Funerali della mamma di Dodò
|Don Ciotti: “Ciao Francesca il tuo seme darà frutto”
Crotone saluta Francesca Anastasio: le parole del fondatore di Libera per la madre di Dodò morta a 58 anni
CROTONE – “Non basta commuoverci, dobbiamo muoverci”. C’era questa frase di don Luigi Ciotti, sulla maglietta adagiata sulla bara di Francesca Anastasio all’ingresso nella chiesa di Santa Rita dove giovedì 14 maggio si sono svolti i funerali. Proprio don Luigi Ciotti ha concelebrato la messa presieduta dal vescovo di Crotone, Alberto Torriani.
“Sei andata via con le carezze di Giovanni e tra le mie braccia”
Il fondatore di Libera ha ripercorso gli ultimi dolorosi istanti della donna, sottolineando l’affetto incrollabile che l’ha circondata. “Cara Francesca, sei andata via con le carezze di Giovanni e tra le mie braccia”. Un momento intimo che don Ciotti ha voluto legare alla memoria della tragedia passata: “Era la stessa mano che ha accarezzato Dodò, che lo ha stretto a sé, quando è caduto per sempre in quel maledetto pomeriggio”.
Dal pulpito, il sacerdote non ha risparmiato parole durissime contro la criminalità organizzata che ha ucciso Dodò mentre giocava a pallone e che continua ad insanguinare il territorio. “Qualcuno chiama la ‘ndrangheta cultura mafiosa, quasi fosse un modo di essere, un codice d’onore. Non chiamiamola mai cultura, chiamiamola per quello che è: ignoranza, sopraffazione, vigliaccheria, violenza. Perché quella ‘cultura’ uccide un bambino di 11 anni che gioca al pallone. Con quale onore si spara a un ragazzino che non ha nemmeno avuto il tempo di diventare grande? Non c’è l’onore, c’è solo il pugno di un potere che si nutre di paura, di silenzio, di complicità”.

La forza di Francesca e Giovanni
Don Luigi Ciotti ha esaltato la forza di Francesca e di Giovanni per rompere queste complicità in una terra difficile. Rivolgendosi alla donna che non c’è più ha detto: “Eppure tu, Francesca, con Giovanni, il tuo sposo, dopo avere perso Dodò, non vi siete chiusi in casa. Non avete lasciato che l’odio vi divorasse. Avete fatto una scelta. Avete trasfigurato il vostro dolore. Vi siete messi in gioco in tutta Italia a parlare ai ragazzi e alle ragazze, a raccontare di dolore, a dire, e l’avete detto in tanti, tanti luoghi, a dire ai giovani, a tutti: .la mafia uccide, anche i bambini. Non chiudete gli occhi, non è affare mio, è affare nostro, perché la libertà di tutti è appesa a quella di ciascuno”.
Il parroco ha sottolineato: “Francesca non era un’eroina, era una madre normale” che davanti al lutto più innaturale per un genitore, “ha scelto di non tacere, ha scelto di trasformare la ferita in parola, il grido in educazione, la disperazione in impegno. E lo ha fatto con una dolcezza che non era debolezza, era la forza di chi ha capito che l’unica risposta alla morte è l’amore che si dona. L’amore vince anche sulla morte. Non cancella il dolore, ma gli dà un senso, trasforma la separazione in un grande abbraccio“.
“Stringi a te Dodò, digli che la sua morte non è stata vana”
Francesca ha scelto, insieme a Giovanni, ha scelto di amare, di amare i giovani, di amare la verità, di amare la vita. Francesca, ora sei con Dodò. Stringi forte quel bambino, digli che la sua morte non è stata vana Non è stata vana, perché intorno alla sua storia e intorno anche a te, Francesca, con la tua testimonianza, con Giovanni si è raccolta una comunità di uomini e di donne che non hanno paura, che dicono basta, che vogliono una Calabria e un’Italia libera, Vogliono una Calabria bella, una Calabria pulita”.
Un messaggio di speranza alla Calabria
Don Ciotti ha voluto lanciare un fermo messaggio di speranza alla popolazione calabrese, spronandola a reagire. “La ‘ndrangheta è una macchia, è una cancrena, ma la cancrena si taglia, si estirpa con il bisturi della giustizia e con l’antibiotico della coscienza pulita. Voi, cari amici, gente di Calabria, crotonesi, voi non siete soli e non siete complici. La stragrande, la stragrande, la stragrande maggioranza di voi è fatta di persone oneste in questa terra, di belle persone. Voi siete la vera faccia di questa terra, non la ‘ndrangheta”.
Poi rivolgendosi in particolare ai numerosi ragazzi e giovani presenti alla funzione, il sacerdote ha affidato loro un mandato morale tanto semplice quanto fondamentale per il futuro del Paese: “Ogni volta che incontrate un’ingiustizia, non giratevi dall’altra parte. Ogni volta che sentite parlare di mafia, di ‘ndrangheta, nominate il nome delle vittime, sentitele. Ricordatevi di Dodò, ricordatevi delle carezze di Giovanni a Francesca mentre se ne stava andando, ricordatevi della mano che ho stretto mentre Francesca moriva”.

Ciao Francesca
Infine, prima di un abbraccio intenso con Giovanni, l’ultimo saluto di don Ciotti a Francesca Anastasio che è il saluto di tutti noi che l’abbiamo conosciuta in questi 17 anni di lotta contro la mafia: “Francesca, donna coraggiosa, madre di Dodò, testimone della verità, riposa, riposa in pace. Francesca, il tuo seme è caduto in terra buona, darà frutto: ne sono certo. Benediciamo tutti insieme il Signore che ci ha detto un giorno e ce lo dirà sempre: non abbiate paura, la verità vi renderà liberi. Ciao Francesca”


