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Castello di Crotone, gli interventi di restauro e recupero del Mic

I particolari dei lavori di competenza del Ministero della cultura previsti nell’ambito del progetto Antica Kroton per il restauro della fortezza

I particolari dei lavori di competenza del Ministero della cultura previsti nell’ambito del progetto Antica Kroton per il restauro della fortezza di Carlo V.

Restauro e recupero funzionale di camminamenti, bastioni e rivellini

L’area di intervento è inserita nel contesto del Cavaliero della Guardiola, ambito di primaria rilevanza strategica nel sistema difensivo, che conserva evidenze significative delle diverse fasi evolutive, riconducibili alla transizione verso l’assetto viceregnale, attestata anche dalla presenza di una torre di impianto trecentesco successivamente inglobata e riorganizzata nelle murature. In tale ambito si colloca l’Istituto “Principe di Piemonte”, tra le più antiche istituzioni scolastiche cittadine, in posizione nodale tra il Castello e il Museo Archeologico, con spazi pertinenziali oggi interessati da condizioni di parziale degrado che rendono necessario un intervento organico di recupero, finalizzato alla conservazione delle strutture storiche e al miglioramento della fruizione.
L’azione progettuale è orientata al restauro e alla rifunzionalizzazione dei camminamenti e alla valorizzazione del sistema bastionato, in coerenza con le esigenze di tutela e con la presenza dell’istituto scolastico. In fase preliminare sono state eseguite indagini diagnostiche non invasive che hanno evidenziato stratificazioni antropiche e la possibile presenza di strutture murarie interrate; tali esiti hanno guidato la programmazione di saggi stratigrafici estensivi, volti alla verifica diretta delle evidenze e alla definizione puntuale delle successive fasi operative.
Contestualmente si prevede la riqualificazione dell’area con particolare attenzione rivolta al ripristino agli elementi di completamento architettonico, quali balaustre e ringhiere, che presentano diffusi fenomeni di degrado. In questo quadro, l’area potrà essere riletta sotto il profilo storico-archeologico e configurarsi come spazio di aggregazione, idoneo ad accogliere e promuovere attività culturali, sportive e sociali.

Restauro e funzionalizzazione del bastione

L’intervento interessa un settore delle fortificazioni ricompreso all’interno del Castello di Carlo V e riguarda il recupero e la valorizzazione di una porzione significativa delle strutture bastionate, con l’obiettivo di migliorarne le condizioni conservative e potenziarne l’accessibilità pubblica. L’azione si inserisce in continuità con precedenti campagne di restauro che hanno interessato il paramento esterno della cortina muraria compresa tra il Bastione Santa Caterina e il Bastione San Giacomo, oltre allo stesso Bastione San Giacomo recentemente oggetto di un restauro condotto dal MIC.
Le opere previste sono finalizzate alla rimozione delle cause di degrado, al consolidamento delle porzioni murarie compromesse mediante tecniche e materiali compatibili con la materia storica. È inoltre prevista la revisione degli elementi funzionali, con la sostituzione della scala esistente che porta al bastione Santa Caterina, mediante una nuova struttura progettata secondo criteri di sicurezza, accessibilità e compatibilità materica, nel rispetto dell’integrità e della leggibilità del manufatto.
Le opere di intervento, nell’ambito della missione del progetto Antica Kroton, si inseriscono in un programma unitario orientato a una visione integrata capace di mettere in relazione passato e futuro, assumendo la valorizzazione del patrimonio culturale quale leva per innescare processi di rigenerazione urbana e rilancio territoriale.
L’obiettivo è quello di coniugare la tutela e la conoscenza delle emergenze archeologiche con strategie di sviluppo sostenibile, capaci di garantire la conservazione dell’eredità storica e, al contempo, promuovendo forme di crescita responsabile. In tale prospettiva, il programma estende il proprio ambito di intervento non solo al recupero dei principali siti e monumenti identitari, ma anche a contesti urbani marginali o privi di una riconoscibile stratificazione identitaria, valorizzandone il potenziale archeologico come elemento generativo. Gli interventi sono quindi orientati a restituire funzionalità e accessibilità a luoghi oggi dismessi o sottoutilizzati, integrandoli nel tessuto urbano e favorendo nuove relazioni tra patrimonio, comunità e territorio.