Ordinanza sindaco
|Chiusura scuole Crotone per carenza acqua, Cgil: personale Ata non tutelato
Il sindacato contesta lo stop alle lezioni del 3 giugno che riguarda solo l’attività didattica. Esposto al Prefetto
CROTONE – L’ordinanza con cui il Sindaco di Crotone dispone, per il 3 giugno 2026, la chiusura di tutte le scuole cittadine “per le sole attività didattiche” a causa dell’interruzione dell’erogazione idrica, solleva rilievi seri sotto il profilo della tutela delle condizioni igienico-sanitarie nei luoghi di lavoro e sotto quello della ragionevolezza amministrativa. Lo sostiene Davide Dionesalvi, rappresentante della Rsu Cgil “Papanice – Alfieri” Crotone, che per questo ha inviato un esposto al Prefetto di Crotone per contestare i termini e l’impatto del provvedimento che coinvolge gli studenti e gli insegnanti, ma non il personale tecnico amministrativo.
Le motivazioni dell’esposto sulla chiusura delle scuole a Crotone
L’esponente sindacale evidenzia come la disposizione non prenda in considerazione i diritti e la sicurezza di tutto il personale che opera quotidianamente all’interno degli istituti scolastici.. Dionesalvi sottolinea che non è sufficiente richiamare genericamente motivi di igiene pubblica per sospendere le lezioni, “senza considerare che nella scuola operano anche lavoratrici e lavoratori ATA, i quali hanno il pieno diritto di svolgere la propria attività in ambienti salubri, sicuri e dotati di servizi igienici perfettamente funzionanti” Pertanto, l’assenza di riferimenti specifici alle condizioni del personale scolastico rappresenta “una carenza evidente sul piano della motivazione amministrativa”.
La proporzionalità del provvedimento e l’autonomia idrica
Un secondo elemento di forte criticità sollevato nell’esposto riguarda l’adozione di una misura uniforme per tutte le scuole del territorio cittadino, senza verificare preventivamente l’effettiva presenza di serbatoi di accumulo capaci di fronteggiare temporaneamente l’emergenza idrica. Il comunicato chiarisce che “se esistono scuole dotate di autonomia idrica sufficiente a garantire almeno per un giorno i servizi minimi, la mancata differenziazione tra situazioni diverse rischia di tradursi in un provvedimento eccessivamente generalizzato, poco istruito e potenzialmente sproporzionato”. Per la sigla sindacale, l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto compiere verifiche preventive sulla reale autonomia residua e sulla presenza di serbatoi nei singoli istituti, per evitare una scelta indiscriminata che trascura i diritti dei lavoratori e le differenze oggettive tra le strutture scolastiche cittadine.



