La 51ª RomaOstia Half Marathon, una delle mezze maratone più prestigiose, ha parlato crotonese grazie alla prova maiuscola di Ruggiero
Non è stata solo la domenica dei grandi record africani e dei 13.000 partenti. La 51ª edizione della RomaOstia Half Marathon, una delle mezze maratone più veloci e prestigiose al mondo, ha parlato chiaramente crotonese grazie alla prova maiuscola di Ruggiero. In una mattinata che ha visto il keniano Michael Temoi polverizzare il record della corsa con un fantascientifico 58’00”, il runner di Crotone ha firmato la sua personale “impresa perfetta”. Ruggiero ha chiuso i 21,097 km che separano l’EUR dal mare di Ostia con il tempo di 1h09’55”, abbattendo il muro dell’ora e dieci e siglando il suo nuovo primato personale sulla distanza.
La notizia non è solo nel crono, ma nella straordinaria longevità atletica. Ruggiero è tornato sul tracciato romano quattordici anni dopo la sua prima partecipazione (nel 2012 chiuse in 1h11’00”): riuscire a migliorarsi di oltre un minuto dopo quasi tre lustri è la testimonianza di una gestione fisica e mentale fuori dal comune. Nonostante le sensazioni della vigilia non lasciassero presagire una condizione “scintillante”, il crotonese ha saputo trasformare l’asfalto romano in una passerella trionfale. Grazie al tempo di accredito, Ruggiero è partito in prima fila fianco a fianco con l’élite mondiale del fondo. Una posizione che gli ha permesso di sprigionare i cavalli sin dai primi metri, mantenendo un’andatura regolare e aggressiva (circa 3’19” al chilometro) che non ha lasciato scampo agli avversari.
Il valore tecnico della prestazione è certificato dalla classifica finale:
33° posto assoluto su oltre 13.000 classificati;
Oltre 100 nazioni rappresentate in gara;
Miglioramento di 1’05” rispetto al precedente record del 2012.
Mentre i riflettori internazionali illuminavano i successi di Temoi tra gli uomini e di Janet Mutungi Nyiva tra le donne (1h08’11”), il piazzamento di Ruggiero si inserisce di diritto tra le migliori prestazioni italiane della giornata. Quello di ieri non è stato solo un traguardo cronometrico, ma una lezione di sport: la dimostrazione che con la costanza, l’esperienza e una determinazione d’acciaio, i limiti sono fatti solo per essere spostati più avanti