Consiglieri opposizione
|Degrado a Petilia: la denuncia dei consiglieri Sisca e Militerno
I consiglieri di opposizione denunciano l’abbandono a Petilia Policastro e nelle frazioni tra fogne a cielo aperto, rifiuti e incuria
PETILIA POLICASTRO – I consiglieri comunali di minoranza, Mariateresa Sisca e Fernando Militerno, denunciano lo stato di abbandono e di degrado a Petilia Policastro. Gli esponenti dell’opposizione contestano “la narrazione ottimistica dell’Amministrazione comunale” perché “la realtà che i cittadini vivono ogni giorno è ben altra”. I consiglieri sottolineano che “Petilia Policastro e le sue frazioni versano in uno stato di degrado e abbandono che non può più essere ignorato” evidenziando una netta discrepanza tra le comunicazioni ufficiali e le condizioni effettive in cui vivono i cittadini.
Le criticità del degrado a Foresta e nelle scuole
Il quadro descritto dai consiglieri nella frazione di Foresta appare particolarmente allarmante, con segnalazioni che spaziano dalle infrastrutture scolastiche al decoro urbano. Il comunicato evidenzia la presenza di “erbacce diventate arbusti”, “immondizia non raccolta” e gravi rischi igienico-sanitari. Nello specifico, viene denunciata l’esistenza di “fogne a cielo aperto nel perimetro scolastico, a pochi metri dalla mensa: un pericolo sanitario gravissimo” oltre a una palestra scolastica definita “fatiscente e incompatibile con la sicurezza degli alunni”. La mancanza di manutenzione ordinaria è resa evidente anche dalle “griglie di raccolta delle acque mai pulite, che causano allagamenti stradali a ogni pioggia”, e da “un parco giochi ormai sommerso dalla vegetazione spontanea”.
Emergenza sanitaria e degrado nel centro urbano di Petilia
La situazione non migliora spostandosi verso il centro della cittadina: “Particolarmente grave è la situazione delle fogne a cielo aperto presenti anche nel centro di Petilia, ormai storica è quella in Via Colla, dove le esalazioni e i liquami raggiungono i balconi di abitazioni in cui vivono anziani e bambini ormai da più di un anno! Questa situazione costituisce un serio pericolo per la salute pubblica: la proliferazione di mosche e zanzare in questi contesti può favorire la trasmissione di malattie infettive, con conseguenze potenzialmente gravi per le fasce più vulnerabili della popolazione”.
I due consiglieri portano ad esempio anche alcune situazioni paradossali: “A certificare la cronicità dell’abbandono – scrivono – vi è un caso emblematico quanto grottesco: una busta di cozze, portata da cani randagi, giace da quasi un mese nei pressi della fermata dell’autobus di Foresta centro. Nonostante le segnalazioni formali, non è ancora stata rimossa. Altrettanto sintomatica la situazione della scuola materna di Via Colla, dove piantine spontanee crescono indisturbate nelle gronde, segno inequivocabile di una manutenzione completamente assente da mesi”.

Viene anche rivelato la situazione di degrado a Peternise dove “erbacce incontrollate circondano il campetto da gioco dei bambini”, mentre “il centro storico di Petilia Policastro è ormai inaccessibile, vittima di un progressivo abbandono che ne sta compromettendo l’identità storica e culturale”.
La denuncia politica contro l’abbandono del territorio
“Le fotografie documentate dai cittadini sui social network – scrivono Sisca e Militerno – restituiscono un’immagine di abbandono che non si riscontrava nemmeno durante il periodo del commissariamento del Comune”.
Oltre alla cronaca dei disservizi, Sisca e Militerno lamentano un totale immobilismo da parte della giunta comunale nonostante le numerose segnalazioni formali inviate tramite PEC. I consiglieri ricordano di aver proposto in passato soluzioni concrete, come convenzioni con associazioni locali o accordi con Calabria Verde, ma sostengono che tali iniziative siano state ignorate. Il comunicato si chiude con un attacco diretto alla gestione politica della città, affermando che “è arrivato il momento che il Sindaco smetta di raccontare favole sui giornali e si confronti con la realtà che i suoi concittadini vivono ogni giorno” ribadendo che la comunità non può più tollerare di vivere tra strade allagate e rifiuti.


