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Nico Stumpo: Voce è un trasformista, il centrosinistra può batterlo

Il segretario reggente della federazione del Pd risponde alle domande de ‘il Crotonese’ sulle prossime elezioni comunali a Crotone e provincia

Nicola Stumpo, per tutti semplicemente Nico, da lunedì 2 marzo è il nuovo segretario reggente della federazione provinciale del Partito democratico, eletto per acclamazione dall’assemblea del partito dopo le dimissioni improvvise del precedente segretario Leo Barberio. Al deputato nazionale originario di Cotronei, dunque, il partito si è affidato per superare questa fase di emergenza, capitata proprio a ridosso delle elezioni provinciali, in programma domenica 29 marzo, e comunali previste per il 24 e 25 maggio prossimi. Se per le elezioni provinciali c’è stato poco tempo per proporre candidati dem, i termini per la presentazione delle liste sono scaduti lunedì 9 marzo, e dunque gli amministratori del Pd si presentano un po’ in ordine sparso, diverso è il discorso per le prossime amministrative. Stumpo ha già cominciato ad incontrare i possibili alleati, affiancato da un coordinamento composto da Giuseppe Albi, Rosanna Bianco, Giuseppe Dell’Aquila, Carolina Girasole, Angela Riolo e Gina Squillace.


Che situazione trova nel partito di Crotone?
“Il fatto che, su richiesta della federazione, io sia venuto a gestire una reggenza a ridosso delle elezioni, la dice lunga su una condizione di difficoltà che si è venuta a creare nell’ultima fase. Ma il territorio ha mille risorse. Se dovessi dare una valutazione, per il clima che c’era già nell’assemblea che mi ha eletto, con la presenza di tanti militanti e anche la volontà forte di ripartenza che hanno espresso, credo che si possa fare davvero un buon lavoro. E ciò, tengo a sottolinearlo subito, anche grazie a Leo Barberio per tutto quello che ha fatto in precedenza”.

Quale mandato ha ricevuto dall’assemblea provinciale?
“Lavorare per le elezioni comunali”.

Come intende farlo?
“Cercherò di ridare forza al partito, rivitalizzandolo. Su mia richiesta non è stato fatto un commissariamento, ma abbiamo tenuto in vita gli organismi di partito. Mi impegnerò per arrivare al congresso per consegnare un gruppo dirigente rinnovato, ma allo stesso tempo sperimentato, che a breve possa riprendere la guida della federazione e del circolo di Crotone e rilanciare tutto il partito”.

Il Pd in questa tornata elettorale presenterà a Crotone una propria lista con il suo simbolo?
“Sì, avremo la lista con il nostro simbolo”.

E avrà anche un proprio candidato a sindaco?
“Sicuramente il Pd ha tra i propri dirigenti e simpatizzanti più candidati possibili e anche di grandissima qualità. Però io vengo da una storia culturale e politica per la quale non esiste l’autosufficienza. Noi siamo per la costruzione di una coalizione, la più larga possibile, capace di presentare alla città un programma credibile capace di dare una nuova vocazione alla città. Negli ultimi anni si è persa completamente una visione di sviluppo, la prima cosa da fare, quindi, è creare insieme un progetto capace di avere una forte visione”.

Non mi ha ancora risposto: avete dei possibili candidati da proporre agli alleati?
“Nel Pd, ripeto, esistono grandissime personalità in grado di avere questa visione, ma noi vogliamo sia coinvolta tutta la coalizione. Metteremo sicuramente alcuni dei nomi più importanti del partito a disposizione, ma siamo pronti ad accogliere anche ogni altra proposta. Quello che la politica deve fare in questi casi è individuare la personalità che ha la maggiore possibilità di vittoria, sappia tenere insieme la coalizione sul programma e perseguire la visione comune per la città”.

Su quali alleanze state lavorando?
“Guardiamo a tutte le forze nell’alveo del centrosinistra, aprendoci al civismo, all’associazionismo, al mondo del volontariato. Ma guardiamo anche a tutti quelli che avvertono la necessità, in un mondo complicato e difficile come quello che stiamo vivendo, di avere una visione comune, una capacità di lettura della società, di quello che serve, dei bisogni dei cittadini. Quindi non vogliamo un pastrocchio elettoralistico, ma una coalizione che parte dal centro-sinistra e si allarghi per avere una visione comune di governo”.

Negli altri partiti del centrosinistra, si fanno i nomi di Filippo Sestito e di Elisabetta Barbuto come possibili candidati sindaco a Crotone. Mi può dire un pregio dell’uno e dell’altra?
“Filippo lo conosco da tanti anni ed Elisabetta è stata una mia collega nella scorsa legislatura alla Camera dei deputati. Sicuramente il pregio che più riconosco a Filippo è quello di fare le battaglie più per gli altri che non per se stesso, di avere una vocazione a un’idea del sociale molto forte. Un pregio di Elisabetta è la franchezza”.

Quante possibilità ci sono che uno dei due sia il candidato della coalizione?
“Del nome del candidato ne parleremo dopo che la coalizione ne avrà discusso”.

Che tempi vi siete dati?
“Il tempo è domani mattina. Dopo il mio incarico ci sono state diverse riunioni del centrosinistra. Abbiamo allineato le lancette su molte cose e ci siamo dati delle tempistiche non soltanto sul nome del candidato sindaco, ma anche su come procedere; per la settimana prossima abbiamo messo in cantiere una giornata di ascolto in cui inviteremo le associazioni di categoria, i sindacati il mondo diffuso dell’associazionismo”.

Nei comuni del territorio che vanno al voto invece come vi muoverete?
“La grande differenza tra la città capoluogo e gli altri comuni è che si vota con due sistemi completamente diversi. Nella città di Crotone il sistema è maggioritario, doppio turno, indicazione del sindaco e liste collegate. Nei comuni sotto i 15 mila abitanti residenti si vota su una lista unica. Per queste ragioni è chiaro che le alleanze nei piccoli centri hanno una caratteristica locale e civica più marcata. Siamo avanti nella discussione con le sezioni locali in diversi comuni, confido di poter avere le candidature, le più ampie possibili, già nei prossimi giorni”.

Torniamo a Crotone. Come avversario avrete l’uscente Voce già espressione di una lista civica ma adesso alleato del centrodestra, quantomeno di Forza Italia. C’è un punto di forza che invidia al sindaco Voce e quale ritiene sia invece un suo punto debole sul quale puntare per batterlo?
“Più che la forza di Voce, penso che il trasformismo di Voce sia stato la cifra di questa consiliatura. Voce ha vinto le scorse elezioni comunali solo contro tutti. È passato attraverso la lista Tanzi nelle precedenti elezioni regionali posizionandosi fuori dagli schemi ed è finito poi per essere l’uomo di punta del presidente di centrodestra della Regione Occhiuto, dopo aver fatto anche il candidato alle scorse elezioni provinciali per il centrosinistra contro Ferrari”.

In campagna elettorale quindi punterete sul fatto che con l’appoggio di Forza Italia Voce perde la ‘virtù’, se si può definire così, di essere espressione di una lista civica?
“La sua cifra politica mi sembra essere davvero quella di un Dr. Jekyll e Mr. Hyde, un trasformismo senza precedenti. Noi abbiamo bisogno invece di una personalità capace di avere delle visioni sui problemi della città e di essere coerente, non di raccontare un film e poi girarne un altro come è successo rispetto a tante cose, come ad esempio la bonifica. Da questo punto di vista non rimpiango nulla e penso che saremo in grado di contrapporre una coalizione in grado di vincere nella città di Crotone”.

Quali saranno i punti salienti del programma che proporrete agli alleati?
“Penso che a Crotone dobbiamo battere sui diritti mancati di questi ultimi anni, a partire dalla vicenda della bonifica, passando per una visione di come dovrà essere la città. Ciò che questa giunta non è stata in grado di dare. Oggi Crotone è una città che ha bisogno di una guida forte, autorevole, che possa portarla verso un progetto nuovo, che noi vogliamo dare alla città. Crotone è stata la più grande città industriale e operaia, non solo della Calabria, ma del Mezzogiorno per tanti versi. Dopo quegli anni, e ne sono ormai passati tanti, non ha più avuto una propria vocazione. Anche la bonifica, ad esempio, finora è stata un fallimento. Occorre un’idea di sviluppo della città, che come ho detto prima deve vedere coinvolti tutti, per superare questa fase di stallo sulla stessa bonifica e sull’economia. Oltre agli alleati incontreremo anche le associazioni di categoria, dalle attività industriali a quelle dei commercianti passando poi per i sindacati. Bisogna condividere un’idea di sviluppo di questa città”.

Come immaginate lo sviluppo degli altri comuni al voto?
“Per i comuni più piccoli è spesso proprio la città capoluogo che poi fa da traino. Non possiamo però non sottolineare l’importanza, ad esempio per Cutro e Rocca di Neto, della vocazione per l’agricoltura e la forza che quel modello di sviluppo deve continuare ad avere. Per quanto riguarda Savelli, un paese di montagna, più che dall’interno del comune stesso un aiuto deve arrivare dalla politica e dall’idea di sviluppo delle aree interne, che il centrosinistra ha, per contrastare lo spopolamento. A Santa Severina è stato fatto un lavoro positivo grazie al sindaco Lucio Giordano che ha ridato una capacità culturale e turistica alla cittadina, per cui penso che sia utile continuare sulla scia di quanto di buono è stato fatto”.

Non ha citato Cirò Marina, la roccaforte dell’ex sindaco Ferrari.
“Per Cirò Marina ci sarà bisogno di capire come dare uno sviluppo maggiore e più coordinato al turismo. Ci sono anche altre situazioni difficili da affrontare, come la vicenda della pesca. Però penso che lo sviluppo reale possa esserci soprattutto nel turismo, ma non affidandosi alla casualità come è accaduto in questi ultimi anni”.

Tornando a Sergio Ferrari, è sicuramente il politico emergente degli ultimi anni. Qual è il suo giudizio politico sul commissario provinciale di Forza Italia?
“Non mi permetto di dare giudizi su nessuno. Prima mi ha chiesto un pregio di persone con cui ho un rapporto di amicizia, anche da lungo tempo, e quindi mi sono permesso di darlo”.

Finita la fase elettorale per il Pd si aprirà una fase congressuale, la gestirà sempre lei?
“Dopo aver finito la fase di preparazione della campagna elettorale con la scelta delle candidature, daremo vita al comitato per il congresso. Il giorno in cui faremo l’assemblea per nominare ed eleggere il nuovo segretario, io saluterò da reggente. E se stava per chiederlo, le anticipo che no, non ci sarà un mio candidato alla segreteria. Ho dato la mia disponibilità solo per contribuire ad uscire da questa situazione lavorando tutti insieme, che è poi la mia caratteristica. Ho sempre tenuto i rapporti con il mio territorio, sono sempre stato iscritto qui, anche se non ho mai avuto prima incarichi nella provincia di Crotone”.

Del Nico Stumpo deputato si dice, e si scrive, che è assorbito dalla sua attività parlamentare ma che per il territorio è poco presente…
“Non è la prima volta che anche voi de il Crotonese scrivete una cosa del genere. E nessuno ha mai ricevuto da me una telefonata di protesta. Non sono uno che se la prende. Ho sempre lavorato dietro le quinte, compresi alcuni incontri o alcune telefonate fatte. Altri preferiscono fare un comunicato stampa o pubblicizzare una serie di interrogazioni parlamentari a cui però mai nessuno ha poi risposto, perché purtroppo nel rapporto tra Parlamento e Governo siamo anche in questa condizione.
Ognuno ha un suo modo di essere, di fare. Sono uno dei pochi politici che non usa i social. Provo a fare le cose che servono. Anche in questa fase in cui farò il segretario, non sarò uno da dieci comunicati al giorno, ma perché preferisco provare a fare le cose piuttosto che annunciarle. Sarà un limite mio, lo riconosco, però è il mio modo di essere: non credo di cambiarlo dopo 57 anni”.