Lettera in redazione
|Anemia falciforme, terapie sospese per burocrazia all’Asp di Crotone
La denuncia di Pietro Ambrese, portavoce del Comitato tutela e advocacy dei Pazienti Drepanocitici
Scrivo questa lettera di denuncia per esigere il rispetto dei protocolli clinici e delle leggi che garantiscono la sopravvivenza di noi pazienti drepanocitici. Chi soffre di Drepanocitosi (Anemia Falciforme) non ha scelta: la vita dipende dall’eritroexchange, una procedura che rimuove il sangue falcemico. Non è un optional, è una terapia salvavita, è ossigeno, in quanto difende da crisi vaso-occlusive devastanti, dolori cronici, danni d’organo, ictus e infarto.
Oggi questo ossigeno ci viene tolto dal blocco del servizio presso il SIMT dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone. La criticità era prevedibile e nota: la deroga amministrativa è scaduta a dicembre 2025 e si è continuato ad andare avanti pur sapendo che, una volta terminate le scorte dei filtri, i pazienti sarebbero rimasti senza terapia.
Le soluzioni prospettateci sono solo verbali, senza alcun protocollo scritto dell’ASP, e sono schiaffi alla nostra dignità: la trasfusione semplice (che viola la Legge 24/2017 Gelli-Bianco sull’appropriatezza clinica, aumentando la viscosità ematica e il rischio di danni d’organo) e la migrazione forzata verso Catanzaro, ennesimo ridimensionamento subito dal territorio. Il SIMT dispone di due macchinari idonei, usati per altro. Non mancano medici o tecnologie: è inaccettabile che logiche aziendali scavalchino l’Art. 32 della Costituzione.
Rivolgiamo un appello urgente alle istituzioni sanitarie, politiche e alle associazioni locali, in particolare all’Associazione Thalassemici: chiediamo di non pubblicare comunicati di rassicurazioni a famiglie e pazienti mentre si è a conoscenza della reale situazione. Vi invitiamo fermamente a pretendere ad horas un tavolo tecnico e a porre in essere ogni formale azione legale e di protesta pubblica a tutela di noi pazienti, che avete l’onere e l’onore di rappresentare sul territorio.
Visto che Crotone si trova in piena campagna elettorale, invitiamo fermamente tutti i candidati a unire le proprie forze alla nostra causa, dimostrando con i fatti e non con gli slogan l’impegno per il territorio. Chiediamo ai Consiglieri Regionali e al Presidente della Regione Calabria di attivare subito soluzioni in loco. Abbiamo già provveduto a inviare una formale PEC di diffida alla Direzione Sanitaria dell’Asp di Crotone e al SIMT, richiedendo il ripristino della terapia e l’accesso agli atti. In assenza di riscontro, la documentazione verrà trasmessa alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri del NAS affinché vengano accertate le responsabilità
* portavoce del Comitato tutela e advocacy dei Pazienti Drepanocitici.





