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Regione, Bruno: la figura del sottosegretario serve a distribuire incarichi ben pagati

Proposta di legge regionale depositata dal centrodestra per introdurre la nomina di due nuovi sottosegretari alla Presidenza della Regione.

CATANZARO – “In gioco c’è la credibilità dell’istituzione regionale, il rispetto delle regole e la tenuta democratica della Calabria”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, commentando la proposta di legge – la numero 9 del 3 marzo 2026 – depositata dai capigruppo del centrodestra che disciplina il ruolo, le indennità e le modalità di nomina dei due nuovi sottosegretari alla Presidenza della Regione Calabria.

Cosa introduce la proposta di legge

La norma, di cui si vociferava già da alcuni mesi, se approvata, consente la nomina di assessori esterni alla Giunta regionale e introduce la figura dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta, fino a un massimo di due, scelti anche al di fuori del Consiglio regionale con funzioni di supporto al presidente della Regione. Per queste figure è previsto un trattamento economico analogo a quello degli assessori, oltre alla possibilità di dotarsi di strutture di diretta collaborazione. La proposta adegua inoltre la normativa relativa agli staff politici della Giunta e stabilisce la copertura finanziaria delle nuove spese.

I problemi reali dei calabresi

“Mentre la Calabria continua a fare i conti con emergenze strutturali irrisolte – commenta ancora il consigliere Bruno – la maggioranza di centrodestra sceglie di portare in Consiglio regionale una proposta di legge che introduce nuove figure politiche e nuovi costi per l’ente. Una scelta che appare difficile da giustificare di fronte ai problemi reali dei calabresi che quotidianamente fanno i conti con una sanità che non funziona, con l’aumento del costo della vita e dei carburanti dovuto alla guerra in Iran e con un lungo elenco di disservizi che non saranno certo due sottosegretari a risolvere”.

Il costo delle strutture collegate

“È evidente – sottolinea il capogruppo della lista Tridico Presidente – che si tratta di un intervento che produce un aumento dei costi della politica. La legge introduce nuove figure istituzionali, con indennità e strutture di supporto dedicate. Gli oneri complessivi possono arrivare fino a circa 625 mila euro l’anno per il funzionamento delle strutture collegate. Una cifra tutt’altro che marginale se si considera la condizione economica e sociale della nostra regione”. Il consigliere Bruno evidenzia inoltre come la norma apra ulteriormente alla possibilità di nomine esterne: “Sottosegretari e assessori potranno essere scelti anche tra persone che non siedono in Consiglio regionale e che quindi non sono state direttamente elette dai cittadini. Una scelta che rischia di indebolire il legame tra rappresentanza istituzionale e voto popolare”.

Più incarichi per gli equilibri della maggioranza

“Vanno in porto tentativi di ridisegnare l’assetto politico-istituzionale della Regione con scelte che aumentano gli incarichi e intervengono sugli equilibri interni al centrodestra. È difficile non leggere questa operazione per ciò che è: un tentativo di puntellare rapporti interni alla coalizione più che un atto nell’interesse generale – afferma ancora Bruno -. Una proposta di legge, quindi, che niente ha a che fare con le risposte attese dai calabresi in materia di sanità fragile, depurazione inadeguata, dissesto idrogeologico diffuso e carenza di servizi di prossimità. Sono queste le vere emergenze della Calabria. Su questi temi servono scelte coraggiose e risposte strutturate”.

In gioco rispetto delle regole e tenuta democratica

“Già dopo poche sedute dall’insediamento dell’attuale Consiglio ci siamo trovati a discutere di incarichi, di ridisegno dei pesi interni alla maggioranza, di norme pensate per blindare equilibri politici che evidentemente mostrano precarietà. In gioco – conclude Bruno – non ci sono soltanto due assessori in più o la reintroduzione dei sottosegretari. In gioco c’è la credibilità dell’istituzione regionale, il rispetto delle regole e la tenuta democratica della Calabria”.