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Maltempo e rincari, allarme Cgil: in Calabria può esplodere una bomba sociale

L’impennata dei costi delle materie prime, i danni causati dai nubifragi ed i bassi salari per il sindacato mettono ancora di più a rischio un territorio già disagiato ed in affanno.

CATANZARO – La Cgil Calabria teme che nella nostra regione possa scoppiare una bomba sociale. Il sindacato infatti lancia l’allarme “sui gravi pericoli che la commistione di fattori come il conflitto in Medio Oriente, le cui conseguenze peseranno sui cittadini, il grave lascito del maltempo, l’irrisolta questione salariale e l’impennata di costi, potrebbe condurre su un territorio già disagiato e in affanno”.

Due cicloni in poco tempo, poche risorse per rimediare ai danni

“Se in queste ultime ore il ciclone Jolina sta sferzando su buona parte della Calabria con non pochi danni, non possiamo trascurare che non sono ancora stati adottati strumenti e provvedimenti adeguati per risanare le rovine lasciate dal ciclone Harry – afferma il segretario generale, Gianfranco Trotta -. Il decreto governativo ‘Maltempo’ non ha previsto uno stanziamento economico sufficiente a potere sostenere chi ha subito i gravi danni degli straordinari eventi climatici degli ultimi mesi. Chi non ha risparmi da parte o non è nelle condizioni di accedere al credito, potrebbe non potere riaprire con un grave danno per l’economia e l’occupazione. Dal Governo e dalla Regione – sostiene Cgil Calabria – ci aspettiamo una visione ampia che tenga conto del grave corto circuito verso cui i nostri territori stanno andando e tuteli lavoratori e imprese”.

L’aumento del costo delle materie prime penalizza la Calabria

Trotta evidenzia come la Calabria sia “tra le regioni che più subisce il peso dei rincari delle materie prime”. Inoltre, “la minore integrazione industriale” espone la nostra regione “ad un maggiore bisogno di importazioni e a costi logistici più alti”. “Fattori – spiega ancora il segretario generale – che si inseriscono in un territorio con salari e pensioni basse. Da anni siamo in trincea perché la questione salariale venga affrontata con rigore, adeguando gli stipendi all’inflazione. Di contro – denuncia il sindacalista – abbiamo assistito a muri che hanno portato un crollo del potere d’acquisto in tutto il Paese e ancora di più in Calabria”.

Indifferibile un piano di assunzioni per il ricambio dei forestali

Perciò Cgil Calabria ritiene “sempre più urgente un grande piano strutturale e permanente di manutenzione territoriale che guardi alla sicurezza idrogeologica, alla prevenzione del dissesto, alla tutela ambientale e alla gestione del suolo”. “Il cambiamento climatico – per il sindacato – ci impone di accantonare qualunque logica emergenziale o tampone e di adottare un nuovo modello, con una programmazione strutturale di lungo periodo”. “Nel settore forestazione, in particolare,  – ribadisce Trotta – è indifferibile un piano di assunzioni che porti ad un ricambio generazionale e a un rafforzamento operativo del comparto. Dal Governo – conclude il segretario della Cgil – auspichiamo maggiori interventi anche per calmierare i costi e dare ossigeno a chi è già più fragile e senza risorse”.