Microcitemici: trasporto a Catanzaro in attesa risposta Occhiuto
Le precisazioni dell’associazione che rappresenta i pazienti microcitemici crotonesi sulle iniziative assunte dopo la sospensione del servizio
CROTONE – L’Associazione thalassemici crotonese ha richiesto, con una lettera, un intervento chiarificatore del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sulla sospensione del protocollo terapeutico ‘Eritroexchange’ all’ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone. Lo ribadisce il presidente dell’associazione che rappresenta i pazienti microcitemici della provincia crotonese, Maria Guzzo.
La ricostruzione della vicenda
In attesa dell’invocato intervento di Occhiuto, l’associazione ha richiesto che nel frattempo sia l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone a garantire ai pazienti il trasporto sanitario secondario per e da Catanzaro, presso il cui ospedale si dovranno sottoporre alle cure. Questa è una di “alcune precisazioni” che sempre il presidente Guzzo ribadisce in una nota diffusa alla stampa nel pomeriggio di oggi, martedì 19 maggio, sulla sospensione del protocollo terapeutico. L’associazione ripercorre le tappe della vicenda, ricordando che lo scorso 14 aprile “la dottoressa Leonardo, responsabile del Simt di Crotone, ha ufficializzato la sospensione del protocollo con una lettera inviata ai vertici dell’Asp, al proprio capo dipartimento e, per conoscenza, all’attuale responsabile della Microcitemia”. “L’Associazione thalassemici crotonese – si afferma nel comunicato – ha immediatamente richiesto un incontro con la dottoressa Leonardo, durante il quale ci è stata confermata tale sospensione, principalmente perché nel dicembre 2025 la Commissione del Centro regionale sangue ha annullato la deroga concessa nel 2021 all’Asp di Crotone perché si potesse praticare aferesi curativa. Deroga necessaria perché il riordino delle Rete trasfusionale regionale, attuato con una serie di decreti fra il 2014 e il 2018, istituendo i 3 Dipartimenti interaziendali funzionali nei 3 hub regionali, ha riservato ad essi sia l’aferesi curativa che la lavorazione del sangue e degli emocomponenti”.
La deroga decaduta e l’attesa per la risposta di Occhiuto
Il “decadere” della deroga “obbliga l’Asp di Crotone a demandare al proprio hub di riferimento, cioè all’Asp di Catanzaro, la continuità terapeutica per i propri pazienti affetti da Drepanocitosi. Per risolvere il problema l’associazione – spiega Guzzo – si è mossa a livello regionale, chiedendo un intervento chiarificatore del governatore; tale lettera, oltre che al dottor Occhiuto, è stata inviata all’attuale responsabile del Centro regionale sangue, dott. Zinno, ai vertici dell’Asp di Crotone, al sindaco della città ed alla presidenza di United, la rete nazionale che raggruppa le associazioni di pazienti affetti da emoglobinopatie“. Contestualmente, l’Associazione thalassemici crotonese ha poi “richiesto ai vertici dell’azienda di Crotone di provvedere, nelle more di una risposta del dottor Occhiuto, ad attivare, per i propri pazienti affetti da Drepanocitosi, il trasporto sanitario secondario per e da Catanzaro, visto che l’onere della continuità terapeutica ricade comunque nelle responsabilità dell’Asp di Crotone”. “In coda a queste precisazioni – conclude la nota firmata dal presidente Guzzo – vogliamo anche ricordare come sia normale che un paziente ritenga di utilizzare tutti quegli strumenti legali che una democrazia come la nostra gli mette a disposizione per difendere il proprio diritto alla salute”.





