Protezione civile
|Maltempo, Barbuto: 5 cicloni in 3 mesi ma i fondi per la prevenzione restano nei cassetti
Elisabetta Barbuto (M5S) chiede conto al presidente Occhiuto dei ritardi nella programmazione delle opere contro dissesto idrogeologico ed erosione costiera.
CATANZARO – La gestione regionale del dissesto idrogeologico e dell’erosione costiera “appare immobile nonostante l’emergenza e l’ingente disponibilità di risorse”. La critica arriva dal consigliere regionale Elisabetta Barbuto del Movimento 5 Stelle che, con un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Giunta regionale, chiede conto di una programmazione in ritardo per la prevenzione di questi fenomeni. E ciò mentre il ciclone Jolina si abbatte con violenza sulla Calabria, portando a cinque il numero di eventi meteorologici estremi in appena novanta giorni.
Danni superiori ai 300 milioni, fondi bloccati nei cassetti
“La Calabria è in uno stato di emergenza climatica permanente e non possiamo più permetterci di rincorrere i disastri – dichiara la consigliera Barbuto – Con danni che già superano i 300 milioni di euro, continuare a gestire il territorio solo tramite interventi di ‘somma urgenza’ è una scelta miope e insostenibile. La prevenzione costa dieci volte meno dell’emergenza, eppure i fondi sono bloccati nei cassetti”.
“Occhiuto rimanda il confronto in Consiglio regionale”
Barbuto solleva con forza la questione della trasparenza istituzionale: “Da tempo abbiamo chiesto che il presidente Occhiuto venga a riferire in Consiglio regionale. È un atto di trasparenza dovuto non solo all’Aula, ma a tutti i cittadini calabresi. Ad oggi, quella richiesta è rimasta inascoltata. È inaccettabile che su un tema che riguarda l’incolumità pubblica non vi sia un confronto aperto nel cuore della democrazia regionale”.
Pianificazione che rischia di essere superata dagli eventi
Al centro dell’interrogazione c’è il paradosso delle risorse disponibili ma non erogate. Barbuto punta il dito sui ritardi dei fondi Por-Fesr e Pac, a cui si aggiungono le somme della Missione 2 del Pnrr. “Risultano lotti finanziati da anni ancora in fase di stallo – spiega – Nonostante la drammaticità degli eventi, non risulta che la Giunta abbia aggiornato il master plan o il Piano di bacino stralcio per adeguarli alla realtà del 2026. Pianificare oggi su dati tecnici superati dalla violenza degli ultimi cicloni significa condannare il territorio all’inefficacia”.
Proposta una banca dati per la difesa del suolo e della costa
Oltre alla critica, Barbuto avanza una proposta per garantire il monitoraggio sociale: l’istituzione di un’anagrafe pubblica della difesa del suolo e della costa. Un portale interattivo dove cittadini e sindaci possano verificare il livello di rischio di versanti, fiumi e litorali, la tracciabilità dei finanziamenti e i tempi certi dei lavori, incluse le ragioni tecniche di eventuali blocchi. “Come opposizione non facciamo polemica sterile, vogliamo fare la nostra parte – sostiene Barbuto -. Siamo pronti a collaborare per individuare procedure accelerate che sblocchino i cantieri. La protezione della vita dei calabresi deve essere una priorità assoluta, al di sopra delle appartenenze politiche. Ma il presidente Occhiuto – conclude l’esponente M5S – deve uscire dal silenzio: il clima non aspetta i tempi della burocrazia”.




