ROMA – Angelo Bonelli riaccende il dibattito sul ruolo dei medici cubani nella sanità calabrese e sulle presunte pressioni degli Stati Uniti. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde ha chiamato in causa direttamente la presidente del Consiglio e il presidente americano Donald Trump, chiedendo al governo italiano di difendere la sovranità nelle scelte sanitarie.
Secondo Bonelli, il contributo dei circa quattrocento medici arrivati da Cuba è stato decisivo per mantenere operativi ospedali e servizi essenziali in Calabria. “Gli Stati Uniti arrivano a interessarsi della nostra sanità pubblica e si intromettono in scelte interne che riguardano il nostro Paese. La presidente Meloni intende protestare con Trump per far rispettare la sovranità italiana?”, afferma il parlamentare. Bonelli ringrazia esplicitamente i professionisti cubani per il lavoro svolto e rilancia anche un appello politico più ampio: l’Italia, sostiene, dovrebbe chiedere la rimozione dell’embargo statunitense contro Cuba.
Hammer atteso in Calabria
Le dichiarazioni arrivano mentre dalla Regione Calabria arrivano conferme sui contatti con Washington. Interpellato telefonicamente dall’agenzia Ansa, il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha parlato di interlocuzioni in corso con il Dipartimento di Stato americano sul tema dei medici cubani. Occhiuto ha spiegato che nelle ultime settimane i contatti con gli Stati Uniti si sono intensificati e che la prossima settimana incontrerà Mike Hammer, responsabile per gli affari statunitensi a Cuba. La visita, riportata anche da Bloomberg, dovrebbe avvenire proprio in Calabria.
Il governatore ha però ribadito che l’impiego dei medici cubani nella regione non è in discussione. “Una cosa è certa: i medici cubani attualmente in servizio in Calabria resteranno anche nei prossimi anni”, ha dichiarato, sottolineando come il loro lavoro sia stato determinante per garantire il funzionamento dei pronto soccorso e mantenere aperti gli ospedali.
Obiettivo: mille medici cubani
Occhiuto ha ricordato anche l’obiettivo fissato dall’accordo con l’isola caraibica: arrivare complessivamente a mille medici. Allo stesso tempo ha lasciato aperta la porta a eventuali soluzioni alternative, spiegando che la Regione non avrebbe preclusioni ad accogliere altri professionisti stranieri qualora gli Stati Uniti volessero contribuire a colmare il fabbisogno sanitario della Calabria. “Se il governo degli Stati Uniti intenderà aiutarci mettendo a disposizione nuovi medici stranieri per la Calabria, fino appunto ai mille che ci servono, siamo pronti ad accogliere chiunque voglia contribuire al rafforzamento del nostro sistema sanitario regionale”.



