Logo

Temi del giorno:

Rigenerazione di spazi da restituire alla comunità
Un rendering di come diventerà largo Lavatoio

La soprintendente Stefania Argenti spiega i Progetti condivisi tra Comune e Mic sulle fortificazioni viceregnali. La co-progettazione ha permesso l’affinamento delle soluzioni

Nell’ambito del pluriarticolato progetto “Antica Kroton”, un ruolo particolare rivestono gli interventi, condivisi tra MIC e Comune di Crotone, sulle fortificazioni viceregnali costituite dal Castello “Carlo V” e dalla cinta muraria con le sue cortine, i suoi bastioni e rivellini. Eredi materici dei monumenti ed edifici della polis greca, che divennero cave di prestito non solo per gli elementi litici più consistenti quali blocchi, architravi, colonne, ma anche per il pietrame di varia pezzatura necessario per cortine e murature a sacco, fin dalla loro progettazione e costruzione hanno costituito l’immagine “forte” di Cotrone, nota e divulgata attraverso stampe e disegni militari e di viaggiatori. L’apparato fortificato nel suo insieme dà continuità all’acropoli della città achea, su cui si sovrappone, e nota nelle fonti classiche, per esempio Tito Livio, perché emergente sul territorio circostante e posto a dominio di esso e del mare.

Bastioni e camminamenti

In tale contesto si collocano i due interventi MIC “Antica Kroton”, 1.2.4.2 Restauro e recupero funzionale camminamenti Bastioni e Rivellini e 1.2.4.1 Restauro e funzionalizzazione Bastione, in fase di avvio lavori, che hanno visto come stazione appaltante, prima l’ex Segretariato MIC Calabria, oggi soppresso, ed ora la Soprintendenza CAP Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone. I suddetti progetti sono stati caratterizzati da un percorso metodologico fondato su una preventiva e articolata campagna di indagini diagnostiche che ha consentito preliminarmente di affinare in modo significativo il quadro conoscitivo che ha portato all’individuazione di ambiti di intervento strategici tra loro coerenti e funzionalmente integrati con le opere già realizzate dal MIC o in corso.

Visione organica di sistema

La selezione delle aree non risponde quindi a logiche episodiche, ma si inserisce in una visione organica di sistema, orientata a restituire leggibilità alle componenti più rilevanti dell’impianto difensivo e, al contempo, ad attivare processi di rigenerazione di spazi oggi marginali, degradati o non fruibili, restituendoli alla collettività con nuove funzioni culturali e sociali, con particolare attenzione alla componente scolastica e alle esigenze della comunità locale. Centrale, in questo percorso, il ruolo della Soprintendenza, non solo quale soggetto istituzionalmente preposto alla tutela, ma come interlocutore attivo nella definizione delle scelte progettuali: il costante confronto con l’Amministrazione comunale, anche attraverso specifici momenti di co-progettazione, ha consentito un progressivo affinamento delle soluzioni, sia nella fase preliminare sia durante l’attuazione degli interventi.

Leggi i particolari dei progetti.