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Cerenzia, ritrovate le lingue di San Teodoro rubate nel 2008

Ritrovate dal sindaco Salvatore Mascaro dopo una segnalazione

CERENZIA – Sono state ritrovate dopo  quasi venti anni dal furto le ‘lingue di San Teodoro’ in bronzo che caratterizzavano la statua del patrono di Cerenzia posta nell’antica Acerenthia. È stato il sindaco Salvatore Mascaro a dare l’annuncio ufficiale del ritrovamento. Le ‘lingue di San Teodoro’ erano state rubate nel 2008 pochi mesi dopo la posa della statua realizzata dallo scultore Giuseppe Mele nell’antica città di Acerenthia. Sono state ritrovate domenica mattina ai piedi della stessa statua. Si tratta di una sorta di diadema in bronzo che rappresenta le sette lingue che, come vuole la tradizione, il santo ha tagliato ad un drago. Dopo il furto erano state sostituite con una replica in ferro.

Il ritrovamento grazie ad un video sui social

Il recupero è avvenuto in seguito ad una segnalazione proprio dello scultore Giuseppe Mele che domenica 8 marzo ha chiamato il sindaco raccontandogli di aver visto nel video di una influencer le lingue di San Teodoro poste ai piedi della statua. Così Mascaro si è recato direttamente nel sito del borgo originario per verificare: “Lì ho trovato qualcosa che per anni abbiamo pensato perduto: le lingue del nostro Santo Patrono, trafugate nel 2008. Qualcuno, con un gesto silenzioso ma carico di significato, ha deciso di riconsegnare alla storia e ai cittadini di Cerenzia ciò che appartiene alla nostra fede, alla nostra identità e alla nostra memoria collettiva” ha scritto il sindaco sulla sua pagina facebook.

La leggenda di San Teodoro e il legame con Cerenzia

Le ‘lingue’ ritrovate possiedono un valore non solo dal punto di vista religioso, ma anche per la profonda tradizione culturale del luogo. La tradizione cristiana narra che nelle profondità di una caverna oscura vivesse un terribile drago a sette teste, il quale esigeva ogni anno un tributo di sette fanciulle per placare la sua furia. Quando tra le vittime designate finì anche la figlia del sovrano, giunse in soccorso un giovane cavaliere venuto dall’Oriente, di nome Teodoro che affrontò la creatura riuscendo ad ucciderla.  Teodoro portò via le prove della sua vittoria, estraendo le lingue del mostro. Da quel momento Teodoro viene tradizionalmente raffigurato con le sette lingue del drago disposte attorno alla sua testa come simbolo del trionfo del bene sul male e costituisce il fulcro della devozione popolare che anima i cittadini di Cerenzia.

Il significato del ritorno per la comunità di Cerenzia

Nelle parole del primo cittadino, questo evento assume un valore che trascende il puro fatto di cronaca: “Non è solo il ritrovamento di un oggetto originale. È il ritorno di un simbolo, di un pezzo della nostra anima, che torna a casa dopo un lungo tempo di assenza. Acerenthia oggi ci ricorda che la storia di una comunità non si cancella, perché vive nella coscienza delle persone e nel rispetto per ciò che rappresenta. Cerenzia riabbraccia così un frammento prezioso della propria storia, con emozione, con gratitudine e con il profondo rispetto che merita.”