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Il progetto del quartiere centrale

Una città che dorme sotto i nostri piedi e una che cammina in superficie, spesso senza incontrarsi. Il progetto Antica Kroton nasce per rompere questo diaframma

Esiste una città che dorme sotto i nostri piedi e una che cammina in superficie, spesso senza incontrarsi. Il progetto Antica Kroton nasce esattamente per rompere questo diaframma, trasformando il sogno della colonia achea in un motore di rigenerazione urbana contemporanea. Il cuore di questa visione batte tra le aree Gravina ed ex Ariston, dove il passato archeologico e il passato industriale si fondono in un unico, ambizioso percorso di rinascita.
In data 11 settembre 2025 la Regione Calabria, con delibera n. 467, e il 25 settembre successivo la Giunta Comunale, hanno approvato una revisione del progetto “Antica Kroton”. L’obiettivo era valorizzare meglio l’identità storica di Crotone, puntando sull’archeologia come elemento centrale per lo sviluppo e la trasformazione della città, anche alla luce delle più recenti scoperte scientifiche. In questo contesto nasce una nuova linea di intervento, chiamata “La riscoperta del quartiere centrale”, pensata per rendere il programma più organico e dare un nuovo volto alla città. questa nuova linea d’intervento è stato finanziato per 6.650.757,46 euro. Le risorse non sono aggiuntive, ma derivano da una diversa organizzazione dei fondi già disponibili, messi a disposizione dal Comune, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Calabria.

Kroton Antica e Futura

Il perno del Masterplan è il “Percorso della Memoria – Kroton Antica e Futura”. Non si tratta di una semplice pista ciclo-pedonale, ma di un viaggio immersivo che riutilizza lo storico tracciato della ferrovia Calabro-Lucana per connettere mondi distanti. Il progetto punta a un “riammagliamento” urbano che accompagna il visitatore dall’agorà greca alle tracce dell’epoca industriale, creando un quadro coeso dove la storia non è più frammentata, ma diventa infrastruttura vivente.
L’architetto Mario Cucinella, attraverso i laboratori della sua School of Sustainability, ha immaginato una città che smette di essere ripiegata su se stessa per proiettarsi verso i suoi elementi naturali: la costa, il porto turistico, l’Esaro e l’affascinante paesaggio dei calanchi. Elementi che l’espansione industriale selvaggia aveva sconnesso dalla vita quotidiana dei crotonesi e che oggi tornano a essere protagonisti di una nuova socialità.

Una nuova soglia urbana

L’intervento architettonico più iconico trasformerà radicalmente l’ingresso del centro storico. All’incrocio tra via Cutro, via Carpino e Corso Mazzini, l’attuale rotonda cederà il passo a una “soglia urbana” dal forte valore simbolico. Il progetto si integra perfettamente con il paesaggio attraverso un sistema di gradonate verdi che non servono solo a collegare quote diverse del terreno, ma diventano naturali arene di incontro. Dalle piazze di nuova progettazione sarà possibile godere di viste panoramiche sui reperti archeologici, riportati alla luce o in fase di studio, trasformando lo scavo in un giardino della memoria fruibile da tutti. Il “Percorso della Memoria” nell’area urbana ricalca esattamente l’antico tracciato della ferrovia Calabro Lucana. La particolarità è che questa passeggiata urbana si sviluppa a circa due metri sotto l’attuale quota stradale cittadina, correndo allo stesso livello degli scavi archeologici e creando un vero e proprio viaggio fisico nel passato.

Piazze panoramiche

Per permettere ai cittadini di ammirare la stratificazione storica, sopra gli scavi archeologici saranno realizzate delle “piazze panoramiche”. Questi elementi sospesi si proietteranno verso il vuoto, trasformando le rovine sottostanti in una sorta di scena teatrale urbana da osservare dall’alto. I due grandi prismi del nuovo Gate su Corso Mazzini non poggeranno semplicemente sul terreno, ma emergeranno direttamente da specchi d’acqua. L’acqua è stata pensata per riflettere le forme raddoppiandone la verticalità visiva e creando un’elegante “pausa” nella frenesia del traffico cittadino.