CROTONE – È finito il tempo delle ideologie, dei candidati di bandiera e delle posizioni politiche coerenti. A guardare quello che sta succedendo alle provinciali c’è da inorridire: alleanze, tattiche e nomi cambiano così rapidamente da rendere impossibile seguirne la logica.
Ricapitolando: Noi Moderati, con Sergio Torromino in prima linea, aveva formalmente chiesto al tavolo del centrodestra un riconoscimento per il proprio partito. La logica era semplice: se Ferrari e Forza Italia puntano su Vincenzo Voce al Comune di Crotone, allora Noi Moderati chiede il Presidente della Provincia. Il candidato designato inizialmente era Umberto Lorecchio, sindaco di Pallagorio, anch’egli ex forzista come Torromino, e figura coerente con la richiesta.
Ma proprio quando doveva arrivare la conferma, il nome cambia: il candidato indicato diventa Maria Grazia Vittimberga, sindaca di Isola di Capo Rizzuto, ex Pd e avversaria di Torromino alle amministrative locali, quando lui sul palco di Isola non le aveva risparmiato critiche accese, affiancato dai principali esponenti del centrodestra regionale.
La situazione si complica ulteriormente. La Vittimberga, infatti, per quanto possa ricevere l’appoggio di Noi Moderati, si trova a dover convivere con il sostegno di pezzi del Pd che lei stessa aveva battuto alle elezioni locali, e con il fatto che alle regionali non aveva votato né il Pd ora pronto a sostenerla, né Noi Moderati di Torromino. Anzi, è noto che in quell’occasione la sindaca aveva votato Forza Italia, e non Vito Pitaro, candidato sostenuto sia da Torromino sia dal sindaco di Pallagorio.
Il risultato è un quadro politico paradossale, dove le alleanze appaiono fluide, i fronti si incrociano in modo imprevedibile e tutti sembrano combattere contro lo stesso nemico: Sergio Ferrari.