Savelli, il Consiglio di Stato rigetta il ricorso di Caligiuri
Respinto il ricorso della lista ‘Per Savelli’ contro l’esclusione delle candidature. Domani, martedì 5, verrà discusso anche il ricorso dell’altra candidata sindaco Bottaro e della lista ‘ViviAMO Savelli’
SAVELLI – Si assottigliano le speranze che si riescano a tenere le elezioni amministrative per la scelta del nuovo sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale di Savelli. Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar, ha respinto oggi il ricorso di una delle due candidate sindaco, Angela Caligiuri, e della lista collegata ‘Per Savelli’, contro l’esclusione delle candidature dovute ad un vizio di forma per l’autentica delle firme. Le residue speranze sono appese ad un filo. Verrà discusso domani, martedì 5 maggio, infatti, il secondo ricorso presentato dall’altra candidata sindaco, Maria Adele Bottaro, e dalla lista a lei collegata ‘ViviAMO Savelli’.
Il ricorso contro Tar e Sottocommissione elettorale
Il ricorso di Caligiuri e della lista ‘Per Savelli’ è stato presentato al Consiglio di Stato dall’avvocato Francesco Pitaro. Si chiedeva l’annullamento della sentenza del Tar della Calabria che aveva rigettato la richiesta della stessa lista di essere riammessa alle elezioni comunali. Elezioni che al momento sono negate ai cittadini di Savelli a causa di un errore commesso dalla macchina amministrativa del Comune e da un atteggiamento poco collaborativo della Sottocommissione elettorale circondariale di Crotone della Prefettura di Crotone, che nega ad una intera comunità il diritto alla partecipazione democratica. Duro ed amareggiato, infatti, il commento di Angela Caligiuri: “Questa sentenza decreta la morte della democrazia a Savelli”. “Oltre al danno – aggiunge Caligiuri – subiamo pure la beffa: siamo stati infatti condannati a ripagare le spese del procedimento. Ma di chi è la colpa di quanto è successo? Di certo, non dei candidati che hanno fatto quanto spettava loro di fare nel rispetto della legge”.
Chiesto anche l’accertamento delle responsabilità
La vicenda non è detto che si fermi alla giustizia amministrativa. Infatti nel ricorso firmato dall’avvocato Pitaro era auspicato anche l’intervento della magistratura ordinaria. “Si chiede che il Consiglio di Stato voglia trasmettere il fascicolo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone – si legge nel ricorso -affinché si faccia luce su tutti i fatti e vengano individuati i soggetti responsabili e accertati i reati e condannati conseguentemente alle pene di legge i soggetti che saranno ritenuti responsabili”.
Com’è nata tutta la vicenda della ricusazione delle liste
Le due liste sono state ricusate per i medesimi motivi da parte della Sottocommissione elettorale circondariale di Crotone: l’irregolarità delle autenticazioni delle firme dei candidati, eseguite dai dipendenti comunali Rosa Notaro e Francesco Notaro, i quali, secondo l’organo elettorale prefettizio, non sarebbero stati debitamente autorizzati dal commissario straordinario, sempre di nomina prefettizia, Domenico Campagna. In previsione dell’accettazione delle candidature, che potevano essere presentate nella giornata di venerdì 24 e fino alle ore 12.00 di sabato 25 aprile, nessuno con responsabilità decisorie all’interno del Comune, a quanto pare, si era assicurato che la macchina burocratica fosse in grado di assolvere al proprio dovere.
Savelli forse un caso unico in tutta Italia
Il Comune di Savelli, in dissesto finanziario, è guidato da circa un anno dal commissario straordinario di nomina prefettizia, dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali. Se dovesse slittare definitivamente l’elezione per rinnovare l’amministrazione comunale, appare difficile che il comune possa andare alle urne in autunno, quindi tra sei mesi, ma è più probabile che i comizi elettorali siano riconvocati nel turno elettorale della prossima primavera. In pratica, si decreterebbero per il comune due anni di commissariamento di cui uno del tutto ingiustificato, durante i quali è concesso compiere gli atti di sola ordinaria amministrazione, facendo di Savelli un caso probabilmente unico in Italia.


