Eredità ritrovata
|Innovazione e turismo, così si costruisce la nuova Crotone
Paolo Verri: valorizzare identità e patrimonio per attrarre turismo, investimenti e opportunità culturali
Per raccontare davvero questa città, bisogna avere il coraggio di partire dalla sua storia. È da qui che muove l’analisi di Paolo Verri, esperto di progettazione culturale e sviluppo urbano, oggi alla guida della Fondazione Mondadori. Secondo Verri, Crotone deve riscoprire e valorizzare il proprio racconto identitario: è con questa consapevolezza che si trovano chiavi per attrarre turismo di qualità, investimenti culturali e opportunità di crescita.
Il progetto Antica Kroton, dal punto di vista del marketing e del turismo, in che modo può contribuire al rilancio della città?
“Credo che si tratti di un’opportunità straordinaria. I contenuti che emergono dagli studi archeologici parlano a tutti, non sono temi per soli specialisti. Raccontano una storia potente e affascinante: quella di una città che, tra l’VIII e il VI secolo a.C., fu tra le più importanti del Mediterraneo, in stretto dialogo con la madrepatria greca. Pochi sanno che l’antica Kroton era considerata una delle grandi città del Mediterraneo, dopo Atene e Roma. I suoi atleti dominavano le Olimpiadi antiche, i loro nomi erano conosciuti ovunque. A questo si aggiunge la figura di Pitagora, che a Kroton visse e fondò la sua scuola. Non solo scienziato, ma filosofo della società, promotore di un modello basato sul noi, sull’armonia con la natura, sull’alimentazione e la cura del corpo. Un pensiero sorprendentemente attuale, che affronta temi come sostenibilità, benessere e comunità. Pitagora, per Kroton, è ciò che Leonardo da Vinci rappresenta per Milano: un gigante culturale capace di segnare i secoli”.
Quindi filosofia, storia e cultura. Ma anche i cantieri aperti sono un attrattore turistico?
“Certo. Anche i cantieri archeologici, se ben raccontati, diventano attrattori turistici. Con l’uso delle nuove tecnologie — dai QR code alle ricostruzioni digitali — i visitatori possono comprendere ciò che vedono e immaginare com’era la città antica. L’innovazione, anche grazie all’intelligenza artificiale applicata al turismo, può rendere questo patrimonio accessibile e coinvolgente”.
Quale consiglio darebbe all’amministrazione comunale e ai cittadini per trovare la strada giusta?
“Serve metodo e visione condivisa. Comune, scuole, operatori turistici, associazioni e cittadini devono lavorare insieme come un’unica comunità. L’esempio di Barcellona dopo le Olimpiadi del 1992 dimostra che il rilancio non è un miracolo, ma il frutto di costanza, programmazione e collaborazione”.
Come si costruisce concretamente questo percorso nel tempo?
“Ogni mese la città dovrebbe proporre un contenuto originale, coordinato, riconoscibile. Bisogna creare un racconto continuo, non eventi isolati. Il punto centrale è l’orgoglio dei cittadini: i giovani devono conoscere la storia del luogo in cui vivono, le scuole sentirsi parte del progetto, i quartieri riscoprire il tesoro che custodiscono. E poi c’è la cultura del bello: pulizia, decoro, accoglienza, professionalità. L’amministrazione può dare impulso, ma la città è fatta dai suoi abitanti. Se tutti lavoriamo nella stessa direzione, promuovendo ciò che abbiamo di unico e raccontandolo con coerenza, il successo non è un’utopia. Antica Kroton può riscoprire l’identità e trasformarla in motore di sviluppo. Ma dobbiamo crederci insieme”.


