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Processo naufragio Cutro, sul registro del Roan: “Natante con migranti”

Gli elementi contenuti nella produzione documentale presentata dall’avvocato Verri

CROTONE – “Un natante con migranti”. Era riportata così, alle 23.20 del 25 febbraio 2023 nel registro del Roan di Vibo Valentia, la notizia giunta dalla centrale operativa nazionale della Guardia di finanza (Cenop) con sede a Roma dell’avvistamento del caicco Summer Love che si sarebbe schiantato su una secca a 50 metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro causando la morte di 94 persone. Una annotazione che conferma come  quel caicco avvistato al largo della Calabria fosse pieno di vite umane e che la notizia era conosciuta dalle autorità competenti nel sistema di controllo delle frontiere.
È quanto emerge dalla produzione documentale depositata il 10 febbraio nel corso della seconda udienza del processo sul naufragio di Cutro dall’avvocato Francesco Verri, difensore delle parti civili.
I documenti, sui quali il Tribunale si è riservato la decisione, ricostruiscono minuto per minuto la notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, svelando una serie di importanti dettagli tecnici sui fatti di quella notte.

La prima mail inviata da Frontex

Nella produzione documentale che l’avvocato Verri ha chiesto di inserire agli atti del processo c’è l’email inviata alle 23:12 del 25 febbraio dal Frontex Situation Centre all’ICC di Roma e, per conoscenza, alla Guardia di Finanza. Mail che rivela come l’aereo Eagle 1 dell’agenzia europea di controllo delle frontiere aveva avvistato l’imbarcazione alle 21:26. La scheda tecnica allegata alla mail parla confuta la tesi dell’imbarcazione vuota o gestita solo da scafisti. I sensori del velivolo avevano rilevato una “significativa risposta termica dai boccaporti” aperti a prua (“Significant thermal response from the hatches”). Non solo. Il rapporto segnalava: Una persona visibile in coperta ma “possibili altre persone sottocoperta” (“Possible additional people below deck”); l’intercettazione di una chiamata satellitare dalla barca verso la Turchia (“A satellite phone call from the boat to Turkey”). Tutti elementi tipici, se non esclusivi, di una traversata migratoria, comunicati mentre il mare era a forza 4. 

Il registro della Guardia di Finanza

Documenti naufragio Cutro

Se l’email di Frontex lasciava spazio a interpretazioni tecniche, il registro della sala operativa del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Vibo Valentia sembra non averne. Alle ore 23:20, appena otto minuti dopo la mail di Frontex, l’operatore annota che la Cenop (Centrale Operativa) comunica l’avvistamento Eagle 1 descrivendolo esplicitamente come “natante con migranti” L’annotazione riporta: “Comunica avvistamento EAGLE 1 di natante con migranti in pos. 38°23’02”N 17°34’07”E… a circa 40 miglia da Loc. Le Castella”. Nonostante questa classificazione chiara nero su bianco, la risposta operativa non scala verso il soccorso (SAR). Alle 23:20 si legge che viene “notiziato l’OTC che dispone attesa in acque nazionali”.

Il mare forza 4 e il rientro delle vedette

La tragedia si consuma nelle ore successive, quando le condizioni meteo peggiorano drasticamente, come previsto dal bollettino Meteomar  riportato nei documenti presentati dall’avvocato Verri. I registri depositati mostrano l’impotenza dei mezzi della guardia di finanza di fronte a quel mare. Alle 03:20, la vedetta V.5006 della Guardia di Finanza, giunta al traverso di Capo Colonna, è costretta a invertire la rotta “causa mare mosso” e a navigare sotto costa per proteggersi. Pochi minuti dopo, alle 03:33, anche il pattugliatore veloce Barbarisi rinuncia: “Ha fatto C.A.C.M.M. (vento forza 6, mare forza 4), inverte rotta per il rientro su Crotone”.
Mentre le unità navali delle fiamme gialle rientravano perché il mare era proibitivo, il caicco Summer Love continuava ad avvicinarsi alla costa. Alle 03:40, contattata per sapere se avesse unità pronte, la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria rispondeva negativamente, precisando che “non avendo ricevuto richiesta di soccorso e non avendo certezza della presenza di migranti a bordo… non hanno predisposto uscita di unità navale”. 

L’epilogo drammatico

Il radar segnala il caicco Summer Love per l’ultima volta alle 03:50 a circa 2 miglia da Capo Rizzuto. Poi il silenzio, rotto solo alle 04:45 dalla conferma che l’imbarcazione si era schiantata. Alle 05:35, la pattuglia a terra localizza il relitto alla foce del fiume Tacina. La prima conta è straziante: “Imbarcazione arenata… circa 40 migranti sulla spiaggia… imbarcazione gravemente danneggiata… necessitano di cure mediche”. Alle 06:15, il numero dei cadaveri accertati era già salito a 15, con 115 superstiti sotto shock. I documenti depositati dall’avvocato Verri sembrano chiudere il cerchio: le autorità sapevano del calore umano sottocoperta, sapevano della chiamata in Turchia e avevano persino annotato “natante con migranti” ore prima che il caicco si sfracellasse a pochi metri dalla riva.