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Nati i primi cicognini: il successo del “Progetto Cicogna Bianca”

La stagione riproduttiva entra nel vivo con la schiusa delle prime uova nel cosentino. Nuove coppie prendono casa sulle piattaforme artificiali, a testimonianza di una rete virtuosa tra LIPU, aziende e cittadini che dal 2003 sta ripopolando i cieli della Calabria.

VALLE DEL CRATI (CS) – Un fiocco azzurro e rosa nei cieli della Valle del Crati. Il miracolo della vita si rinnova e la stagione riproduttiva della Cicogna bianca entra nella sua fase più emozionante: la schiusa delle uova e la nascita dei primi piccoli “cicognini”, simbolo per eccellenza di un ciclo naturale che continua e si rafforza.

La natura, tuttavia, ha i suoi ritmi, e non tutte le coppie si trovano attualmente nella medesima fase. Mentre in alcuni nidi si festeggiano i primi nati, molte altre cicogne sono ancora in cova, e altre ancora, giunte da poco, sono intente nei lavori di allestimento del proprio nido. Sono proprio queste ultime – le “nuove coppie” – a rappresentare un tassello fondamentale, poiché contribuiranno in maniera decisiva ad aumentare la popolazione della Cicogna bianca in tutto il territorio calabrese.

A documentare questo lieto evento sono i meravigliosi scatti dei fotografi Maria Corrado ed Ernesto Napolitano, che hanno immortalato non solo l’arrivo dei piccoli, ma anche la recente e fortunata occupazione di due nuove piattaforme nido. Una si trova su un traliccio, installata appena qualche giorno fa grazie alla preziosa collaborazione con e-distribuzione; l’altra svetta su un palo, un traguardo raggiunto attraverso l’impegno dell’Azienda Agricola di Maurizio Zazzaro (nella zona di Ferramonti) e il supporto tecnico della ditta Fiore Costruzioni Generali Srl.

Una rete virtuosa per la tutela della specie

Questi nuovi nidi raccontano una storia di profonda sinergia territoriale. È infatti sempre più fitta la rete di aziende agricole, enti e privati cittadini che decidono di collaborare attivamente con la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), riconoscendo l’inestimabile valore di queste azioni per la valorizzazione ambientale del territorio.

Alla base di tutto c’è il “Progetto Cicogna bianca Calabria”, un’iniziativa pionieristica nata nel 2003 grazie alla sezione LIPU di Rende. L’obiettivo era tanto ambizioso quanto romantico: favorire il ritorno di una specie che dal XVI secolo era assente dal nostro Paese. Da allora, l’impegno dei volontari si è tradotto in azioni concrete. L’intuizione vincente è stata quella di costruire nidi artificiali (ricavati riciclando le basi in legno delle bobine per cavi elettrici dismesse) e posizionarli su pali e tralicci, opportunamente messi in sicurezza dal rischio di elettrocuzione. Negli ultimi anni, per invogliare i migratori a fermarsi, sono state utilizzate persino delle sagome tridimensionali che fungono da “richiamo” visivo.

I numeri di un traguardo storico

I risultati di questo progetto, portato avanti con circa 600 ore all’anno di puro volontariato, sono straordinari. Dai primi timidi ritorni (la prima nidificazione indotta è avvenuta nel 2007 nella Piana di Sibari), la popolazione è cresciuta in maniera esponenziale: dalle sole 2 coppie spontanee del 2002, si è passati a ben 35 coppie censite nell’ultima stagione, con oltre 1.150 cicogne nate in Calabria nell’arco di un ventennio. Ad oggi, sono state installate oltre 100 piattaforme che interessano vaste aree del cosentino, del crotonese e del catanzarese.

Ogni cicognino che oggi si affaccia dal suo nido nella Valle del Crati non è quindi solo una gioia per gli occhi degli appassionati di natura, ma è la prova vivente che, quando l’impegno civico incontra il rispetto per l’ambiente, la convivenza tra l’uomo e la grande fauna selvatica non è solo possibile, ma è un successo di cui tutta la comunità può andare fiera.