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Riapre il ‘nuovo’ museo a Capocolonna: eccellenza tra archeologia e futuro

Riapre con un nuovo e più tecnologico allestimento il museo di Capocolonna a Crotone: percorsi sensoriali e massima accessibilità per ogni pubblico

CROTONE – Il nuovo museo archeologico di Capocolonna è una porta di ingresso alla storia ed al futuro di Crotone. Lo aveva presentato così sulle pagine de il Crotonese, Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari nell’annunciare la riapertura per martedì 11 marzo.
Le aspettative sono state pienamente confermate dall’esperienza offerta martewdì prima alla stampa e poi, nel pomeriggio ai visitatori. L’ingresso alle sale funge da straordinario biglietto da visita: si accede infatti a una stanza buia che si illumina improvvisamente, svelando immagini suggestive del passato e del presente del promontorio, con un focus sul tempio di Hera Lacinia e sulla Madonna di Capocolonna. Grazie ai contributi visivi realizzati da Gianmaria Gaetano, il pubblico può immergersi completamente nei simboli del Lacinio, attraversando quella soglia ideale che connette la memoria storica con il domani.

La visione contemporanea del nuovo museo di Capocolonna

 “Questo non è un museo semplicemente riallestito, ma un museo nuovo” ha dichiarato Massimo Osanna, direttore generale dei Musei italiani, al termine della sua visita alla struttura.  “È un museo contemporaneo – ha proseguito Osanna -. Parla a tutti i pubblici, a cominciare dalla comunità di Crotone, e spero ai numerosissimi visitatori che verranno attirati dal nuovo linguaggio, dal nuovo allestimento e dalle nuove narrazioni”.
A fare gli onori di casa è stato lo stesso Filippo Demma, che ha guidato gli ospiti attraverso i percorsi riorganizzati evidenziando: “È un insieme di scelte che cambia la prospettiva: il museo non chiede al pubblico di adattarsi, ma si adatta ai suoi pubblici. Dopo meno di sei mesi riapre un museo completamente rinnovato, più accessibile per tutti e pensato per essere non solo visitato, ma frequentato”.

Innovazione e reperti

L’intervento di riallestimento, sostenuto con oltre un milione di euro provenienti dai fondi del PNRR e da finanziamenti ministeriali, ha seguito rigorosamente le linee guida del Ministero della Cultura in tema di accessibilità. Oltre al rinnovamento degli apparati didattici e alla rifunzionalizzazione degli spazi destinati a ricerca ed educazione, sono state apportate significative migliorie agli impianti e alla sicurezza.
L’investimento più rilevante ha però riguardato la capacità del museo di farsi comprendere: i testi di accompagnamento sono ad alta leggibilità e i sistemi digitali, potenziati dall’intelligenza artificiale, offrono contenuti in dieci lingue diverse. Anche la componente sensoriale gioca un ruolo narrativo fondamentale, con un’illuminazione calibrata a 3500K per ridurre l’affaticamento visivo e l’uso di essenze olfattive che richiamano la macchia mediterranea e la brezza marina a seconda delle sezioni. Tra le novità più attese spiccano alcune vetrine con reperti inediti, precedentemente conservati nei magazzini, e il definitivo trasferimento del celebre Tesoro di Hera Lacinia dal museo nazionale di Crotone. Manca solo il diadema che in fase di restauro.
“La presenza del Tesoro di Hera permette di ricucire il rapporto tra il museo, che espone i reperti e ne racconta le storie, e il parco del santuario, dove è possibile visitare le strutture superstiti del grande tempio di Hera Lacinia e le aree di accoglienza per i fedeli” ha spiegato Filippo Demma, evidenziando come manchi soltanto il diadema d’oro, attualmente in fase di restauro ma di prossima esposizione.

La ricostruzione del mosaico dei delfini

Un altro elemento di grande fascino è la riproduzione in scala 1:1 del mosaico dei delfini, accompagnata da ricostruzioni multimediali che ne contestualizzano l’origine. Questo lavoro tecnologico, curato dalla Metodo Srl di Salerno, include postazioni interattive e assistenti virtuali interrogabili tramite app. Grazie alla collaborazione con la Scuola Meridionale diretta dal professor Rescigno, è stato inoltre creato uno spazio che ricostruisce il tempio di Hera Lacinia, permettendo di ammirare virtualmente le decorazioni del tetto e altri elementi architettonici.

Accessibilità universale nel nuovo museo di Capocolonna

Un pilastro fondamentale del progetto è l’accessibilità cognitiva, sviluppata in collaborazione con “Musei per Tutti”. Sono infatti disponibili guide Easy-to-Read e strumenti in Comunicazione Aumentativa Alternativa, oltre a una sala di decompressione dedicata a chi necessita di una pausa sensoriale.
“Faccio i miei complimenti a Filippo Demma e alla sua squadra per aver realizzato un prodotto assolutamente in linea con il nostro mondo contemporaneo. I musei archeologici devono essere contemporanei per poter parlare alla società attuale. Questo è un museo accessibile a 360 gradi. Impressiona lo sforzo fatto per parlare a tutti, utilizzando i linguaggi multimediali e le metodologie del nostro tempo, come dimostrano anche le collaborazioni attivate e i materiali prodotti. Non sono spazi rivolti solo agli specialisti, ma a tutti: agli appassionati di archeologia, a chi non se ne occupa, a chi ha molta cultura e a chi proviene da altre culture o non ha mai colto l’importanza dell’antichità per mancanza di linguaggi adeguati”.
All’inaugurazione hanno partecipato anche il sindaco, Vincenzo Voce e il presidente della Provincia, Fabio Manica, confermando la sinergia istituzionale che ha reso possibile questo traguardo per l’intero territorio.