raccontare e prevenire, perché una corretta informazione può davvero fare la differenza.