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Piante tintorie e tradizioni arbëreshë: creazioni in natura con Fili Meridiani

I bambini hanno scoperto come, fin dall’antichità, foglie, radici, fiori e frutti venissero utilizzati per creare colori

PALLAGORIO – Prosegue il percorso educativo del Laboratorio creativo in natura promosso da Fili Meridiani, un progetto che continua a coinvolgere i bambini della scuola primaria in esperienze formative a stretto contatto con l’ambiente e la cultura locale. Nel nuovo appuntamento, protagoniste sono state le piante tintorie e le loro proprietà coloranti, in un viaggio tra scienza, tradizione e identità.

Alla scoperta dei colori naturali

L’incontro si è aperto con un’introduzione dedicata al mondo delle piante e alla loro capacità di produrre pigmenti naturali. I bambini hanno scoperto come, fin dall’antichità, foglie, radici, fiori e frutti venissero utilizzati per creare colori, dando vita a un legame profondo tra uomo e natura, basato su osservazione e rispetto delle risorse.

“La natura non è solo qualcosa da osservare, ma un sistema da comprendere”, ha spiegato Alessandro Frontera, guida ambientale. “Attraverso esperienze semplici, come la scoperta dei colori naturali, i bambini sviluppano uno sguardo più attento e rispettoso verso ciò che li circonda”.

Le uova rosse di Carfizzi: tradizione e cultura arbëreshë

Accanto alla dimensione scientifica, il laboratorio ha dato spazio alla tradizione con un’attività dedicata alle uova rosse pasquali di Carfizzi, uno dei simboli più rappresentativi della cultura arbëreshë.

Guidati da Maria Chiarello, docente di lingua arbëreshë, i bambini hanno sperimentato la colorazione delle uova utilizzando la radice della robbia, secondo un’antica tecnica tramandata nel tempo. Le uova rosse, simbolo di rinascita e ritualità pasquale, sono ancora oggi utilizzate per decorare i dolci tipici, mantenendo viva una tradizione identitaria.

“Attraverso queste attività i bambini non apprendono solo una tecnica, ma entrano in contatto con un patrimonio identitario –  ha sottolineato Stefania De Masi -. La lingua e le tradizioni diventano strumenti vivi, capaci di creare connessioni tra passato e presente”.

Un laboratorio inclusivo e partecipato

L’iniziativa si è distinta anche per il suo valore educativo e inclusivo. Ogni bambino ha avuto modo di partecipare attivamente, sviluppando manualità, curiosità e senso di appartenenza.

“L’apprendimento attraverso il fare permette a tutti i bambini di trovare il proprio spazio – ha evidenziato Raffaella Bossio, referente per l’area educativa – trasformando l’esperienza in un momento condiviso e accessibile”.

Durante l’incontro è stato inoltre completato il progetto curato dalla prof.ssa Cettina Mazzei: i bambini hanno assemblato la “poesia delle campane” arbëreshë di Pallagorio, utilizzando lettere in legno realizzate nei laboratori precedenti. Un’opera collettiva che unisce natura, lingua e creatività, valorizzando il patrimonio culturale locale.

Un simbolo da portare a casa

A conclusione della giornata, i partecipanti hanno realizzato piccoli sacchetti pasquali con paglia e uova rosse, pensati come ricordo dell’esperienza e simbolo tangibile di una tradizione che continua a vivere.

Il Laboratorio Creativo in Natura prosegue sotto la guida di Rosanna Panebianco, responsabile dei laboratori di Fili Meridiani, con la collaborazione di Rosina Marra.