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Imprenditore crotonese sotto le bombe a Dubai: la Farnesina non ci aiuta

L’appello raccolto da il Crotonese di Gianpaolo Fontana che si trova negli Emirati Arabi con la moglie

“Voglio tornare in Italia il prima possibile: la Farnesina ci dica come fare. Finora non abbiamo ricevuto alcun aiuto”. L’appello arriva da Gianpaolo Fontana, giovane imprenditore crotonese di 22 anni, attivo nel settore dell’e-commerce con aziende in Calabria e in Inghilterra. Fontana si trova attualmente bloccato a Dubai, dove era giunto lo scorso 17 febbraio insieme alla moglie. La coppia aveva pianificato di trasferirsi negli Emirati Arabi e proprio in questi giorni avrebbe dovuto concludere l’acquisto di una casa. Per questo motivo, avevano portato con sé anche il loro cane e un coniglietto.

Il terrore di bombardamenti

“Stava andando tutto bene – racconta a il Crotonese – almeno fino al 28 febbraio. Poi sono iniziati i bombardamenti dall’Iran. Abbiamo sentito un’esplosione e inizialmente non capivamo cosa fosse, anche perché in città regnava la calma. Nel pomeriggio ci hanno riferito di altri attacchi, ma non avevamo avvertito nulla”.
In seguito Gianpaolo, originario di Casabona, e la moglie Giusy Brasacchio, di Strongoli, si sono ritrovati nel bel mezzo di un fitto attacco aereo. “Proprio quel giorno dovevamo prendere casa. Penso sia un’esperienza che non dimenticherò mai: eravamo al parco e abbiamo visto decine di missili e droni solcare il cielo. Urla, boati. Siamo scappati in hotel e vi siamo rimasti finché sul cellulare non è arrivato il messaggio di allerta: ‘Recatevi nella zona più sicura del luogo in cui vi trovate’. Alloggiavamo al 27° piano della Binghatti House; siamo scesi immediatamente nel garage dell’hotel e abbiamo trascorso la notte in macchina”.

L’esplosione sotto casa

Domenica mattina, Gianpaolo ha cercato informazioni sull’accaduto: “Ho capito che l’obiettivo erano le basi USA a Dubai, così ci siamo spostati a Ras al-Khaimah, dove abbiamo prenotato un Airbnb. La situazione sembrava più tranquilla, anche se in lontananza vedevamo la contraerea in azione per intercettare i missili iraniani. Non siamo riusciti a dormire. Oggi, proprio mentre stavo crollando per la stanchezza, è successo qualcosa di indescrivibile: ricordo solo le urla di mia moglie e il cane che abbaiava terrorizzato. Ho visto tutto rosso, poi un boato enorme che ha fatto tremare le finestre. Siamo scappati di nuovo nel parcheggio. Mi hanno spiegato che si trattava del frammento di un drone iraniano precipitato vicino a noi”.

Nessun volo di rientro organizzato

La paura ha preso il sopravvento e la coppia ha contattato il Ministero degli Esteri: “La Farnesina – accusa il giovane imprenditore – offre solo supporto morale. Se chiami per sapere come rientrare in Italia, si limitano a chiederti dove sei. Poi il nulla, nessun aiuto concreto. Mi hanno suggerito di andare dove mi sentissi sicuro. Quando ho chiesto se esistesse un riparo sotterraneo ufficiale, mi hanno risposto di cercarmelo da solo”.
Fontana ribadisce con amarezza: “Ho chiamato a casa e mi hanno detto che dai telegiornali risultavano voli di rientro organizzati. In realtà non esiste alcun volo diretto. La Farnesina dà indicazioni per imbarcarsi verso l’Oman e da lì cercare un collegamento. Inoltre, sembra che chi viaggia con animali sia escluso da queste soluzioni. Per questo stiamo valutando di noleggiare un jet privato insieme ad altre persone, ma non è semplice. L’aeroporto ha riaperto da poco, ma non sappiamo per quanto resterà operativo, dato che i bombardamenti più intensi avvengono tra mezzanotte e le quattro del mattino”.

Voglio solo tornare a casa

“Voglio solo tornare a casa. Vorrei sapere come fare per rientrare in Italia con mia moglie, il cane e il coniglietto”. La conversazione con il Crotonese avviene mentre Gianpaolo e la moglie si trovano in un parcheggio sotterraneo del Dubai Mall. Quando parla piange: “Passeremo la notte qui. A Dubai ci sono anche tre miei collaboratori che hanno un appartamento, ma dopo quello che ho vissuto non me la sento di stare in una casa dove potrei essere colpito da un missile o dai suoi frammenti. Siamo tornati solo a prendere le valigie, abbiamo ‘camperizzato’ l’auto e fatto scorta di acqua e cibo in scatola. La situazione appare calma in superficie, ma non lo è affatto. Siamo sotto una pioggia di missili”.