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Dalle colline di Santa Lucia al promontorio del Capo

Il geologo Anton Giulio Cosentino propone un percorso tra Santa Lucia e il promontorio Lacinio: geoturismo, paesaggio e visione per il futuro

Deviare un giorno il pellegrinaggio verso Capo Colonna lungo i camminamenti collinari, per poi scendere al santuario. Non è una provocazione, ma una visione di lungo periodo. Ne parliamo con il geologo crotonese Anton Giulio Cosentino che invita la città ad adottare il “pensiero delle cattedrali”: costruire oggi ciò di cui beneficeranno le generazioni future.

Cosa significa immaginare Crotone fra cento anni?
“Cent’anni, dal punto di vista geologico, sono un intervallo quasi insignificante”.

Ma se guardiamo al rapporto tra geologia e infrastrutture?
“Ma se mettiamo in relazione geologia e infrastrutture, possono diventare un orizzonte significativo. Possiamo pertanto provare a fare una qualche previsione fondata sulle conoscenze scientifiche attuali e trarne indicazioni operative utili già nel breve e medio termine. Ad esempio, combinando il tasso di subsidenza, le variazioni del livello marino ed il tasso di sollevamento del nostro territorio, è molto realistico prevedere un innalzamento del livello del mare di circa mezzo metro nei prossimi cento anni. Le conseguenze porterebbero ad una perdita di spiaggia, soprattutto nei tratti a sud di Crotone, dall’area del cimitero fino a Costa Tiziana e Atlantis. Gli strumenti urbanistici — ad esempio il piano spiagge — dovranno iniziare a fare i conti con questo tipo di consapevolezza: tra un secolo avremo almeno mezzo metro di arenile in meno. Nel frattempo è opportuno iniziare a pensare a uno sviluppo diverso, valorizzando ad esempio il tratto costiero tra il torrente Passovecchio e la foce del fiume Neto, un’area dotata di spiagge più ampie, meno sfruttate e irrigidite dalla pressione antropica”.

Mura colline Santa Lucia - antica Kroton

Cosa cambia con il progetto Antica Kroton?
“Nel caso specifico, tra cento anni (in realtà molto prima) avremo già affrontato e preso provvedimenti in merito al destino — valorizzazione e fruizione — dell’archeosfera crotonese compresa tra il fiume Esaro ed il torrente Pignataro (area stadio/parco Pignera, area Gravina, Acquabona, area Ariston, area Campitella…)”.

Parliamo quindi di un’area particolarmente esposta?
“I nostri siti archeologici risultano in gran parte collocati entro le perimetrazioni del rischio idraulico censite nel nuovo piano di progetto del Piano stralcio di bacino per l’assetto, la mitigazione e la gestione del rischio da alluvioni in Calabria. Il tracciato della ex ferrovia calabro-lucana, ad esempio, risulta interessato, a nord, da zone di esondazione del fiume Esaro mentre più a sud raccoglie gli apporti meteorici provenienti dalle porzioni più elevate dei rilievi collinari che alimentano il torrente Pignataro. Per intenderci: l’alto di via Venezia, l’alto di via Libertà, le colline di Santa Lucia, l’alto di Carrara, il cimone Rapignere, oggi ampiamente urbanizzati e con scarse capacità drenanti. La gestione degli allagamenti di tale asse territoriale sarà stata affrontata con approcci non strutturali e strategie di convivenza con gli allagamenti: aree libere dall’urbanizzazione, zone verdi capaci di invasare temporaneamente i volumi idrici di surplus. Tra cento anni, con buona probabilità, avremo trasformato le aree inondabili in ‘green elements’, collegati tramite greenways”.

Colline Santa Lucia - Antica Kroton

Il progetto Antica Kroton punta molto sulle colline di Santa Lucia. Qual è il percorso tracciato?
“Il tracciato, inserito nel più ampio progetto Antica Kroton, punta alla valorizzazione geo-archeologica e naturalistica delle colline di Santa Lucia”.

Come si sviluppa nel dettaglio questo intervento?
“Parte dell’intervento investe il Sito di interesse comunitario ‘Colline di Crotone’. Nel documento di indirizzo alla progettazione vengono individuati cinque assi territoriali di mobilità lenta la cui denominazione è ispirata ai principali precetti pitagorici: Itinerario della libertà, Itinerario dignità della donna, Itinerario del vegetarismo, Itinerario della comunità di vita e di beni, Itinerario dell’amicizia. Queste direttrici consentirebbero di ricucire diversi comuni limitrofi alla città di Crotone: Isola Capo Rizzuto/Sant’Anna, Cutro, Strongoli-Melissa, Rocca di Neto/Scandale”.

Come si caratterizza il percorso?
“Il punto di accesso è situato all’incrocio tra via Scopelliti e via Peppino Impastato, all’altezza della necropoli di Carrara. Qui sono previste passerelle in legno per superare una zona soggetta a erosione. Il cammino conduce a un pianoro ricco di fossili marini — coralli, gasteropodi, bivalvi e ostracodi — testimonianza dell’antica origine marina di queste rocce. Il percorso prosegue poi verso un sito archeologico con resti delle mura dell’antica Kroton, oggi minacciate da fenomeni di franosità dovuti alla natura argillosa del terreno e alla presenza di una zona di faglia. Saranno necessari interventi di consolidamento e nuove indagini geofisiche che potrebbero restituire ulteriori lineazioni archeologiche”.

Secondo lei si potrebbe deviare il pellegrinaggio della Madonna di Capo Colonna lungo i camminamenti collinari?
“Perché no. Sarebbe un percorso alternativo, più lungo e impegnativo, ma carico di significato”.

Come si configurerebbe questo itinerario?
“Il pellegrinaggio potrebbe partire da piazza Duomo, risalire verso le colline di Santa Lucia e proseguire in cresta verso via Inghilterra, per poi ricongiungersi al semaforo militare della Laureta. Da qui inizierebbe la discesa verso la provinciale 49, fino alla piazzola di sosta prevista dal progetto Antica Kroton, dove tradizionalmente si deposita la pietra durante il pellegrinaggio. Il cammino proseguirebbe lungo via Lacinio fino all’area archeologica di Capo Colonna”.

Gli itinerari dall’alto cosa offrono al visitatore?
“Si tratta di un itinerario di hiking culturale, l’‘Itinerario della Libertà’, capace di condurre in una dimensione più contemplativa rispetto alla vita quotidiana. È un laboratorio a cielo aperto che permette di osservare l’intero skyline cittadino e leggere il territorio in chiave geologica, archeologica e storico-ambientale”.

Colline Santa Lucia - Antica Kroton

Qual è il valore di questo progetto?
“È geoturismo ed è un’opportunità concreta. Si ispira alla Convenzione europea del paesaggio e al principio europeo del Do No Significant Harm, che mira a preservare le risorse territoriali per le generazioni future. L’intervento Collina di Santa Lucia vuole restituire alla cittadinanza uno strumento di conoscenza del proprio territorio. In un’epoca segnata dal boom dello storytelling, Antica Kroton Futura simboleggia lo sforzo di recuperare frammenti sparsi nel mare del perduto, ricucirli e costruire una nuova narrazione”.