Parco del Lacinio
|Museo di Capo Colonna, nuova porta della storia di Crotone
Allestimento rinnovato, percorsi inclusivi e strumenti digitali: uno spazio pensato per raccontare il territorio e accogliere ogni pubblico
Non è una semplice riapertura: l’11 marzo il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna assume il ruolo di porta d’ingresso alla storia di Crotone e del suo territorio. Il nuovo allestimento ricuce il legame tra museo, Parco e paesaggio, offrendo una visita più chiara, più comoda, più inclusiva. Il percorso mette al centro la qualità della fruizione: informazioni meglio organizzate, una comunicazione più efficace e ambienti ripensati perché ogni visitatore possa orientarsi con naturalezza, senza inciampi.
Investimenti e strategia per la valorizzazione del patrimonio
Il progetto di rilancio si inserisce in una più ampia strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sostenuta da corposi investimenti pubblici, con il contributo determinante delle risorse Pnrr e di ulteriori finanziamenti ministeriali destinati ai Parchi archeologici di Crotone e Sibari (L. 232/2016; L. 190/2014; fondi di funzionamento dei Parchi). L’intervento ha toccato il sistema di visita nel suo complesso: apparati didattici aggiornati, spazi rifunzionalizzati per attività educative, studio e ricerca, migliorie su sicurezza ed efficienza impiantistica. In altre parole, il museo non riapre soltanto: si riposiziona, tornando ad essere un’infrastruttura culturale essenziale per la città.
Accessibilità e inclusione al centro del nuovo allestimento
La principale novità è l’accessibilità, intesa come progetto e non come aggiunta. I testi che accompagnano la visita sono ad alta leggibilità, costruiti su più livelli, pensati sia per chi desidera un’informazione rapida che per chi preferisce approfondire. I sistemi digitali consentono di scegliere tra dieci lingue diverse. Anche la luce è parte della narrazione: l’illuminazione limita abbagliamento e affaticamento visivo, con temperatura colore calibrata (3500K) e possibilità di regolazione.
Una sala di decompressione per il benessere dei visitatori
Per chi vive una sensibilità sensoriale più marcata, o per chi semplicemente ha bisogno di una pausa — quindi per il pubblico affetto da disturbi cognitivi e dello spettro autistico, ma non solo — è stata predisposta una sala ‘di decompressione’: luci soffuse, sedute e cuffie insonorizzanti offrono un momento di rallentamento, trasformando la visita in un’esperienza accogliente.
Tecnologia e assistenza virtuale per accompagnare la visita
Sul piano della mediazione, il museo dialoga anche fuori dalle sale: rimandi a contenuti online e un assistente virtuale interrogabile con una app facile da scaricare, creato con l’intelligenza artificiale e capace di rispondere in voce o in testo, sempre in dieci lingue.
Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità cognitiva: grazie alla collaborazione con ‘Musei per Tutti’ sono disponibili guide Easy-to-Read e strumenti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (Caa). È un insieme di scelte che cambia la prospettiva: il museo non chiede al pubblico di adattarsi, ma si adatta ai suoi pubblici.
Il museo nel progetto di valorizzazione di Antica Kroton
In questo scenario il nuovo Museo di Capo Colonna diventa un tassello decisivo nelle strategie di valorizzazione dell’enorme patrimonio archeologico crotonese. Sono ancora in corso i lavori per rielaborare gli spazi accessori: la nuova sala didattica, l’ampliamento dei parcheggi, la sistemazione dell’area per spettacoli; la riconfigurazione del Giardino di Hera e dei viali di accesso al Parco archeologico, che termineranno entro l’estate.
Ma l’opportunità più grande è l’integrazione di questi interventi con quelli finanziati dal grande progetto Antica Kroton, che su Capocolonna prevede la ristrutturazione integrale dei percorsi del Parco, il restauro di tutto il ‘costruito archeologico’ nell’area visitabile, nonché la sistemazione dei servizi aggiuntivi negli spazi dell’ex ristorante l’Ancora e della Casa del farista.
Una rete culturale tra parco, città e nuovi scavi
L’intesa istituzionale con il Comune di Crotone e con la Regione Calabria rende finalmente possibile reintegrare l’offerta culturale — rivista e ampliata — di Parco e Museo di Capocolonna con gli interventi previsti in città, in particolare presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, ma anche su tutti i cantieri di scavo in corso.
Una visione nella quale il nuovo allestimento del museo crotonese accoglierà immediatamente i principali rinvenimenti dagli scavi in corso, restituendo subito al pubblico il senso di questa potente operazione culturale e diventando il centro della narrazione storica della città, basata su importanti e nuovissime conoscenze.
Il futuro del Castello di Carlo V
Anche il Castello di Carlo V, la cui situazione è resa più complessa dallo smaltimento degli elementi inquinanti, entra a far parte di questa visione e tornerà presto alla comunità non solo come un simbolo della sua storia, ma come un vero centro di servizi culturali.
Luoghi dove la ricerca si traduce in racconto, dove il patrimonio non è solo esposto ma attivato, generando conoscenza, partecipazione e nuove occasioni di crescita culturale e turistica.
(*) Direttore Parchi archeologici di Crotone e Sibari


