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Crotone, Voce: non ho dubbi sull’alleanza con il centrodestra

Intervista al sindaco di Crotone Vincenzo Voce che si ricandiderà per la riconferma nella carica alleato con i partiti della coalizione di centrodestra.

Intervista della redazione al sindaco di Crotone Vincenzo Voce, in scadenza di mandato, che si ricandiderà per la conferma nella carica di primo cittadino con un’alleanza allargata, che vede la sua lista civica ‘Crescere’ alleata dei partiti della coalizione di centrodestra.


Allora, il dado è tratto: sarà il candidato del centrodestra nella prossima campagna elettorale per ottenere la riconferma alla carica di sindaco. Ma da alleato con la sua lista ‘Crescere’ o da iscritto a Forza Italia?
“Nella dichiarazione all’Ansa ho semplicemente preso atto e colto con favore i segnali che sono arrivati nelle scorse settimane da parte del centrodestra così come ho preso atto delle dichiarazioni dei segretari regionali del centrodestra che hanno espresso disponibilità rispetto al sostegno della mia candidatura a sindaco. Per quanto mi riguarda, continuo a lavorare con lo stesso spirito di sempre per la città. Crescere, il mio movimento, resta una lista civica, nata con l’obiettivo di mettere insieme energie, competenze e sensibilità diverse del territorio. È naturale che, in una prospettiva amministrativa, una lista civica possa dialogare e costruire alleanze con forze politiche e realtà che condividono un percorso e una visione per il futuro della nostra comunità. Questa disponibilità è venuta da centrodestra e ne prendo atto con senso di responsabilità”.

È vero che la sua recente dichiarazione di adesione al centrodestra è stata imposta al tavolo romano da Donzelli, responsabile elettorale nazionale di Fratelli d’Italia?
“Sul significato di quella mia dichiarazione all’Ansa ho già risposto alla domanda precedente e di certo comunque quelle dichiarazioni non mi sono state richieste né imposte da nessuno. Proseguendo nel ragionamento, che ci sia stata una condivisione sul mio nome lo dimostrano le recenti dichiarazioni dei segretari regionali del centrodestra, i quali, verosimilmente, prima di esprimersi si saranno confrontati anche con i vertici nazionali delle rispettive forze politiche. Questo mi porta a ritenere che la mia figura sia stata valutate con attenzione e nel quadro di un ragionamento politico più ampio. Se arrivano segnali e indicazioni di questo tipo, credo significhi che è stato riconosciuto e apprezzato il lavoro serio e costante che ho portato avanti negli anni sul territorio, sempre con l’obiettivo di dare risposte concrete alla comunità e di costruire un percorso amministrativo credibile. Sono convinto che, a livello nazionale come a livello locale, le valutazioni vengano fatte principalmente sulle persone, sul loro impegno e sui risultati raggiunti, più che su formule o definizioni da inserire in un comunicato. È su questi elementi che penso si fondi la fiducia che oggi mi viene riconosciuta”.

Nonostante le dichiarazioni di unità, non tutti nel centrodestra sembrano entusiasti di sostenerla. Anzi, finora l’hanno avversata apertamente, anche diversi consiglieri comunali, in particolare all’interno di Noi Moderati ma pure di FdI, seppure in misura molto minore. Non teme che, portandoseli in casa, le renderanno ancora di più filo da torcere?
“Anche nell’attuale consiliatura abbiamo visto come le dinamiche politiche possano cambiare nel tempo. Consiglieri comunali eletti inizialmente a sostegno del sindaco si sono poi rivelati, nei fatti, tra i più duri oppositori dell’azione amministrativa. È una dinamica che purtroppo può verificarsi, ma l’esperienza maturata in questi anni aiuta certamente a gestire meglio anche situazioni di questo tipo. Guardando alla prossima consiliatura, è chiaro che all’interno di un’alleanza politica si lavorerà innanzitutto su un programma serio e concreto. Quello sarà il punto di riferimento per tutti: un programma chiaro, condiviso e orientato al bene della città, che rappresenti la base su cui costruire un’azione amministrativa stabile e coerente. L’esperienza di questi anni dimostra anche che consiglieri inizialmente collocati tra i banchi della minoranza hanno poi scelto di condividere alcune scelte amministrative e alcuni obiettivi. In quei casi i risultati sono stati positivi per la città, perché quando si lavora con spirito costruttivo e con senso di responsabilità istituzionale si riescono a ottenere risultati concreti nell’interesse della comunità. Per quanto mi riguarda, l’attenzione sarà massima anche nella composizione della squadra e nella scelta delle candidature. L’obiettivo è costruire un gruppo coeso, serio e realmente motivato a lavorare per la città, composto da persone che condividano pienamente il percorso amministrativo e il programma. Detto questo, l’esperienza di questi anni mi ha insegnato anche un’altra cosa: le difficoltà maggiori non sempre arrivano dai partiti, ma talvolta da chi si presenta come espressione della cosiddetta ‘nuova politica’. Alcuni di coloro che erano stati eletti nelle mie liste civiche, senza alcuna appartenenza partitica, e che avrebbero dovuto rappresentare entusiasmo e voglia di contribuire al cambiamento, hanno poi scelto altre strade, mettendo in discussione il grande lavoro svolto in questi anni. Non ho comunque alcun dubbio sulla scelta fatta di costruire un percorso più ampio. Da tempo, infatti, avevo avviato un dialogo con l’ex presidente della Provincia, l’onorevole Sergio Ferrari, oggi consigliere di Forza Italia, eletto anche con il mio contributo. Lo scorso anno il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha partecipato alla presentazione del movimento Crescere e, solo poche settimane fa, l’onorevole Francesco Cannizzaro ha auspicato pubblicamente che tutto il centrodestra potesse convergere sul mio sostegno. In questi anni, insieme alla Provincia e alla Regione, abbiamo affrontato battaglie importanti, come quella contro Eni Rewind sul tema dei rifiuti e della bonifica del Sin, difendendo gli interessi del territorio in tutte le sedi istituzionali”.

Lei ha vinto le precedenti elezioni comunali presentandosi alla guida di una lista civica contro il sistema politico tradizionale definito ‘il partito unico della torta’. Adesso sarà sostenuto da un pezzo di quel mondo politico che criticava. Cosa è cambiato? Il civismo ha fallito? Cosa l’ha fatta orientare verso i partiti?
“Il civismo non è affatto fallito, anzi. Il nucleo centrale del progetto politico che porto avanti resta il movimento civico Crescere, che continua a rappresentare il punto di riferimento di questo percorso e la sua identità originaria. Il civismo, in questi anni, ha dimostrato di poter interpretare in modo autentico le esigenze del territorio, mettendo al centro i problemi concreti della città e non le logiche di appartenenza. Allo stesso tempo, l’esperienza amministrativa ha dimostrato che quando si lavora seriamente e si producono risultati, anche chi inizialmente era critico può arrivare a riconoscere il lavoro svolto. È ciò che è accaduto in diversi casi: alcuni, che all’inizio avevano espresso posizioni molto dure, hanno poi preso atto dell’impegno e dei risultati raggiunti nell’interesse della città. A questo si aggiunge un altro elemento importante, che è quello della filiera istituzionale. In questi anni si è sviluppato un rapporto di collaborazione con livelli istituzionali, con la Provincia e la Regione, che ha consentito di costruire interlocuzioni utili e concrete per il territorio. In questo senso, l’apertura al dialogo con i partiti non rappresenta una rinuncia al civismo, ma piuttosto un’evoluzione naturale di un percorso che mantiene salda la propria identità civica e allo stesso tempo cerca di rafforzare le condizioni per portare risultati ancora più importanti alla città”.

Come spiegherà la sua ultima posizione politica agli elettori che le hanno dato fiducia cinque anni fa come candidato antisistema? Sui social, che lei in passato ha usato molto in campagna elettorale, stanno piovendo le prime critiche. Teme un effetto boomerang?
“Chi mi ha votato nel 2020 lo ha fatto perché chiedeva un cambiamento reale e perché voleva che si aprisse una stagione nuova per la città, lontana da logiche che per troppo tempo avevano frenato lo sviluppo del territorio. Quel mandato non era semplicemente ‘antisistema’, ma soprattutto un mandato a lavorare seriamente per il bene della città e per dare risposte concrete ai cittadini. In questi anni ho cercato di rispettare quel mandato con i fatti. E i fatti sono sotto gli occhi di tutti: dalla riforma della macchina amministrativa, che era uno dei passaggi più complessi ma anche più necessari, fino alle numerose opere pubbliche avviate e realizzate in tutti i quartieri della città. Penso agli interventi sulle infrastrutture, all’avvio dei lavori di bonifica delle ex aree industriali, all’università e al teatro, alla riqualificazione degli impianti sportivi e a tanti altri progetti che hanno migliorato concretamente la città. Non è che in questi anni sui social mi siano state risparmiate critiche, per non definirle in alcuni casi veri e propri insulti, ma si tratta di una minoranza. Quello che alla fine conta davvero sono i risultati raggiunti. È su questo lavoro, sui risultati e sulla prospettiva di continuare a far crescere la città, che credo si debba misurare oggi il giudizio dei cittadini. L’obiettivo resta lo stesso di cinque anni fa: lavorare nell’interesse della comunità e costruire un futuro migliore per il territorio. I cittadini si sono resi conto di come è cambiata la città. Sono convinto che rinnoveranno la fiducia a chi ha operato nel loro esclusivo interesse”.

Lei, anche adesso, riguardo al suo avvicinamento al centrodestra ha parlato dei benefici della filiera istituzionale dello stesso colore: di quanto sia utile cioè avere amministrazioni tutte guidate dalla stessa parte politica, dal livello locale al nazionale. La sua è una scelta dettata da convenienza ed opportunismo?
“La mia valutazione non nasce da convenienza o opportunismo, ma dalla volontà di garantire alla città strumenti concreti per ottenere risultati. Quando parlo di filiera istituzionale intendo semplicemente sottolineare quanto sia più efficace lavorare in sinergia tra livelli diversi provinciale, regionale e nazionale per realizzare progetti e investimenti che altrimenti rischierebbero di rallentare. Non si tratta di favorire una parte politica rispetto a un’altra, ma di creare condizioni operative che permettano di migliorare infrastrutture, servizi e opportunità per i cittadini. L’esperienza di questi anni dimostra che quando c’è collaborazione tra amministrazioni, i risultati concreti arrivano più rapidamente e con maggiore efficacia. La mia priorità resta quindi il bene della città e dei suoi abitanti, e qualsiasi scelta politica deve essere valutata in base a questo principio”.

Lei ha appena definito ‘un buon Governo’ quello della presidente Meloni, che aveva invece attaccato duramente dopo il naufragio di Steccato sia perché il Comune era stato lasciato solo a gestire l’emergenza sia perché come sindaco del comune capoluogo di provincia non era stato invitato al Consiglio dei ministri straordinario riunitosi propria a Cutro. Che cosa condivide del Governo Meloni?
“Questo è un Governo che ha assicurato una stabilità riconosciuta anche a livello di rating internazionale, con lo spread che ha toccato i valori più bassi degli ultimi quindici anni. La sinistra, quando è stata al governo, non ha realizzato riforme particolarmente incisive e oggi, trovandosi all’opposizione, chiede che sia l’attuale esecutivo a farle. In questi anni abbiamo costruito un percorso concreto e condiviso con Provincia e Regione nell’interesse della città. Lo stesso approccio può essere applicato anche a livello nazionale, nel rapporto con il Governo. L’obiettivo resta quello di garantire risultati tangibili per i cittadini, portando avanti progetti concreti e soluzioni efficaci per la comunità. Per quanto riguarda Cutro, resta il fatto che all’epoca il Comune si è trovato a gestire praticamente da solo, almeno nei primi giorni, un’emergenza molto grave, e ho sentito il dovere di esprimere il sentimento della nostra comunità. Un inciso: paradossalmente, proprio dopo Cutro, gli attacchi più duri alla mia amministrazione sono arrivati dal Pd e dal Movimento 5 Stelle, più che da altri”.

Il segretario reggente del Pd, il deputato Nico Stumpo, in un’intervista al nostro giornale ha detto che “la cifra politica” della sua sindacatura è il trasformismo, ricordando che inizialmente si è presentato come politico contro tutti allineato alla lista Tansi, che poi è stato il candidato del centrosinistra nelle elezioni per la presidenza della Provincia perse contro Sergio Ferrari di Forza Italia e che successivamente ha sostenuto apertamente proprio Ferrari insieme al governatore di centrodestra Occhiuto alle elezioni regionali dello scorso autunno. Qual è dunque la cifra politica dei suoi primi cinque anni di mandato?
“La cifra politica dei miei primi cinque anni e mezzo di mandato non è il trasformismo, ma il lavoro concreto per la città e l’impegno costante a mettere al centro l’interesse dei cittadini. Chi mi ha votato nel 2020 lo ha fatto perché chiedeva un cambiamento reale, un percorso nuovo orientato al bene della comunità. Questo mandato l’ho rispettato ogni giorno con scelte e azioni che producessero risultati tangibili per il territorio. In questo periodo i miei rapporti e le collaborazioni con diverse realtà istituzionali sono nati esclusivamente dalla volontà di costruire soluzioni concrete per la città, non da logiche di convenienza personale o di appartenenza politica. La cifra politica del mio mandato è quindi la responsabilità, il pragmatismo e la capacità di ottenere risultati, non l’adesione a etichette o dinamiche di trasformismo. Al reggente del Pd, piuttosto, mi permetto di suggerire di guardare anche in casa propria e di riflettere su cosa abbiano prodotto, per la città, anni di governo a guida Pd. Faccio un ulteriore esempio concreto: quando, prima la Giunta regionale e poi il Consiglio regionale, hanno approvato in tempi record la modifica del Piano regionale di gestione dei rifiuti, introducendo il fattore di pressione areale delle discariche – una norma che impedirà la realizzazione anche di un solo metro cubo in più di discariche sul nostro territorio – per me è stato naturale capire con chi collaborare su una battaglia così importante. Sa chi ha votato contro quella modifica? Tutta la minoranza, compresi Pd e Movimento 5 Stelle. Ecco, questi sono gli avversari politici con cui mi confronto”.

Al momento non ha ancora un avversario di centrosinistra. Stumpo ha anche annunciato che potranno presto schierare una coalizione riorganizzata con un candidato in grado di batterla. Teme una possibile rimonta?
“In una campagna elettorale la valutazione dei cittadini si fonda sui risultati concreti e tangibili, non sulle parole o sulle promesse elettorali. Chi si presenterà come candidato di centrosinistra potrà solamente avanzare proclami, ma alla prova dei fatti sarà evidente la differenza tra chi parla e chi agisce. Io posso confrontarmi con i cittadini portando davanti a loro ciò che è stato realizzato in questi anni: la riforma della macchina amministrativa, che ha reso il Comune più efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini; decine di opere pubbliche distribuite in tutti i quartieri; interventi concreti sulla rigenerazione urbana, nuovi asili, nuove mense, università, teatro, impianti sportivi e servizi fondamentali per la comunità come il trasporto e la mensa scolastica. Questi sono risultati concreti che incidono direttamente sulla vita delle persone. In politica la credibilità si costruisce sul lavoro svolto e sulla capacità di trasformare le idee in risultati concreti. Ci sarà sempre chi si presenterà con promesse e slogan, e chi invece come me può mostrare fatti, progetti completati e obiettivi raggiunti. Alla fine, sono i cittadini a valutare chi mantiene gli impegni e sa trasformare le parole in azioni, e io credo fermamente che il percorso fatto finora parli da sé”.

Ai risultati che lei rivendica per la sua amministrazione, hanno concorso sicuramente anche due circostanze: l’ingente mole dei fondi Pnrr disponibili ed il lavoro di una giunta abbastanza affiatata. Nei prossimi cinque anni, invece, potrà essere spesa solo una coda dei fondi Pnrr residui. E, se rieletto, dovrà rinunciare alla collaborazione di alcuni dei suoi attuali assessori più fidati apertamente schierati contro le politiche del centrodestra. Ci potrebbero essere dei cambi in Giunta in questi ultimi mesi? Poiché logica delle alleanze politiche vuole che dovrà dare spazio anche ad altri amministratori provenienti dalle fila del centrodestra. Ritiene fondato il dubbio che il secondo mandato rischia di essere meno brillante del primo?
“I fondi del Pnrr così come altri finanziamenti non sono piovuti dall’alto, ma sono il risultato di progetti concreti presentati dalla mia amministrazione. Nel caso specifico del Pnrr hanno ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed europeo. A questo si aggiungono le risorse derivanti dall’accordo con Eni, Agenda Urbana, Antica Kroton e via dicendo, senza citare il risanamento dei debiti pregressi con la Regione lasciati della precedente amministrazione. Nessuna amministrazione, dal sindaco Senatore in poi ha messo in campo tante risorse per la città. Oggi su tre dipendenti comunali, due sono stati assunti durante la mia amministrazione. Voglio ringraziare gli assessori e i consiglieri che in questi anni hanno lavorato con grande impegno e dedizione: senza il loro contributo non sarebbero stati possibili i risultati concreti che oggi possiamo mostrare. Non ci saranno cambi in Giunta in questi ultimi mesi, perché si tratta di persone responsabili e capaci, che continuano a garantire continuità e stabilità all’azione amministrativa fino alla conclusione del mandato. Quanto al futuro, sono convinto che il prossimo mandato sarà ancora più brillante del primo. Anche aprendo l’amministrazione ad altre figure l’obiettivo rimane lo stesso: portare avanti progetti concreti, creare opportunità per la città e migliorare la qualità della vita dei cittadini, continuando a costruire risultati tangibili e duraturi. Il ‘metodo Voce’ adottato durante questa consiliatura, sarà lo stesso che adotteremo per il futuro”.

C’è infine anche dal punto di vista politico da considerare la vicenda della lite con il consigliere Ioppoli. Una brutta figura diciamolo apertamente. Quanto le è costato politicamente quel gesto? Non crede che avrebbe dovuto spendere qualche parola di scuse in più su quell’episodio? E non teme una situazione di ulteriore imbarazzo nel caso in cui la vicenda giudiziaria, dopo la denuncia di aggressione, si dovesse concludere con una sua condanna?
“Ho sicuramente sbagliato a reagire a una grave ingiuria che mi era stata rivolta dal consigliere. L’ho riconosciuto subito. Non solo mi sono scusato pubblicamente per quell’episodio, ma ho anche ritenuto doveroso, all’epoca, rassegnare le dimissioni proprio per dimostrare senso di responsabilità e rispetto nei confronti delle istituzioni e della città. È stato un gesto chiaro per assumermi le conseguenze di un comportamento che non rispecchia i principi con cui porto avanti la mia azione politica e amministrativa. Da quel momento, anche per rispetto del lavoro della magistratura, ho scelto di non rilasciare ulteriori dichiarazioni sul caso, lasciando che la vicenda segua il suo percorso nelle sedi competenti. Credo però sia importante distinguere un singolo episodio dal lavoro quotidiano per la comunità. E questo è stato compreso pienamente dai cittadini. La mia priorità resta quella di continuare a impegnarmi con serietà per la città, portando avanti progetti concreti e risultati tangibili per i cittadini”.